
Il romanzo è ambientato in un luogo e in un tempo indefiniti. Nonostante ciò, in esso è possibile scorgere un rimando continuo alla realtà che ci circonda. Definirlo una distopia sarebbe, perciò, non del tutto corretto.
La storia si sviluppa attorno a quattro figure principali: Jonas, il vero protagonista della narrazione, Topheles e Mephis, gli addetti ad accompagnarlo nel Mondo di là, e il Descrittore, ossia colui che osserva e che racconta le storie di Jonas e dei suoi accompagnatori osservandoli dai tubi di aerazione che percorrono tutto il Mondo di là. Il romanzo è sviluppato su diversi piani narrativi: al passato vengono narrati il prologo e la conclusione; essi sono avvolti nel mistero poiché il Descrittore non li ha potuti annotare dandone una versione “oggettiva”. Al presente sono invece narrati gli avvenimenti oggettivi, ossia le esposizioni del Descrittore e il diario di Jonas, nel quale il protagonista annota ogni sua considerazione su ciò che vede. A connettere questi due piani narrativi, ci sono le “Avvertenze” del curatore, ossia di colui che ha pubblicato il diario di Jonas e le descrizioni del Descrittore. Al curatore è spettato anche il compito di scrivere il prologo e la conclusione della storia narrata. Il curatore è inoltre l’esegeta della storia di Jonas e del Mondo di là. Ruolo nel quale tuttavia fallisce poiché, come egli stesso ammette, Il Mondo di là sfugge a qualsiasi interpretazione univoca.
La storia del Mondo di là è formata dalle diverse situazioni vissute da Jonas in un mondo al di fuori del mondo che lui conosce e nel quale viene spinto per caso e all’improvviso, trovandosi ad affrontare personaggi, sfide, situazioni emotive per lui del tutto inedite.
Il senso ultimo del romanzo, e quindi la sua soggiacente idea filosofica, non è, come potrebbe apparire a causa dell’importanza che il Palazzo denominato Burocrazia esercita nell’immaginario narrativo, l’oppressione burocratica. In un mondo fortemente tecnicizzato, com’è quello del Mondo di là, in cui è possibile far rivivere epoche future, così come epoche presenti e passate nello stesso momento, la Tecnica esercita un potere coercitivo inarrestabile creando un mondo in cui ogni cosa va avanti da sé, per mano della stessa potenza della Tecnica, senza più bisogno dell’uomo. Un mondo in cui anche la coercizione burocratica non spiega più la desolazione dell’umano ma è semplicemente parte di quella stessa desolazione.
Dal Prologo
Jonas camminava per i marciapiedi mobili della città diretto verso il Palazzo dei Divertimenti.
Aveva appena lasciato la sua abitazione, dove viveva ancora con i genitori, e si incamminava verso
il punto di ritrovo di tutti i giovani del posto. Dire che camminava non corrisponde propriamente al
vero poiché erano i marciapiedi che, muovendosi, lo portavano da una parte all’altra della città. Per
passare il tempo che lo separava dal raggiungimento della sua meta talvolta metteva un piede
davanti all’altro e accennava qualche passo. La cosa lo teneva occupato e, in fondo, rappresentava
anche un utile esercizio fisico. Non che ne avesse bisogno alla sua età – aveva quasi ventisette anni
– e con il fisico che si ritrovava, ancora in buone condizioni. Ma i medici non facevano altro che
indossare i loro camici bianchi e presentarsi sugli schermi pubblicitari per ripetere che un po’ di
moto era comunque necessario. E Jonas cercava di fare la sua parte per sfuggire a quei fastidiosi
interventi di liposuzione a cui alcuni suoi conoscenti si sottoponevano già da qualche tempo.[…]
Brevi note biografiche
Giuseppe Varriale, vive a Bacoli, in provincia di Napoli, e é laureato in filosofia. Accanto alla scrittura narrativa e saggistica attualmente svolge attività di consulente filosofico.
Ha collaborato come articolista, copywriter e redattore con riviste, testate e realtà editoriali tra Napoli e Roma.
Ha pubblicato racconti online e in volumi collettivi per case editrici indipendenti. Nel febbraio 2024 è uscito il romanzo Il Mondo di là.
La sua ricerca narrativa si muove tra letteratura e riflessione filosofica, con particolare attenzione ai temi del potere, della Tecnica e dell’assenza. Le pubblicazioni: Preso o perso, in AA. VV., H come Hotel, Giulio Perrone, 2026 Il Mondo di là, LFA Publisher, 2024, Lavoro plurifasico, in AA. VV., Lavoro carnivoro, Jota, 2012, Da dentro a fuori, in AA. VV., 256k. 256 racconti da 1024 karatteri, BraviAutori, 2012, Sempiternitas, in AA. VV., Liquidi inversi, Jota, 2011, All’infinito, in Paradossi. Ovvero lo smantellamento del senso comune, Flanerì, 2011












