Riccardo Berti “Teutonic Thrashing Madness. L’epoca d’oro del Thash Metal tedesco 1982-1992”, Tsunami

Per la prima volta al mondo, un saggio che indaga la storia, le speranze e le influenze della leggendaria scena thrash metal tedesca nel suo decennio più significativo

Copertina del saggio di Riccardo Berti "Teutonic Thrashing Madness. L'epoca d'oro del Thash Metal tedesco 1982-1992", Tsunami Editore

Collana Le Tempeste 31

Il testo è corredato da 170 immagini

Tsunami

Dal 13 marzo in libreria

Kreator, Sodom, Destruction, Tankard, Assassin, Poison…sono solo alcuni dei nomi che, insieme a tanti altri, sono entrati nell’immaginario collettivo e negli ascolti dei fan del metal sparsi per tutto il mondo, contribuendo a creare un alone di leggenda intorno alla scena thrash metal teutonica, da sempre vista come qualcosa di “altro” rispetto a quella americana e al resto d’Europa. E non per caso. Per esaminare le coordinate storiche e stilistiche del thrash metal tedesco bisogna infatti scavare in profondità la realtà, vibrante e turbolenta, di un decennio fatto di lotte, mutamenti e rivoluzioni, in cui il mondo è minacciato da venti di guerra che soffiano da due posizioni agli antipodi: l’occidente e il blocco sovietico. Sono anni che si concluderanno con la dissoluzione della cortina di ferro e la nascita di un nuovo ordine globale, ma prima di arrivare alla caduta del muro e alla riunificazione, le due Germanie devono fare i conti con i loro demoni, tra cui il declino economico, la disoccupazione, l’inquinamento, il terrorismo e lo spionaggio. E in questo braccio di ferro planetario, il thrash metal è un’avanguardia che riesce a scandire con i suoi ritmi e la sua rabbia la voglia di rivalsa della sognante gioventù tedesca, sia a est sia a ovest. Teutonic Thrashing Madness è la storia di alcuni giovani eroi degli anni Ottanta che ce l’hanno fatta e di altri che ci hanno creduto, alimentando la fiamma di un movimento sviluppatosi in un paese diviso e in bilico tra l’eredità di un contundente passato e un futuro in cui le speranze si fondono con le incertezze. la storia di un genere musicale che diventa la luce guida per esplorare gli angoli più bui e meno noti di una generazione assetata di libertà.

Giornalista ed esperto di comunicazione, Riccardo Berti nasce a Como nel 1979, vive nella Brianza lecchese ed è da sempre un figlio adottivo di Milano a livello professionale. Appassionato di storia, letteratura e cinema, collabora con la fanzine tedesca Voices From The Darkside e il portale Metalitalia.com. Tra i tanti, troppi, sogni irrealizzabili avrebbe voluto intervistare John Bonham, H.P. Lovecraft, Lucio Fulci e Aleister Crowley. Restando nell’ambito del fattibile, si esalta indagando le pagine meno conosciute della storia del metal.

Anna Rollando “Gattopardi verdi e altre curiosità musicali”, Graphofeel

Coprtina del saggio di Anna Rollando per Graphofeel Edizioni

COLLANA Formniveau

GENERE Saggistica

Graphofeel

Una piccola playlist di musica geniale, un regalo da fare a voi stessi o a chi ama la musica.
Leggendo, si è indotti ad ascoltare brani di epoche diverse: l’origine di alcuni risale al Medioevo, mentre altre sono composizioni contemporanee.
E non è tutto: sarà anche un’occasione irripetibile per incontrare figure emblematiche di musicisti sordi, asceti minimalisti, preti dai capelli rossi e donne nere perseguitate dal Ku Klux Klan di molte delle quali – grazie al ricco corredo di illustrazioni – avrete modo di osservare le fattezze.
Il contenuto (e il titolo) del libro traggono spunto da un gioco di parole: l’allusione a un film notissimo e, simultaneamente, a un compositore tra i più cari agli italiani (ma anche tra i più suonati nel mondo). Un gioco che, in realtà, alla fine svela una storia reale.

