Elisabeth Sanxay Holding “Il capro espiatorio”, Le Assassine

“Qualcuno, in Inghilterra, pubblica Elisabeth Sanxay Holding? A mio parere è la più grande scrittrice di suspense.” — Raymond Chandler

 Un romanzo teso, elegante e psicologico, costruito con quella “calma interiore” che Chandler trovava irresistibile. Holding non punta sull’azione, ma su un crescendo di inquietudine domestica che cattura chi ama Patricia Highsmith, Celia Fremlin, Shirley Jackson.

Copertina del noir diElisabeth Sanxay Holding "Il capro espiatorio", Le Assassine Edizioni

(Titolo originale: The Innocent Mrs. Duff)

Traduzione Paola De Camillis Thomas

Collana Vintage

In libreria dal 15 luglio

Le Assassine

Esce nella collana Vintage di Edizioni le Assassine il romanzo “Il capro espiatorio” (titolo originale The Innocent Mrs. Duff) di Elisabeth Sanxay Holding, celebre autrice statunitense acclamata da maestri del calibro di Raymond Chandler come «la migliore scrittrice di suspense» del suo tempo.

Jacob Duff sembrerebbe un uomo specchiato, solido e di indiscutibile successo: quarantadue anni, una posizione di rilievo nella buona società di New York, l’eredità designata di una ricca zia e una splendida moglie di ventuno anni, Reggie, ex modella che lo ama sinceramente ed è devota alla famiglia. Eppure, dietro questa impeccabile facciata borghese, si nasconde un animo debole, roso da un risentimento viscerale, dall’insicurezza e da un grave alcolismo che l’uomo si ostina sistematicamente a negare a se stesso.

L’insoddisfazione cronica e la vanità ferita di Jacob si trasformano presto in un’ossessione tossica contro la giovane moglie. Ogni gesto innocente di Reggie viene vissuto come un insulto alla propria rispettabilità; ogni silenzio diventa una prova di colpa. In un crescendo paranoico amplificato dai fumi dell’alcol, Jacob comincia a distorcere la realtà e a ordire un complotto per liberarsi di lei e distruggerne la reputazione. Ma il tentativo di manipolare gli eventi si trasformerà in una trappola mortale in cui Jacob finirà per diventare vittima dei suoi stessi inganni e dei ricatti spietati del suo ex autista, Gerald Nolan.

Più che sui tradizionali meccanismi dell’indagine poliziesca o sulla ricerca del colpevole, Holding costruisce un noir claustrofobico tutto incentrato sulla psicologia dei personaggi, dove la trama si sviluppa in modo organico direttamente dalle nevrosi e dalle debolezze del protagonista. Il lettore assiste impotente e ipnotizzato al progressivo degrado morale e mentale di un uomo che, pur avendo tutto — soldi, prestigio e affetto —, decide di scivolare verso l’autodistruzione.

Un’opera magistrale che unisce il ritmo serrato della suspense a una spietata critica sociale dell’ipocrisia borghese dell’epoca, arricchita da un finale drammatico che scuote le fondamenta della giustizia.

Elisabeth Sanxay Holding (1889–1955), newyorkese, visse tra Sud America e Bermuda al seguito del marito diplomatico. Dopo sei romanzi romantici negli anni Venti, trovò la sua vera voce nel giallo psicologico: tra il 1929 e il 1954 pubblicò diciotto romanzi e numerosi racconti su riviste come Alfred Hitchcock’s Mystery Magazine. Chandler la considerava “la migliore scrittrice di suspense in assoluto”.

Nedra Tyre “Casa dolce casa”, Edizioni le Assassine

Il livello di suspense è altissimo, grazie alla battaglia passivo-aggressiva tra una timida zitella e l’intrusa che un giorno si presenta a casa sua, si rifiuta di andarsene e ne usurpa il possesso, nonché la vita stessa della proprietaria, in quello che equivale a un colpo di stato incruento. (CrimeReads, Sarah Weinman)

Il romanzo ha quella qualità di incubo terribile dal quale non ci si può risvegliare e liberare. Scoprire come Miss Allison riesca a sfuggire al suo incubo solitario rende la lettura davvero avvincente. (Curtis Evans, introduzione all’edizione del romanzo pubblicata nel 2022 da Stark House)

Copertina del thriller di Nedra Tyre "Casa dolce casa", Le Assassine,

Postfazione di Carlo Zaza

Traduzione di Barbara Monteverdi

Collana: Vintage

Edizioni le Assassine

Dal 13 marzo

In una sonnolenta cittadina americana, la timida signorina Allison realizza il sogno di una vita indipendente: una casetta tutta per sé, grazie ai soldi ereditati dalla zia di cui si era presa cura a lungo. Pronta ad assaporare la tanto agognata solitudine e libertà, vede ben presto andare in frantumi il suo sogno, quando bussa alla sua porta la signorina Withers, un’intrusa ostinata e manipolatrice, che si insinua come un parassita nella sua esistenza con una dolcezza velenosa e un controllo insidioso.  
Quello che inizia come un cortese confronto domestico si trasforma in una battaglia di volontà passive-aggressive, dove ogni gesto quotidiano – dal passare il sale a tavola alle discussioni su spezie e routine – diventa arma letale.
Nedra Tyre, maestra del giallo psicologico, tesse una suspense soffocante, che rivela abissi di disperazione e rancore sotto la patina delle buone maniere e in cui l’orrore non arriva dall’esterno, ma è seduto accanto nel salotto buono.

La presenza della psychological suspense è evidente, così come lo è il radicamento della visione psicologica nel punto di vista di due donne che si muovono nella società con ruoli molto diversi da quelli tradizionalmente familiari. Ma vi è anche altro, ed è qualcosa per cui il romanzo costituisce un testo assolutamente precorritore. È quello che, con una terminologia attuale, viene definito il domestic thriller, o altrimenti domestic suspense o domestic noir; domestic, comunque, e quindi afferente all’abitazione. Un genere narrativo in cui la tensione emotiva, risultato di un’azione criminosa, si manifesta all’interno dell’abitazione e della cerchia di coloro, familiari per lo più, ma non solo, che la occupano. Nel 1953, anno in cui il romanzo fu pubblicato, si trattava di una realtà comparsa essenzialmente in ambito teatrale e cinematografico. (Dalla Postfazione di Carlo Zaza, magistrato e presidente del Festival Giallo Garda)

Nedra Tyre è nata nel 1912 in Georgia ed è morta nel 1990 in Virginia. Laureatasi alla Emory University, nella vita ha svolto diversi lavori: assistente sociale, libraia, impiegata e copywriter pubblicitaria. Le sue prime storie risalgono agli anni Quaranta del secolo scorso. Nel 1952 pubblica il suo primo romanzo giallo, seguito da altri cinque, ma poi preferisce ritornare ai racconti che pubblica su riviste come Ellery Queen’s and Alfred Hitchcock’s Mystery Magazines.