Alfredo Mantici “Spie atomiche”, Paesi Edizioni

Il peccato originale della guerra fredda

Nel nuovo saggio di Alfredo Mantici, l’ex numero uno del Dipartimento Analisi del Sisde – autore anche del best seller Spy Games – svela il peccato originale della guerra fredda: come le spie di Mosca “rubarono” la bomba nucleare agli Usa, innescando la corsa al riarmo.

Chi consegnò ai russi i segreti per produrre la bomba nucleare? Decine di agenti infiltrati nei Paesi comunisti, molti dei quali furono poi “bruciati” e persero la vita a causa delle loro attività spionistiche, che per una quindicina di anni trasmisero puntualmente a Mosca segreti politico-militari, analisi economiche e scientifiche e progressi sulle ricerche nucleari e la decisione di produrre la bomba. Le loro incredibili storie sono svelate nel libro Spie Atomiche. Il peccato originale della guerra fredda da Alfredo Mantici, ex capo del Dipartimento Analisi del Sisde, il servizio segreto interno italiano.

Mantici è un maestro nello spiegare come le più straordinarie imprese dell’intelligence abbiano condizionato il corso della storia militare politica e dell’umanità.

Adesso, nel secondo libro della collana che racconta le storie dei protagonisti dello spionaggio (il primo è il best seller Spy Games – Le più grandi operazioni d’intelligence della storiaè presente anche una galleria fotografica con i volti delle spie, fotografie singole o di coppia come quelle di Lona e Morris Cohen o Ethel e Julius Rosenberg, insieme nella vita e nel condurre le imprese che portarono alla corsa al riarmo.

«Quando, alla fine della Seconda guerra mondiale, i russi avanzarono verso Berlino, negli ultimi dieci giorni di battaglia per prendere la capitale tedesca già distrutta dai bombardamenti, persero centomila uomini senza battere ciglio» scrive Mantici nella premessa. «Questi sono i russi. Un popolo che non si arrende perché ha una resilienza millenaria, essendo abituato praticamente a tutto: agli zar, a Stalin, a vivere sotto il comunismo. Sottovalutarli significa perdere. Se i sovietici alla fine sono usciti sconfitti dalla Guerra Fredda, tuttavia sono stati capaci di resistere allo schiacciante predominio americano ben oltre le loro possibilità. E ciò lo si deve anche alla determinazione delle loro spie. Ecco perché, nel confronto con la Russia le agenzie d’intelligence occidentali non possono trascurare gli aspetti culturali degli interlocutori che hanno di fronte. Ogni volta che hanno sottovalutato l’avversario, il risultato ha premiato la resilienza di Mosca. E le storie sulle “spie atomiche” che seguono, sono qui a testimoniarlo».

Alfredo Mantici, Classe 1950, nato a Roma, laurea in medicina, è entrato nel Sisde nel 1979 e ha scalato tutti i gradini della carriera interna fino al 2002, quando è divenuto Capo del Dipartimento Analisi. Si è occupato di sicurezza, relazioni esterne, contro-spionaggio e della direzione della Scuola di Addestramento Sisde. Oggi è professore universitario e già autore del best seller Spy Games.

Dello stesso autore per Paesi Edizioni nella Collana Intrigo

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Se oggi la raffigurazione dei moderni servizi segreti è resa popolare, e nel contempo rielaborata dalla sua rappresentazione fantastica attraverso film e romanzi (che hanno contribuito alla creazione di miti e leggende spesso poco aderenti con la realtà), uomini non meno leggendari – ma autentici – ne hanno invece fatto parte, scrivendo importanti pagine di storia. Spesso, al prezzo della propria vita e peraltro senza comparire mai. Di alcuni di loro conosciamo i nomi, di altri non sapremo mai. «Spy Games» intende restituire a tutti loro un po’ di meritata gloria.