Vi ho incuriosito?
Era il mio scopo, assieme a quello di offrirvi l’occasione di ascoltare veri capolavori musicali.

Buona lettura e, soprattutto, buon ascolto!

Sono convinta che la musica classica faccia ancora paura, ma che basti pochissimo per ridare fiducia al pubblico e avvicinare le persone ai concerti. Non è chi ascolta ad essere sbagliato, è piuttosto chi esegue o propone i cartelloni che non sempre porge attenzione alle esigenze vere degli ascoltatori.
Ho cercato di fare una carrellata che coprisse più secoli di storia, punti di vista differenti, senza dimenticare i più celebri e citare qualche autore non così noto ma non per questo meno affascinante.
Quelle che propongo sono soltanto riflessioni di base, annotazioni storiche, curiosità, suggerimenti, piccole strategie: è bello sapere che in realtà qualunque musica ci parla in modo differente, e quindi ognuno di noi può trovare mille significati e sfumature nuove.” (Anna Rollando)

Anna Rollando, violista diplomata al conservatorio G. Verdi di Milano, concertista classica e pop, ha suonato in centinaia di performance con numerose ed eterogenee formazioni: da Rondò Veneziano al Teatro dell’Opera di Roma, da Massimo Ranieri a Ennio Morricone. Laureata in Scienze della Comunicazione, si interessa di didattica musicale e della creazione di eventi musicali. Ha collaborato in qualità di musicista e curatrice a numerose produzioni Rai e Mediaset. Per Graphofeel edizioni ha pubblicato Applaudire con i piedi. Segreti e curiosità della musica colta (2018), Applaudire con i piedi 2. Il difficile e meraviglioso mestiere della musica (2019) e Le invisibili Signore della Musica. Storie vere di artiste di talento (2021).

Umberto Mentana” Trent Reznor e Atticus Ross. Il suono delle immagini”, Tsunami

Copertina: Umberto Mentana" Trent Reznor e Atticus Ross. Il suono delle immagini", Tsunami

Collana Le Tormente 24

Tsunami

Dal 5 febbraio

Le colonne sonore di Trent Reznoril genio della musica industrial e mente dei Nine Inch Nails, e del suo partner in crime Atticus Ross sono diventate un marchio di fabbrica, una garanzia di qualità e stile riconoscibilissimo, e non solo nel panorama musicale underground. I due sono ormai visti come un’unica entità che riesce a evocare le sensazioni e i sentimenti più disparati, sia che operino nel cinema o nelle serie TV che nell’animazione o nei videogame, e hanno ottenuto innumerevoli riconoscimenti anche da parte dell’industria dell’intrattenimento arrivando a conquistare Premi Oscar e Golden Globe.
Questo libro racconta l’approccio di Reznor e Ross alla musica per le immagini, alla nascita di collaborazioni inaspettate con alcuni dei più grandi registi contemporanei – come David Fincher o Sam Mendes – passando per le tecniche e le tecnologie utilizzare per enfatizzare e caratterizzare atmosfere, sentimenti, personaggi attraverso un lungo racconto che dura ormai da ben quindici anni e che non ha intenzione di arrestarsi.
E oltre ai grandi successi di pubblico, come The Social Network o The Girl with the Dragon Tattoo, nel testo c’è spazio anche per opere audiovisive “minori” a cui il duo ha dato voce con la propria musica: Mid90sThe BearMankTeenage Ninja Turtles: Mutant Mayhem o la serie TV della HBO Watchmen. Il suono dei loro synth malinconici e graffianti e dei loro pianoforti digitali è l’anima di questo racconto, una disamina – come una lunga playlist – di un mondo reznoriano “altro” che continua a far viaggiare milioni di video spettatori a più di ventiquattro frames al secondo.

