Osvaldo Ramous “I gabbiani sul tetto”, Gammarò Edizioni

IL PRIMO E INEDITO ROMANZO DI OSVALDO RAMOUS
Una storia intensa e drammatica di amori, sottomissione, solitudine e rimorso

Copertina del romanzo inedito di  Osvaldo Ramous "I gabbiani sul tetto", Gammarò Edizioni

Prefazione: Francesco De Nicola

In libreria il 2 ottobre

A oltre sessant’anni dalla sua stesura, arriva in libreria il primo (e inedito in Italia) romanzo di Osvaldo Ramous I gabbiani sul tetto– Pubblicato a metà degli anni Sessanta solo in traduzione croata e portoghese, il romanzo d’esordio del celebre poeta, regista e drammaturgo fiumano (1905-1981) è rimasto per decenni un tesoro inedito per i lettori italiani.
Curato da Francesco De Nicola, il volume restituisce alla letteratura del Novecento un’opera che supera nettamente i canoni del Neorealismo per addentrarsi con rara finezza introspettiva nella psicologia dei sentimenti e dei rapporti di coppia.

Sullo sfondo di una cittadina di riviera sospesa tra il clamore dell’estate e il vuoto dell’inverno, il romanzo prende le mosse dal ritorno a casa di Valerio, violinista fragile ed egocentrico, appena uscito dal carcere dopo una condanna per truffa. Ad aspettarlo c’è la moglie Camilla, pettinatrice schiva ma determinata, ferita da anni di tradimenti, sottomissioni e incomprensioni. L’assenza del marito ha dato a Camilla la forza di maturare una decisione irrevocabile: rompere il legame e conquistare la propria indipendenza. Ma il confronto tra i due coniugi scatenerà un tragico colpo di scena dagli strascichi dolorosi e inquietanti.

Con una scrittura d’impronta lirica e dialoghi di forte taglio teatrale, Ramous affronta temi pionieristici per gli anni in cui scriveva: la sottomissione femminile, le dinamiche di manipolazione all’interno del matrimonio, il trauma inespresso e la ricerca di riscatto personale. L’immagine simbolica del “tetto” – rifugio domestico ideale mai pienamente conquistato – e il verso ostile dei gabbiani accompagnano il lettore verso un finale onirico di grande suggestione.

«Un’opera narrativa originale e coinvolgente, segnata da una profonda sensibilità psicologica e da una bruciante attualità» – sottolinea Francesco De Nicola nella prefazione.

Osvaldo Ramous (Fiume, 1905 – 1981), poeta, narratore, critico e drammaturgo, è stato una delle figure di spicco della cultura italiana d’Istria e del Quarnero. Direttore per oltre quindici anni del “Dramma Italiano” di Fiume e autore di apprezzate raccolte poetiche e racconti, ha rappresentato un ponte fondamentale di continuità storica e letteraria. I gabbiani sul tetto rappresenta il suo debutto nel romanzo.

Raffaella Ferrari “La Falena”, Gammarò Edizioni

Gammarò

Dal 20 novembre in libreria

“La Falena” non è solo un night club, è l’epicentro di un’ossessione.

Tra le sue pareti vellutate, dove il fumo si mescola a segreti inconfessabili e peccati, si muovono le ombre di una notte infinita. Al bancone, Lucio, un cinico alchimista che non mescola solo cocktail, ma anche i destini di chi varca la soglia. Tra cortigiane dagli sguardi taglienti e figure equivoche, emerge la figura centrale di Nora, una donna tanto misteriosa quanto pericolosa, affilata come una lama di rasoio. 
In questo inquietante universo di perdizione si aggira persino un professore esperto di occulto, alla ricerca di verità dimenticate. Intanto, lontano dai neon e dal turbine del night, un vecchio ex imbalsamatore consuma le sue giornate. Prigioniero di un corpo stanco, vive tra i ricordi di un lavoro lontano e un amore perduto, con la sola compagnia di una badante devota. 
Due mondi apparentemente distanti, due storie che sembrano non avere nulla in comune. Eppure, in un labirinto di segreti, oscure sparizioni e passioni proibite, qualcosa di inatteso li unisce nell’oscurità de La Falena. Quando questo legame emergerà dall’ombra, svelerà un disegno finale più spaventoso di qualsiasi incubo.

Gli occhi di Nora, anche quando Nora non era in veste di cortigiana, avevano qualcosa di speciale. Non si chiudevano come quelli di tutte le altre, ma piuttosto somigliavano agli occhi delle tigri con le palpebre posizionate in modo da donare uno sguardo pigro e lento. Verso il naso sembravano uniti da un punto di sutura che li rendeva piccoli e con un che di lascivo simile a quella particolare espressione che ha una persona quando desidera ardentemente qualcosa. E questo eccitava gli uomini a prescindere che dividessero il letto con lei o che le stessero servendo un caffè al bancone di un bar. Infilò le scarpe di vernice nera dal tacco vertiginoso e uscì di casa. Ad attenderla davanti al portone c’era un taxi. Come tutti i venerdì sera.

Raffaella Ferrari vive e lavora alla Spezia. Si occupa principalmente di didattica. Oltre ad aver insegnato a tempo determinato ha collaborato con diverse scuole a vari progetti sull’introduzione alla lettura dei gialli e dei noir. Ha al suo attivo la pubblicazione di sette romanzi di cui uno, L’ultima magia è risultato vincitore del Premio Internazionale Pontiggia di Santa Margherita Ligure e l’ultimo, L’odore del diavolo si è aggiudicato nel 2024 il Premio di Alto merito nel Concorso Internazionale La Via dei Libri nell’ambito del Bancarella a Pontremoli. Numerose le collaborazioni con riviste letterarie e le partecipazioni ad antologie di racconti tra cui, per Gammarò Edizioni, Giallo come il Golfo, e Nero come la Luna.

Della stessa autrice su tuttatoscanalibri

Giallo come il Golfo

Nero come la luna