Stefano Mancuso “La tribù degli alberi”, presentazione

C’è una voce che sale dal bosco: è quella di un vecchio albero che vive lí da sempre, e adesso vuole dire la sua.*

Stefano Mancuso, professore all’Università di Firenze e all’Accademia dei Georgofili e direttore del Laboratorio Internazionale di Neurobiologia Vegetale, ha scritto e documentato il mondo vegetale in molti testi, in quest’ultimo sceglie non la saggistica, ma un genere narrativo per raggiugere più lettori possibile: non solo giovani, ma anche adulti per avvicinarli ad un mondo, quello naturale, spesso incompreso o comunque sconosciuto, perché le piante sono esseri sociali, intelligenti, capaci di dialogare che spesso non sappiamo ascoltare e capire, maltrattando chi dovremmo proteggere perché questo mondo parallelo ci salva la vita.

E allora ecco una bella fiaba, la storia di Laurin, di un vecchio tronco e della comunità del territorio di Edrevia: I Cronaca i Dorsoduro, i Guizza, i Terranegra e i rissosi, temibili Gurra. Ha molto da raccontare il vecchio Laurin, detto Il piccolo, nei secoli in cui si è svolta la storia della comunità, ripercorrendone le vicende e le feste e le cacce al tesoro, ma anche le incomprensioni e i dubbi tra i diversi membri che sanno però anche sostenersi a vicenda.

“Nessuno meglio di Stefano Mancuso ha saputo raccontare il regno vegetale, ma qui c’è la scoperta di una forma nuova, che coniuga la vivacità dell’apologo al rigore scientifico. Cimentandosi per la prima volta con la narrativa, il celebre botanico ha scritto una storia per tutte le età”.(* dal Catalogo Einaudi)

Stefano Mancuso è professore ordinario presso l’Università di Firenze e dirige il Laboratorio Internazionale di Neurobiologia Vegetale. Ha pubblicato Verde brillante (Giunti 2013, con Alessandra Viola) e Plant Revolution (Giunti 2017, Premio Galileo). Presso Laterza sono usciti L’incredibile viaggio delle piante (2018), La Nazione delle Piante (2019) e La pianta del mondo (2020). Per Einaudi ha pubblicato La tribú degli alberi (2022). I suoi libri sono tradotti in piú di venti lingue.(da Einaudi Autori)

Vincenzo Levizzani “Piccolo manuale per cercatori di nuvole”, presentazione

Le nuvole hanno da sempre occupato un posto speciale nella letteratura e nella poesia, e non solo: soffermandoci a guardare il cielo, quante volte abbiamo giocato con le immagini e le figure che ammassi nuvolosi formavano e che allo stesso tempo sfuggivano dentro sagome mai precise tanto da muoversi con l’immaginazione insieme al mutevole iter delle loro a volte bizzarre trasformazioni, divenendo sotto i nostri occhi simbolo di mutazione, di instabilità e di certo, come aveva identificato in esse Shelley, simbolo vitalistico che nella metamorfosi non muore mai.

Ma le nuvole non sono solo fonte di ispirazione sono anche fenomeni che si possono descrivere scientificamente: così Luke Howard con la moglie cominciò intorno ai primi dell’Ottocento a chiamarle per nome, nomi ancora oggi validi. Nomi e descrizioni che possiamo trovare in questo manuale di Vincenzo Levizzani, ricercatore presso l’Istituto di scienze dell’atmosfera e del clima del Cnr di Bologna, studioso di nefologia, la scienza che studia le nuvole, dove ne indica la collocazione nell’atmosfera sopra di noi, la composizione, la funzione e conformazione: i cirri, ad esempio sono bianchi e sottili, si formano tra i 5 e i 15 metri e indicano bel tempo. Quando recitiamo il vecchio adagio “cielo a pecorelle, pioggia a catinelle” ecco che parliamo dei cirrocumuli che si trovano ad alta quota e che si formano quando incontrano uno strato di cirri. Ma non finisce qui, nel testo l’autore parla anche di nebbia e di nuvole extra terrestri, quelle degli altri pianeti, svelandoci i segreti della vita delle nuvole.

Brevi note biografiche

Vincenzo Levizzani (Formigine, 1957) è dirigente di ricerca dell’Istituto di scienze dell’atmosfera e del clima del Cnr di Bologna e professore di Fisica delle nubi all’Università di Bologna.(da Il Saggiatore)

Sempre parlando di nuvole, Levizzani è anche autore del Libro delle nuvole, dove ci conduce “in un viaggio appassionante, durante il quale impareremo a leggere il cielo e incontreremo ciò che avranno da dirci sul clima che sta cambiando. Il libro delle nuvole ci trasporta lassù tra loro, per assistere da vicino, con occhi nuovi, al movimento incessante delle nuvole e coglierne tutte le meraviglie”.( da Il Saggiatore)