Umberto Mentana (1987), pugliese, è sceneggiatore, scrittore e docente di ruolo di Discipline Audiovisive nella scuola secondaria di II grado. Nel corso degli anni ha pubblicato per numerose case editrici di saggistica e critica cinetelevisiva del panorama nazionale. Tra i suoi libri ricordiamo: Tom Ford. Percorsi di Moda e Cinema, dal Fashion Universe a Nocturnal Animals (NPE, 2020); Chi vuol essere showrunner? (Edizioni Bietti, 2021); R.L. Stine. Piccoli Brividi, Fear Street e altre scary stories (Weird Book, 2023), con una prefazione di Tim Jacobus, l’illustratore delle storiche copertine dei Piccoli Brividi degli anni ‘90; Aaron Sorkin. Il Potere della Parola (Edizioni Falsopiano, 2024) contenente un intervento dell’autore e docente americano Neil Landau (UCLA TFT Los Angeles, University of Georgia). Per il fumetto pubblica nel 2021 Il pilota polacco che sfidò la Luftwaffe (Edizioni Segni d’Autore) e nel 2024 Un bracciale di stelle (La Ruota Edizioni). Collabora con lo storico magazine sul fumetto Fumo di China, con la rivista letteraria Lettera Zero e con il magazine digitale Streamofilia. Nostalgico degli anni Novanta in tutte le sue sfumature culturali, dopo aver visto live Trent Reznor e i Nine Inch Nails agli inizi del 2000 e dopo innumerevoli video-ascolti quotidiani non è mai più tornato indietro da quel mondo.

Stefano Cerati “(Don’t Fear)The Reaper. Testi e canzoni dei Blue Öyster Cult “, Tsunami Edizioni

Per la prima volta un libro italiano indaga i testi e la musica dei Blue Öyster Cult, una delle band hard rock più influenti e originali di sempre.

Collana Le Tormente 25

Tsunami

Dal 5 dicembre

I Blue Öyster Cult sono una band particolare e unica sotto molti aspetti. Grazie alla sapiente guida del loro manager, produttore, paroliere principale e mentore Sandy Pearlman, hanno sviluppato un concept unico che, partendo dalle suggestioni cosmiche e aliene di H. P. Lovecraft, ha sviluppato un mondo lirico in cui s’intrecciano alchimia, storia, occultismo, orrore e magia, andando ben oltre agli scopi della loro casa discografica che voleva farne “semplicemente” la risposta americana ai Black Sabbath. La loro carriera frastagliata e tormentata, ma che li vede attivi ancora oggi dal 1967, ha prodotto vendite per oltre trenta milioni di dischi, ma soprattutto ha contribuito a dare al genere heavy metal, termine inventato proprio per la loro musica, una connotazione intelligente, intrigante e profonda, tanto che il loro rock è stato etichettato come «metal for the thinking man». Primi a usare i laser in concerto e l’abbigliamento denim & leather, hanno sempre avuto un lato misterioso, horror, ambiguo e criptico, difficile da decifrare fino in fondo, e che si sublima nel concept di Imaginos, un alieno che cambia le sorti del mondo attraverso due secoli di storia. Ripercorrere la carriera dei Blue Öyster Cult attraverso le loro canzoni e i loro testi vuol dire addentrarsi in una delle avventure più affascinanti del mondo del rock.

Stefano Cerati è un giornalista e scrittore milanese, attivo nel campo del rock da quasi trent’anni. Ha collaborato per numerosi periodici rock e metal e dal 2009 è editore della rivista Rock Hard. Per Tsunami Edizioni ha scritto per la serie “I 100 Migliori Dischi” i volumi sulla NWOBHM, sul thrash, sul death e sul doom. È inoltre autore degli acclamati saggi Heavy Metal – 50 anni di musica dura Black Mass – La Storia dell’Occult Rock e di Black Sabbath – Masters Of Reality, il volume dedicato ai testi del periodo classico della band di Birmingham.

Luca Fassina “Vino/Vinile. Il cibo si fa musica: l’estetica delle copertine”, OLIGO

I capitoli sono arricchiti dalle ricette dei piatti che prendono spunto da immagini e canzoni.

