
[…] In Domenica, una volta di più, Simenon dimostra di saper scavare mirabilmente nella psiche dei suoi personaggi per mettere in scena un dramma impietoso come il sole della Provenza nel primo pomeriggio. E il lettore non potrà far altro che restare a guardare, avvinto alle pagine, fino allo spiazzante, magistrale epilogo.(da Adelphi)
Adelphi ripropone Domenica di Simenon per la traduzione di Daniela Salomoni.
Ambientato in una località del sud della Francia, sulle colline sopra Cannes, verso la fine degli anni Cinquanta, ha come protagonista Emile, abile cuoco e vandeano, come gli anziani proprietari della Bastide, gli Harnaud, la locanda in cui viene assunto per alleggerirli nell’attività che ormai ha acquisito una buona fama. Emile ne continua il prestigio e le mire segrete di mamma Harnaud si realizzano con il matrimonio con la figlia Berthe che presto ne diventerà la padrona.
Emile non ama Berthe e lei non si lagna delle sue mancate attenzioni, tiene i conti e dirige l’azienda. È Emile che si sente comprato e coverà questo sordo rancore sfogandolo con avventure amorose o tra le braccia di Ada, la selvaggia, assunta come sguattera.
Sarà lo scellerato patto che Berthe gli proporrà, di far finta di niente, nonostante li abbia sorpresi insieme, a rendere Emile sempre più confuso, stato mentale che lo porterà a decidere di porre fine a quella che lui vive come una prigione, “domenica prossima”…
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