
Bastano pochi giorni di interruzione di energia elettrica ad ampio raggio per fare precipitare la società nel caos: niente luce, niente acqua nelle case, niente telefoni cellulari, niente benzina, niente illuminazione pubblica e semafori, ospedali al collasso. Il caos diviene occasione per regolamenti di conti, mentre sullo sfondo si muovono il protagonista, il fotografo Luc Pontano, la sua amica e poi compagna Lucia (una giovane non vedente che parla al baracchino Cb, quello dei radioamatori), il pianista Ulrico (un artista ipersensibile che smarrisce la ragione perché sente vicina la fine del mondo), il vagabondo Adelmo (che si è stabilito in un magazzino del casone) e tante altre figure di diversa provenienza.( da Milieu Edizioni)
Il fenomeno del grande buio, come titola l’autore il suo romanzo, paventato e a piccole dosi sperimentato nel mondo, atterrisce tutti noi così dipendenti dall’elettricità. Qui , in una situazione distopica, Speroni vaglia le conseguenze in una comunità ristretta che vive in una casa di ringhiera, un caseggiato tipico della Milano di periferia e nella quale restano ancora molti esemplari.
La casa di ringhiera altro non è che un caseggiato popolare la cui caratteristica sono i ballatoi interni muniti di ringhiera; il tipico abitato che contraddistingue i ceti meno abbienti che sfuggono nelle periferie ai costi elevati. Le case di ringhiera hanno il loro fascino per ambientarvi situazioni che sfociano poi nella violenza e nel giallo come ci ricordano i romanzi di Francesco Recami che in case di ringhiera ha ambientato una serie dei suoi.
Anche in quello di Speroni il grande buio diventa l’occasione ideale per commettere un omicidio durante il freddo inverno metropolitano, una metropoli non meglio identificata ma che assomiglia molto a Milano, nell’immaginario quartiere di Acqua Antica. Ed è proprio il caseggiato il protagonista che, con i suoi quattro piani e i due cortili interni, ogni giorno mette in scena la quotidianità, come dentro un teatro elisabettiano.
Protagonista, insieme a molte figure di interpreti, è Luc Pontano, 41 anni, fotografo freelance che mette a fuoco un mondo, con curiosità e attenzione, attraverso il mirino della sua vecchia reflex: è un’umanità variegata che va in scena con il carico di problemi con cui ciascuno deve fare i conti, le conseguenti preoccupazioni o le gioie che ne possono derivare, diventando protagonista nel saper reagire e intergire all’interno di una situazione eccezionale.
Matteo Speroni (Milano, 1965) giornalista del “Corriere della Sera” e scrittore.Per Milieu ha pubblicato I diavoli di via Padova e Brigate Nonni. Con Arnaldo Gesmundo ha scritto Il ragazzo di via Padova. Vita avventurosa di Jess il bandito (2014). È autore di spettacoli teatrali in forma di reading, realizzati con il cantautore, musicista e compositore Folco Orselli.