 

OLIGO

Dal 7 novembre

Vino/Vinile è un viaggio attraverso un banchetto visivo, il significato, il simbolismo e l’impatto culturale di alimenti e bevande immortalati sulle copertine di album più e meno celebri: dalla provocatoria banana sbucciabile di Andy Warhol per i Velvet Underground al goloso surrealismo di Let it Bleed dei Rolling Stones, dagli Spaghetti dei Guns N’ Roses alla pentola di serpenti di Cook della PFM sino alla passione per la birra dei Tankard, dettagli culinari raramente lasciati al caso, elementi iconici che aiutano a creare immagini potenti evocando sensazioni ed emozioni.
Travalicando generi musicali, periodi storici e continenti, Vino/Vinile osserva l’influenza del cibo e delle bevande nell’immaginario musicale e illustra come abbiano contribuito a plasmare la percezione degli album e degli artisti stessi. 
Una celebrazione dell’arte visiva e del gusto, per chi ama la musica, il design e la cultura pop. I capitoli sono arricchiti dalle ricette dei piatti che prendono spunto da immagini e canzoni.

Dall’ introduzione:

Un tempo, i dischi di gommalacca a 78 giri erano contenuti in anonime buste. A volte venivano raccolti in un libro rilegato. Da qui il nome album usato per i Long Playing (LP). Il primo album con una copertina sembra essere stato Smash Song Hits by Rodgers & Hart (1939) e fu un’idea del grafico statunitense Alex Steinweiss che convinse la Columbia Records. L’idea venne presa al volo dalla Blue Note, che iniziò a spingere i propri artisti jazz con le foto del suo fondatore, Francis Wolff, e la grafica del designer Reid Miles. Furono gli anni di fotografi come Herman Leonard e il suo pupillo Chuck Stewart, responsabile di oltre duemila copertine. Se all’inizio gli album erano meri contenitori di dischi, sembra essere stato Frank Sinatra a dare il via al concetto di long playing come lo conosciamo oggi: voleva che ogni registrazione avesse un tema generale che si estendesse anche alla copertina. Nel 1956 arriva il primo LP di Elvis Presley e le immagini di molte delle sue copertine incarnavano l’energia e la ribellione della nuova generazione; è stato il rock a comprendere la forza comunicativa dietro a un’immagine forte e così le copertine diventano sempre più seducenti ed efficaci: non solo scatti di artisti famosi, ma vere e proprie opere d’arte. In Italia, nei primi anni Cinquanta, un giovane Guido Crepax comprava i primi dischi di jazz a 78 giri: dato che non amava quelle buste anonime di cartoncino nero, il futuro papà di Valentina le personalizzava con illustrazioni ispirategli dalla musica stessa. “Assunto” da suo fratello Franco, discografico de La voce del Padrone, realizzò la sua prima copertina per il disco del pianista jazz Thomas “Fats” Weller, E i suoi ritmi. Ne avrebbe prodotte più di trecento, tra cui la famosissima Nuda dei Garybaldi. Presto arrivò anche la pittura di artisti dei generi più disparati, portando la copertina ad assumere valore di completamento dell’opera che rappresenta: negli anni Sessanta Beatles e Rolling Stones lavorano con i più grandi artisti della pop art e studi specializzati come l’Hipgnosis che firma la copertina di Animals (1977) dei Pink Floyd con il famoso maiale gonfiabile ideato da Roger Waters3. Gli anni Settanta, con le esigenze di creare immagini epocali, hanno incrementato l’uso dei gatefold, dove la copertina si apriva come un libro che raddoppiava lo spazio grafico a disposizione. I primi rocker ad approfittarne furono Bob Dylan con Blonde on Blonde (1966) che batté di una settimana l’uscita di Freak Out dei Mothers of Invention di Frank Zappa.

LUCA FASSINA lavora con la parola scritta da oltre trent’anni: giornalista, scrittore, traduttore e storyteller di Milano, è stato corrispondente musicale da Londra e manager dell’entertainment a Parigi. Oggi scrive per “Classic Rock”, “Metal Hammer” e Sergio Bonelli Editore; ha collaborato, tra gli altri, con RollingStone.it. Per Oligo Editore ha pubblicato Cucina. Stephen King: ricetta per un disastro (2022), Spaghetti. Le rockstar a tavola: dagli AC/DC a Zucchero (2023), Gusto/ Disgusto. Il cibo diventa cult: dal cinema alla tavola (2024).

