Livia Manera “Il segreto di Amrit Kaur”, presentazione

A pochi giorni dal funerale del fratello, Livia si ritrova in un museo di Mumbai, davanti all’immagine di una giovane donna avvolta in “un sari impalpabile e traslucido”, una principessa indiana. È vero, come legge nella didascalia che accompagna lo scatto, che la principessa ha venduto i suoi gioielli per salvare vite di ebrei? E che per questo è stata arrestata, ed è morta in un campo di concentramento? *

Livia Manera scopre casualmente la principessa indiana Amrit Kaur vedendone uno scatto in una sala del Prince of Wales Museum a Mumbai: è un’immagine del 1924 che la raffigura in posa con una didascalia che decisamente colpisce per le notizie che riporta sulla vicenda del suo arresto a Parigi da parte della Gestapo per aver aiutato un gruppo di ebrei a fuggire dalla Francia vendendo i suoi gioielli.

Da un incontro casuale un libro che racconta la vita e le scelte operate in quel lontano periodo da una donna indiana, decisamente ribelle e di idee libertarie.

La giornalista ha quindi ricostruito documentandosi il cammino seguito dalla principessa: nata nel 1904, frequenta un collegio inglese dove respira pensieri e aspirazioni di donne che vivono in occidente aderendo successivamente al movimento per i diritti delle donne in India e, liberata dai vincoli matrimoniali, abbandonerà anche la figlia, per un viaggio in Europa da cui non farà ritorno.

Brevi note biografiche

Livia Manera Sambuy è una giornalista letteraria che scrive sul “Corriere della Sera”. Ha realizzato due film documentari su Philip Roth. Ha vissuto tra Milano e New York, ora vive tra Parigi e la Toscana. Philip Roth. Una storia americana è stato pubblicato da Feltrinelli nella collana di dvd “Real Cinema” nel 2013. Ancora per Feltrinelli, Non scrivere di me (2015).*

*da Feltrinelli Editore

Satoshi Yagisawa “I miei giorni alla libreria Morisaki”, presentazione

Traduzione di Gala Maria Follaco per Feltrinelli

Una libreria, i libri, la lettura, nonché i lettori, protagonisti di questo romanzo giapponese ambientato a Jinbōchō, Tōkyō, il quartiere delle librerie.

Era la prima volta che venivo a Jinbōchō , dice la giovane Takako che, dopo un’esperienza sentimentale naufragata , decide di lasciare anche il lavoro per andare a vivere in un locale sopra la libreria dello zio Satoru dove appena arriva capisce di trovarsi in un quartiere particolare: su entrambi i lati della strada si vedevano librerie […] alcune erano più grandi […] ma quelle veramente particolari erano le più piccole. In tutto il mondo non c’è un quartiere di librerie grande come questo le aveva spiegato lo zio.

Ma non solo il luogo è protagonista.

Quei libri nascondevano storie. Qualcuno che nel leggere doveva essersi emozionato e aveva sottolineato a penna quella frase, oppure aggiunge. Mi capitò anche di trovare fiori secchi usati per tenere il segno. Quando succedeva li odoravo e fantasticavo su chi, quando e con quale stato d’animo li aveva infilati in quelle pagine ingiallite. Erano incontri che superavano le barriere temporali, possibili solo attraverso i vecchi libri.

E la nuova esperienza sarà come scorrere pagine di un romanzo, pagine di vita vissuta da vite di carta, ma che si sviluppano e si connettono con quelle dei lettori, vite che si fanno letteratura.

E così la giovane Takako impara ad amare la vecchia libreria Morisaki, specializzata in letteratura contemporanea

Cosa s’impara leggendo?

Tante cose, risponde lo zio riscoperto da Takako dopo tanti anni di assenza,

Mi convincevo sempre più di non sapere proprio niente. Così è la vita. Un dubbio continuo. Non c’è anche una poesia di Taveda Santōka che ne parlava?

‘Ti fai strada tra i monti e trovi solo altri monti’

“Tra discussioni sempre più appassionate sulla letteratura moderna giapponese, un incontro in un caffè con uno sconosciuto ossessionato da un misterioso romanzo e rivelazioni sulla storia d’amore di Satoru, scoprirà pian piano un modo di comunicare e di relazionarsi che parte dai libri per arrivare al cuore. Un modo di vivere più intimo e autentico, senza paura del confronto e di lasciarsi andare”(da Feltrinelli Editore).

e anche

Brevi note biografiche

Satoshi Yagisawa è nato a Chiba (Giappone) nel 1977. I miei giorni alla libreria Morisaki è il suo romanzo d’esordio, vincitore del premio letterario Chiyoda e bestseller internazionale.

Erri De Luca “Spizzichi e bocconi”, presentazione

Un libro che racconta del cibo, e non solo.

Storie di “cibo familiare”, storie mie, scrive nella Premessa, di bocconi e di bevande, corredo alimentare di un onnivoro. E aggiunge che nel testo il lettore troverà anche gli insegnamenti e le riflessioni del giovane biologo nutrizionista Valerio Galasso e “con lui imparo cosa fa il cibo al di là della sazietà”. E ancora: le ricette, trascritte da Alessandra Ferri, “figlia di un fratello di mamma”, della nonna Emma e di sua madre Lillina, “da lei raccolte in nitida calligrafia”, un corredo importante, “un documento necessario ad ogni libro del 1900”.

“[…] subito ci conduce con il suo stile inconfondibile fra odori e sapori che raccontano di lui ma anche di un mondo perduto di pranzi della domenica al profumo di ragù, di pasti consumati in cantiere e nei campi base in ascesa sulle vette, e di osterie, dove le generazioni si mischiavano, “stanze di popolo”. […] Le pagine trovano infine felice contrappunto in alcuni interventi del biologo nutrizionista Valerio Galasso, che riprende dal punto di vista scientifico queste storie di cibo familiare, approfondendone il valore e offrendo una chiave per un sano comportamento alimentare”.(da Feltrinelli Editore)

Erri De Luca, scrittore, giornalista, opinionista, poeta, traduttore, è nato a Napoli nel 1950. Pubblica il suo primo libro nel 1989, “Non ora, non qui” una rievocazione della propria infanzia trascorsa a Napoli. Scrittore prolifico ha scritto molte opere: poesie, saggi, narrativa e testi teatrali.