Giorgio Manganelli “Un uomo pieno di morte”, Graphe.it Edizioni

Collana Le Mancuspie diretta da Antonio Bux 

Pagine 64, prezzo 12 euro

Graphe.it 

La poesia come musa iniziatica e come rifugio dalla morte. Nel panorama letterario del Novecento, Giorgio Manganelli si è fin da subito imposto come figura autonoma e imprescindibile della narrativa italiana. La sua lingua, così caustica, irriverente, piena di inventiva ed eversione, ha eretto quest’autore a modello per tante generazioni a venire, specie quelle di certa neoavanguardia. 

A cent’anni dalla nascita, viene qui proposta una selezione delle migliori poesie scritte da Manganelli in tutto l’arco della sua vita. Il lettore potrà dunque trovare una voce “inedita”, un Manganelli dai toni più sublimanti e contenuti, sospeso sempre tra la certezza di una fine terrena e l’incertezza del vivere comune di tutti i giorni.

Giorgio Manganelli (1922-1990), scrittore e saggista, collaboratore di importanti quotidiani e periodici (tra cui Il corriere della sera, L’Espresso, Il Mondo), ha fatto parte del Gruppo 63 ed è considerato uno dei teorici di punta della neoavanguardia. Numerose le sue pubblicazioni che si caratterizzano per l’uso di un linguaggio sgargiante e una visione anticonformistica.

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