Pietruccio Montalbetti “Storia di due amici e dei DikDik”, Minerva Edizioni

Minerva Edizioni

Un racconto autobiografico che riporta alla luce gli esordi, l’amicizia profonda con Lucio Battisti e l’epopea dei Dik Dik: la storia di una generazione, scritta da chi l’ha vissuta. 


Cosa succede quando a scrivere è chi ha vissuto in prima persona l’inizio di un’epoca? Succede che il racconto si fa vivido, personale, nostalgico e appassionato. È quello che accade in “Storia di due amici e dei Dik Dik”, il nuovo libro di Pietruccio Montalbetti edito da Minerva (con una prefazione di Marco Buticchi), che è al tempo stesso un’autobiografia, un omaggio all’amico Lucio Battisti, e un percorso musicale e umano attraverso i decenni più travolgenti della musica italiana. 

Con uno stile diretto e sincero, Pietruccio – fondatore e storico chitarrista dei Dik Dik – rievoca il tempo delle radio pirata, delle prime chitarre sognate e sudate, delle notti passate a provare nelle sale parrocchiali e dei lunghi viaggi in Cinquecento, con strumenti caricati fino al soffitto, pur di suonare in qualche balera di provincia. 

Ma soprattutto, racconta Lucio. Non il mito, non il personaggio riservato che poi tutti avrebbero conosciuto, ma “l’uomo”, l’amico. “Quando sento la parola ‘amicizia’, mi viene in mente solo un nome: Lucio”, scrive l’autore. L’incontro con Battisti, avvenuto quasi per caso in uno studio di registrazione, dà il via a un rapporto profondo e duraturo, fatto di stima reciproca e condivisione. Un rapporto che precede la fama, e che proprio per questo è autentico, schietto, commovente. 

“Lui suonava e cantava cose sue, alcune acerbe, altre sorprendenti. Mi chiese un parere e io, forse con un pizzico di benevolenza, gli dissi che erano belle. Ma una mi colpì davvero. Decisi di inciderla nel nostro primo disco. Era Se rimani con me. E fu il primo brano a portare ufficialmente la firma di Lucio Battisti”. 

Questa storia è anche quella di una band che ha fatto la storia: i Dik Dik. Dagli inizi sotto il nome “I Dreamers”alle prime audizioni alla Ricordi, dalle prove con l’amplificatore nel pianerottolo fino ai successi in classifica, il libro attraversa la parabola di un gruppo che ha segnato la colonna sonora di una generazione. “Sognando la California”, “Il vento”, “L’isola di Wight”canzoni diventate inni, specchi fedeli di un’epoca fatta di ribellione, ideali, amori e viaggi interiori. 

“I Dik Dik – scrive Marco Buticchi nella prefazione – hanno accompagnato la mia generazione: ci hanno fatto crescere, innamorare, contestare, sognare. E la meraviglia è che quel vento soffia ancora. Quelle canzoni sono leve invisibili, come direbbe Archimede, capaci di sollevare mondi interiori”. 

Montalbetti racconta tutto con lucidità e ironia: i provini andati male, i produttori improbabili, le notti senza un soldo e la voglia incrollabile di “fare un disco”. Le pagine scorrono tra aneddoti gustosi, incontri fortuiti, piccoli grandi miracoli della vita. Come la madre di Pietruccio, che per sostenere il figlio durante le prove diventa una presenza costante nella sala parrocchiale. O come don Angelo, il viceparroco che firma una lettera di raccomandazione alla Ricordi pur di aiutarli a ottenere un provino. Una Milano popolare, viva, solidale, fa da sfondo a queste storie: una città in cui tutto sembrava possibile. 

“Storia di due amici e dei Dik Dik” è un libro per nostalgici, una dichiarazione d’amore alla musica, all’amicizia, alla giovinezza vissuta intensamente. E anche un promemoria che, dietro ogni grande canzone, ogni mito, ci sono incontri fortuiti, passioni feroci, prove ed errori, e soprattutto persone. 

“Lucio era timido, profondo, ossessionato dalla musica – ricorda Montalbetti –. In quella prima giornata passata insieme mi raccontò di suo nonno, che gli aveva costruito il primo flauto con le sue mani. Poi si addormentò, come fanno i bambini piccoli. Era un’anima bella. Non potevi non volergli bene”. 

