
[…]“Lo scambio di una borsa con un ingegnere tedesco incontrato in treno, seguita dall’inspiegabile scomparsa dell’uomo, innesca infatti una lunga serie di eventi inattesi. Tra crimini e colpi di scena, Amelia affronta pericoli e imprevisti, forgia nuove amicizie e alleanze e fa la conoscenza di un gentiluomo misterioso, che le fa battere il cuore come non mai”.(da Arpeggio libero)
Lisa Vagnozzi ci trasporta nella Parigi incandescente del ‘900 e precisamente nell’aprile di quell’anno, in piena Esposizione universale. Lì seguiamo Amelia, la diciassettenne protagonista, curiosa e piena di vita come appannaggi dell’età, ma anche convinta e consapevole della differenza tra la sua visione del ruolo affidato all’universo femminile e le proprie aspirazioni di giovane donna che si prepara a costruire il proprio futuro.
Sotto la superficie narrativa fatta di indagini e trame criminali, il vero motore della narrazione è il conflitto identitario, così come precisa Giovanna Scalzo nella sua presentazione sul Corriere (25 agosto 2026)
E Parigi dà una mano alla protagonista che attraverso le indagini evidenzierà “il desiderio di emancipazione. Amelia non accetta la posizione marginale assegnata alle donne nei salotti borghesi —osservatrici silenziose, pedine matrimoniali, bamboline di porcellana ricoperte di polvere — ma si inserisce nello spazio dell’azione e della conoscenza, territori tradizionalmente maschili.
Lisa Vagnozzi è nata nel 1981 a Giulianova, in Abruzzo, e si è formata a Pisa e a Modena, laureandosi e perfezionandosi in Filosofia. Ha vissuto per alcuni anni a Roma, maturando diverse esperienze nel mondo della comunicazione, in qualità di redattrice e copywriter pubblicitaria . Nel 2014 si è trasferita in Germania, dove vive tuttora e dove lavora come docente di italiano per stranieri .