Michele Montorfano “Tutto il cinema è Addio” Graphe.it Edizioni

Pagine 76, 9 euro

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Il Cinema tra fughe, angosce e ambiguità. C’è il tempo nel suo svolgersi e ripetersi, e c’è il cinema, che si lascia aprire come un vaso di Pandora per farci guardare nel nostro ieri. C’è la vita, il ritmo naturale, e c’è il cinema: un’altra vita che rimane segreta fintanto che è ancora da vedere, colma di ogni cosa, dall’orrore fino all’amore.

Mondi divisi che si forzano continuamente l’uno verso l’altro, oltrepassando la propria soglia e tornando indietro dopo aver rubato qualcosa. Nel mezzo e sul confine nasce questo libro, che si incammina sulla strada dell’estetica e della fenomenologia del cinema scandagliandone il legame con il tema dell’Addio, «luogo in cui l’immagine si deposita nella sua contemporaneità assoluta». Da Drive 8 ½ l’autore percorre le pieghe della settima arte attraversando le sue fughe, le sue angosce, le sue ambiguità. Perché il cinema è qualcosa che «non finisce mai continuando a finire» e dal cuore della propria solitudine «getta la maschera del tempo per indossare quella del destino».

MICHELE MONTORFANO ha studiato cinema, pedagogia e filosofia. Ha lavorato nel mondo della pubblicità e in quello dell’educazione. Ha pubblicato Mnemosyne (Lietocolle, 2013) e ha curato e tradotto i Quattro Quartetti di T.S. Eliot (L’Arcolaio, 2022). Scrive per il magazine Monolith.

Carlo Lapucci “Magia e poesia”, Graphe.it Edizioni

Mistero di maghi poeti e di grandi poeti maghi

Pag 204 con illustrazioni in bianco e nero, 15,90 euro.

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Il poeta

ha in sé la natura del mago

perché è il maestro della parola e delle parole.

Carlo Lapucci, con l’attenzione antropologica che lo contraddistingue, ci conduce nel mondo dei maghi poeti (da Medea alle Sibille, da san Cipriano Nicholas Flamel, senza dimenticare Nostradamus Cagliostro e dei grandi poeti maghi Virgilio Dante in primis) e si sofferma anche su quelle formule che spesso ripetiamo a memoria (come, per esempio, Ambarabà ciccì coccò) per farci scoprire la bellezza insita nei grovigli di parole, suoni e versi.

Il saggio di Lapucci introduce nel mondo della poesia e della magia e, inevitabilmente, nel potere evocativo e creativo del linguaggio, partendo dai primi maghi, filosofi e sapienti, fino agli alchimisti e alle summe creative di Dante Alighieri. Un libro che è anche un magico panegirico sulla bellezza del linguaggio e della parola.

I poeti più antichi partecipavano alla magia perché tra le due cose non c’era poi molta distanza: secondo la visione del tempo il potere della parola si dispiegava nell’espressione poetica che agiva sull’animo dei viventi, come nell’ordine delle cose inanimate che ne sentivano l’influsso che agiva perfino sulla vita minerale. Il verso modulato con la musica comandava il mondo se il vate era veramente signore del canto e della poesia: Orfeo e Merlino, come Dioniso ammansivano le fiere, muovevano le rupi, trascinavano nella danza gli animali e le piante al suono della cetra.

Si pensa che musica e parola siano nate unite e così siano vissute a lungo legate in un nodo magico piegando il cuore umano, lo spirito animale e perfino le forze tremende dell’Oltretomba (C.L.)

CARLO LAPUCCI Vive a Firenze, dove ha insegnato per molti anni. I suoi interessi si muovono nel campo della letteratura, della linguistica e delle tradizioni popolari, incentrati sull’individuazione delle radici profonde della cultura italiana. Con Graphe.it edizioni ha pubblicato: La Vecchia dei camini. Vita pubblica e segreta della Befana (2018), L’arte di fare il cattivo. Ovvero origine, epifanie e metamorfosi dell’Orco (2019) e Gesù bambino nasce. Poesia popolare del Natale (2019).

Giorgio Manganelli “Notte tenebricosa” Graphe.it Edizioni

Un testo postumo di Giorgio Manganelli con la prefazione di Alessandro Zaccuri e una lunga intervista alla figlia di Manganelli, Lietta (a cura di Emiliano Tognetti).  

Il libro esce il 15 novembre 2021, giorno in cui Giorgio Manganelli avrebbe compiuto 99 anni e vuole idealmente iniziare le celebrazioni per il centenario della nascita.

Pagine 162, prezzo 15,90 euro

Una lunga riflessione sulla notte e un viaggio alla scoperta di Giorgio Manganelli: «Il dittico raccolto in questo volume è molto più di un invito alla lettura: un ritrovamento e una testimonianza, certo, ma forse anche un pegno che viene restituito». (Alessandro Zaccuri)

Il manoscritto di quest’opera si può far risalire al 1965. Siamo nel pieno della neoavanguardia del Gruppo 63, del quale Giorgio Manganelli fu membro attivo, anche se la sua produzione letteraria e giornalistica difficilmente si può inquadrare sotto un’unica etichetta. Caratteristica che vale anche per Notte tenebricosa: in queste pagine l’autore costruisce e descrive un universo mitico, teologico e a tratti psicoanalitico intorno al concetto della notte.

Così essa diventa la pentola nella quale i viventi sono cucinati, o la femmina delirante di storie archetipiche, e ancora la figura mitologica nel cui manto oscuro si celano innumerevoli altre (demoni, angeli, simboli) tramite le quali si potrebbe interpretare il destino, terreno e ultraterreno, dell’umanità. Un’immersione preziosa nel linguaggio peculiare e nelle radici tematiche tipiche di uno scrittore che merita di essere riscoperto e studiato. 

Questa nuova edizione, meticolosamente curata, si arricchisce dell’intervista a Lietta Manganelli, figlia dell’autore e depositaria – oltre che del corpus di libri e materiali – di uno sguardo unico e fondamentale sul padre, come uomo prima che come penna.

GIORGIO MANGANELLI (1922-1990), scrittore e saggista, collaboratore di importanti quotidiani e periodici (tra cui Il Corriere della seraL’EspressoIlMondo), ha fatto parte del Gruppo 63 ed è considerato uno dei teorici di punta della neoavanguardia. Numerose le sue pubblicazioni che si caratterizzano per l’uso di un linguaggio sgargiante e una visione anticonformistica.