Un libro che emoziona, diverte, commuove. E che lascia in chi legge il desiderio di tornare a quei giorni in cui tutto era da costruire. Pietruccio Montalbetti ci consegna non solo un pezzo di storia della musica italiana, ma anche – e soprattutto – un pezzo della sua vita. E, per estensione, della nostra.

Pietruccio Montalbetti Storico chitarrista dei Dik Dik, il gruppo musicale fondato nel 1965 e mai tramontato nel cuore degli italiani, è nato a Milano nel 1941.Tra i loro più grandi successi: Se rimani con meSognando la CaliforniaIo mi fermo qui, Senza luce, Il vento, Il primo giorno di primavera, L’isola di Wight, Come passa il tempo e molte altre. Con la band ha all’attivo ben quattro partecipazioni al Festival di Sanremo, più una come solista. Ha collaborato con artisti del calibro di Lucio Battisti, Mogol, Rita Pavone, Ricky Gianco, Caterina Caselli, Donatello, Giorgio Faletti, i Camaleonti e Maurizio Vandelli. Appassionato da sempre di viaggi, è stato in Colombia, a Cuba, in Messico, Belize,  Guatemala, India, Nepal, Thailandia, Birmania, Ecuador, alle Galapagos, in Perù, Venezuela, nella Guyana, in Africa e nel Sahara. È autore dei libri: Sognando la California, scalando il Kilimangiaro (2011), Io e Lucio Battisti (2013), Settanta a settemilaUna sfida senza limiti di età (2014), I ragazzi della via Stendhal (2017), Il mistero della bicicletta abbandonata (2021).

Mariano Fontaine e Cristiano Mastrangeli “Thrash ‘em All 1979-1991: L’epopea della Bay Area”, Tsunami Edizioni

Dai colossi Metallica passando per Exodus, Testament, Death Angel e tantissimi altri nomi di culto, tutta la storia della scena thrash metal che ha cambiato il volto della musica


Collana Le Tempeste, Tsunami Edizioni

dal 10 ottobre

Stati Uniti, primi anni Ottanta.
Un manipolo di giovani disillusi e ribelli prende le sonorità dell’heavy metal e le fonde con la furia iconoclasta dell’hardcore punk, urlando a pieni polmoni il proprio dissenso. Nasce così il thrash metal, che trova nella zona di San Francisco, la città che più di ogni altra ha dato spazio a movimenti controculturali e antagonisti, l’epicentro da cui deflagrare e diffondersi ovunque a macchia d’olio, innescando un cambiamento destinato a uscire dagli steccati meramente discografici. 
Grazie alle testimonianze crude e dirette di molteplici protagonisti, Thrash ’em All racconta quanto accadde nelle strade della Bay Area in quegli anni, partendo dalle origini per arrivare sino all’uscita del celebre Black Album dei Metallica, la massima espressione commerciale del genere e al tempo stesso la pietra tombale del suo periodo d’oro. I demo, gli album, le fanzine, i negozi di dischi, i locali, la famigerata Metallimansion, le tragedie e le polemiche, le feste sregolatissime e i concerti devastanti. Thrash ’em All è un viaggio dietro le quinte di una delle più importanti rivoluzioni metal di sempre, e direttamente nel luogo in cui l’esplosione è stata così forte da essere avvertita ancora oggi in tutto il mondo.

Mariano Fontaine è nato nel 1970 ed è attivo nella scena musicale sin dalla metà degli anni Novanta, prima con le fanzine Grief ‘zineFanzine Italiana e Crash Magazine, poi con la casa discografica metal Whiplash Productions e poi ancora con il negozio di compact disc e merchandise Crash Music Store. È autore del romanzo Il giorno che non arriva mai e della biografia ufficiale Aborym – Cultura del chaos pubblicata da Tsunami Edizioni nel 2024. Insieme a Cristiano Mastrangeli ha invece scritto i romanzi Non siamo rockstar – storia di una heavy metal bandUltimo live a Bowling GreenLe facce della menzognaStoria di un uomo e il saggio Infernum Metallum, storie e leggende del black metal in Italia pubblicato da Tsunami Edizioni nel 2022.

