Andrea Peirone “Il telefono rosso”, BiBliotheka

Un viaggio nella memoria, nei misteri d’Italia e nei confini tra la vita e l’aldilà, insieme a Dino Buzzati e Gustavo Rol

Copertina del romanzo di Andrea Peirone "Il telefono rosso", BiBliotheka

Bibliotheka 

Dall’11 settembre

Estate 1970. Per il giovane giornalista Adriano, Dino Buzzati è un semplice collega conosciuto nella redazione del Corriere della Sera. Ma sarà proprio lo scrittore ad organizzargli un incontro con il celebre sensitivo Gustavo Adolfo Rol durante una festa in una villa sul lago di Como. 
La notte del 12 dicembre 1969, mentre l’Italia viene sconvolta dalla strage di Piazza Fontana, Luciano viene brutalmente assassinato con un colpo di pistola alla nuca. Anni dopo, suo figlio Adriano, ormai cronista, è determinato a fare luce sull’omicidio e a scoprire la verità sulle circostanze della sua morte.
La sua ricerca lo conduce sulle sponde del lago di Como dove, accompagnato dallo scrittore Dino Buzzati, giunge alla villa comasca del conte Sabadin dove è ospitato il  celebre ed enigmatico Gustavo Rol. È qui che ad Adriano viene mostrata un’invenzione straordinaria e inquietante: il commutatore Wernicke, un dispositivo tascabile in grado di fendere l’etere di tenebra che separa i vivi dai morti e stabilire un contatto telefonico oltre i confini del tempo. Quando il telefono inizia a squillare e dall’altra parte del ricevitore risuona la voce del padre, si apre un dialogo impossibile con l’aldilà. Ma la verità sull’assassinio e sulle trame oscure della Strategia della tensione richiederà un prezzo altissimo. 
Andrea Peirone ci regala un testo capace di fondere il noir storico degli Anni di Piombo con il grande enigma della vita oltre la morte.

INCIPIT

Le gomme scricchiolavano appena sulla ghiaia del vialetto, come se la vettura procedesse in punta di piedi. Adriano accennò un saluto, quando il conducente abbagliò brevemente. Seguì la manovra da breve distanza, fino allo spiazzo davanti alla villa, dove l’auto si fermò. Adriano attese mentre l’altro, a motore spento, raccoglieva i suoi effetti prima di smontare. Guardò il profilo nero dei monti, dove il tramonto sembrava scendere come dentro un imbuto, fino alle acque del lago di Como; pareva che, proprio nello specchio del lago, l’imbrunire volesse nascondere un macabro presagio. Si sentiva odore di crema solare, dai lettini accatastati vicino alla spiaggetta di sassi, e dalla porta finestra lasciata aperta rullava il ritmo di charleston e boogie woogie, col suono di risa e il tintinnio di calici. Altri presagi, anche se di inquietudini più mondane.

Andrea Peirone ha vinto la VI edizione del Premio Internazionale di Letteratura Città di Como con il racconto La Gabbia Dorata ed è stato finalista della VII edizione con L’Uomo del Magnodeno. Ha pubblicato la raccolta di racconti Compendio di Orrori Laghee e il racconto Sotto Spirito sulla rivista di letteratura Inkroci.