Albertina Vittoria “Storie di gatti e altri animali”, presentazione

Illustrazioni di Margherita Mazzoli

“Questo libro racchiude storie di animali che l’autrice ha avuto nel corso di una vita, da quando era bambina: criceti, scoiattoli, tartarughe, cani e soprattutto gatti. Protagonista principale è la famiglia di gatti che ha vissuto per molti anni con la scrittrice, in numero variabile da uno a otto, assieme alla cagnolina che credeva di essere un gatto. Il confronto tra loro ci fa vedere quanto siano differenti gli uni dagli altri per il carattere, le abitudini e le manie, per il rapporto tra loro e con gli umani, per il modo di amare la propria padrona e di conquistarla”[…].(da Metauro Edizioni)

Una storia che racconta i rapporti tra l’autrice e gli animali che hanno attraversato la sua vita: alcuni indimenticabili perché forte è il legame che si è creato, come con Gustavo, il  gatto con cui si apre il racconto, non cronologico,  tra la scrittrice e i suoi amici speciali che le hanno insegnato che ciascuno ha un proprio carattere, manie e inclinazioni, proprio come gli umani: ci sono i presuntuosi e i prepotenti, ma anche i timidi e gli egoisti.
E non solo gatti:
Nel tempo con lei trascorrono le vacanze estive due tartarughe, la cagnetta Caterina, lo scoiattolo giapponese Hashimoto, e insieme a loro gli ambienti, i luoghi, altri animali, come i due gatti, Tamarindo e Fausto così diversi tra loro, e altri umani in una relazione che, contrariamente a quanto si possa pensare, soprattutto per chi non ha rapporti ravvicinati con gli animali, spesso complessa e affettivamente coinvolgente. Esempio ne è la gatta Micia, protagonista della seconda parte del libro, un pezzo di vita: da piccola fino ad adulta con i suoi cuccioli.
Storie di animali ma soprattutto di rapporti tra esseri viventi.

Albertina Vittoria, nata a Roma, già docente di Storia contemporanea all’Università di Sassari, si è occupata di storia degli intellettuali, dell’editoria, delle riviste e degli istituti culturali italiani del Novecento. Tra i volumi più recenti, editi da Carocci: Togliatti e gli intellettuali. La politica culturale dei comunisti italiani (1944-1964) (2014); Il Novecento. Dall’età dell’imperialismo alla globalizzazione (2019); I luoghi della cultura. Istituzioni, riviste e circuiti intellettuali nell’Italia del Novecento (2021). Per Metauro ha curato, assieme a Marta Bruscia, il volume di Antonio Baldini, Lettere a Luigi Federzoni per la «Nuova Antologia» (1931-1942) (2017).

Georgios Katsantonis “Anatomia del potere. Orgia Porcile Calderón. Pasolini drammaturgo vs Pasolini filosofo”, Metauro Edizioni

Georgios Katsantonis è vincitore della 37° edizione del Premio Pier Paolo Pasolini con la motivazione:

“La ricerca presenta un notevole spessore culturale, riesce a far interagire senza forzature le teorie di Deleuze sul masochismo, il pensiero femminista, le riflessioni di Spinoza sul potere; e fa un confronto non scontato e del tutto nuovo con l’opera di Strindberg; e infine offre una traduzione in greco moderno di Orgia, un’operazione di sicuro da apprezzare.

L’attraversamento del corpo nel teatro di Pasolini presenta una caratterizzazione in più rispetto agli altri linguaggi: la “parola” e il “corpo” sono di fatto una coppia sinonimica. Il nodo tematico, problematico e critico, non è tanto definire la centralità del corpo nel teatro di Pasolini, quanto capire come essa si esprima e quali segni emetta. 

Georgios Katsantonis elegge un canone breve ma esatto, comprendente tre testi che riguardano «il corpo in preda al desiderio sadomasochistico (Orgia), il corpo con la sua viscerale motivazione erotica che sconfina nella zooerastia (Porcile), il corpo imprigionato, tra scissione e visionarietà (Calderón). Tali scavi monografici tengono comunque conto del complessivo macrotesto pasoliniano e inoltre si rifanno a vari riferimenti comparatistici: Sade, Spinoza, Goffman, Calderón de la Barca, Strindberg, nonché alle teorie tardonovecentesche sul «divenire animale».
Le tre opere selezionate in questo studio* illustrano un tentativo di lettura del potere nelle sue varie declinazioni simboliche: l’erotizzazione del fascismo (Orgia), la fine della polis (Porcile), la trasformazione della società in un universo concentrazionario, in diretta continuità con il sistema del Lager (Calderón). Lo scopo è di far risaltare la concezione filosofica e l’impegno politico che si nascondono dietro le drammaturgie pasoliniane, per vedere fino a che punto i connotati di quei poteri sono riconducibili al nostro mondo contemporaneo.

Brevi note biografiche

Georgios Katsantonis è studioso di teatro e letteratura. Si è laureato in Studi Teatrali presso l’Università di Patrasso (Grecia) e ha conseguito il Master in Letteratura, Scrittura e Critica teatrale presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II. Ha poi conseguito il dottorato di ricerca in Letterature e Filologie Moderne con lode presso la Scuola Normale Superiore di Pisa. Ha tenuto conferenze in molti Atenei e Istituzioni italiane ed internazionali. Nel 2017 ha vinto il premio Nicoletta Quinto della Fondazione Premio Internazionale Galileo Galilei di Pisa, dedicato a giovani studiosi stranieri che si sono distinti nel campo degli Studi sulla cultura italiana.( da Metauro Edizioni)


* Orgia, Porcile, Calderón sono tre tragedie scritte da Pasolini nel 1965-1966 (n.d.r.)