Cristiano Mastrangeli è nato nel 1974 e dopo l’esperienza con Grief ‘zineFanzine Italiana e Crash Magazine è stato redattore della rivista musicale Flash per oltre un quinquennio. Insieme a Mariano Fontaine è autore dei romanzi Non siamo rockstar – storia di una heavy metal bandUltimo live a Bowling GreenLe facce della menzognaStoria di un uomo e il saggio Infernum Metallum, storie e leggende del black metal in Italia pubblicato da Tsunami Edizioni nel 2022.

“Punk Rock the Manges photo archive”, Tsunami Edizioni

Tsunami Edizioni

Pagine: 348 – FULL COLOR – 

Introduzione Mass Manges

Postfazione di Joe King

Con un testo di CJ Ramone

«Questi ragazzi, che considero con orgoglio miei amici, vedono il punk rock come un modo di approcciare la vita. Hanno fatto proprie le lezioni che ci hanno insegnato i Ramones e le mettono in pratica ogni giorno. Ho girato un po’ nel folle mondo del punk, e non sono molte le persone che ti guardano negli occhi, ti stringono la mano e mantengono la parola. Ma i miei amici Manges sono così».

– JOE QUEER

«È molto difficile per una band proveniente da un altro Paese avere successo negli Stati Uniti, ma i Manges ci sono riusciti. Questi ragazzi sono rispettati nella comunità punk rock americana, e non è uno scherzo».

– CJ RAMONE

Dalla introduzione

«Questo libro è un racconto per immagini. Non è una biogra­fia, non è una raccolta di successi, e non è una celebrazio­ne dei Manges come band, ma un tributo alla scena punk rock che ci ha formati, alle persone che abbiamo incontra­to lungo il cammino e ai luoghi che sono diventati parte del nostro viaggio. Come fotografo, documento i Manges fin dal primo giorno, nel 1993. La maggior parte delle foto che troverai qui pro­vengono dal mio archivio personale, scattate nel corso degli anni, durante un’infinità di concerti, di viaggi e tutto quello che c’è stato in mezzo. Alcune immagini ci sono sta­te passate da amici e fan, condivise come stampe o recu­perate da vecchi negativi. Altre le abbiamo trovate online, taggate nei post. Abbiamo indicato i fotografi ogni volta che è stato possibile. E per quelli che non siamo riusciti a rintracciare: grazie lo stesso, e speriamo possiate capire. Queste immagini, proprio come la scena punk, apparten­gono a una memoria collettiva. Non abbiamo incluso foto promozionali né scatti ufficiali usati per album, poster o campagne stampa: questo non è quel tipo di libro. Non troverete una discografia o una cronologia dettagliata. Non ci interessa raccontare quello che è stato pubblicato, ma ciò che è stato vissuto».

Dal 1993 i Manges suonano punk rock partendo da La Spezia, che loro stessi hanno ribattezzato “Las Pezia”, un soprannome che è diventato familiare anche al di fuori della scena underground. Hanno suonato ovunque: Europa, Nord America, Giappone. Palchi piccoli, locali affollati, chilometri di strada, centinaia di voli. Sei album all’attivo e una miriade di singoli in vinile – molti dei quali oggi fanno la gioia dei collezionisti – pubblicati per etichette di tutto il mondo.

Col tempo si sono guadagnati rispetto e stima da parte della scena punk internazionale, stringendo legami con alcune delle band più importanti del genere. I Manges sono diventati un punto di riferimento, un nome noto nei circuiti punk di mezzo mondo. Questo libro non è una biografia, né un catalogo dei loro dischi. È un racconto per immagini di tutto ciò che li ha influenzati: le persone incontrate, i posti vissuti, i momenti che hanno contribuito a farli diventare quello che sono.

Harry Shaw “Parola di Ozzy”, Tsunami Edizioni

Un viaggio intimo attraverso i pensieri e le interviste del Principe delle Tenebre, Ozzy Osbourne

Traduzione di Massimo Baroni

Pagine 128 illustrate, 8 a colori

www.tsunamiedizioni.it

Parola di Ozzy, una raccolta unica di aforismi e frasi celebri di uno dei più grandi protagonisti della storia della musica rock, Ozzy Osbourne.
Il libro, già uscito da tempo, torna oggi al centro dell’attenzione quale omaggio speciale alla sua eredità. Il volume offre uno straordinario spaccato della mente e dello spirito dietro il leggendario frontman dei Black Sabbath, celebrando la sua ineguagliabile eredità culturale e musicale.  La recente scomparsa di Ozzy Osbourne ha lasciato un vuoto profondo nel cuore di milioni di fan in tutto il mondo. 
Parola di Ozzy si pone come un omaggio celebrativo, offrendo un intimo viaggio attraverso i suoi pensieri, espressi sempre con la schiettezza e il carisma che lo hanno reso un’icona senza tempo. 
Il libro, che non si limita ad essere una biografia convenzionale, raccoglie numerosi estratti tratti da interviste rilasciate da Ozzy nel corso della sua carriera. Dall’epoca in cui era il volto degli inventori dell’Heavy Metal, i Black Sabbath, fino alla sua fruttuosa carriera solista, il volume illustra opinioni, visioni ed episodi memorabili, rimanendo fedele al suo leggendario stile “senza compromessi”.

Tsunami Edizioni, da sempre impegnata nella pubblicazione di testi che approfondiscono i protagonisti e i fenomeni della musica moderna, è orgogliosa di rendere omaggio alla figura di Ozzy Osbourne con questa pubblicazione che ne riflette il genio unico e l’impatto indelebile.

“Rico il Riccio e il Vecchio Castagno. Una favola musicale”, NeP Edizioni

È il primo giorno di vacanza e Rico ha davanti a sé un’estate ricca di divertimenti nel Grande Bosco.
Nei nove capitoli che compongono la vicenda, viviamo insieme al piccolo riccio le emozioni dell’incontro con i nuovi amichetti, come Tony il tasso, Lina la lepre e l’orso Max, fino ad arrivare al vecchio castagno, alto quanto una montagna e dai rami intrecciati, tana del dolce topolino Milo e della sua famiglia.
In questo mondo ingenuo e incantato scorrono così momenti spensierati e indimenticabili di conoscenza e condivisione, scanditi dall’entusiasmo, la spensieratezza e il piacere della scoperta, tipici del magico mondo dei più piccoli.
Un volume corale, i cui testi sono di Maria Caturelli e Michele Tozzetti, le illustrazioni di Mariagrazia Iovine, mentre le musiche sono di Massimo Caturelli.
Queste ultime sono state pensate per uno strumento solista con l’accompagnamento del pianoforte e possono essere suonate da bambini a partire dai 7 anni di età, che abbiano almeno due anni di esperienza con lo strumento prescelto.
La favola è infatti ideata per vivere un’esperienza musicale che possa essere condivisa tra allievi, insegnanti, genitori con un minimo di esperienza pregressa nello studio del pianoforte.
Su ogni spartito è presente un QR code, che, se inquadrato con lo smartphone, rimanda alla melodia prescelta.
Gli spartiti denominati “Solo” possono essere suonati da vari strumenti, alcuni in uso anche nella didattica musicale della scuola primaria e di quella secondaria di primo grado, ad esempio: metallofono, pianoforte o tastiera, chitarra classica, flauto traverso e violino.
Le immagini, il racconto e le musiche sono frutto di anni di esperienze didattiche, sia musicali che artistiche, con l’infanzia, da parte degli autori.
Un volume unico, un piccolo tesoro che, siamo certi, riuscirà a stimolare con efficacia l’immaginazione di grandi e piccini.

MARIA CATURELLI
È un’insegnante di musica specializzata nella didattica musicale per l’infanzia. Si diploma al Conservatorio di musica Licinio Refice di Frosinone in Flauto Traverso, successivamente consegue la Laurea Magistrale in Archeologia Greca e Romana presso l’Università degli Studi Roma “Tor Vergata”. A conclusione del percorso accademico, si laurea in Musica da
Camera Strumentale presso il Conservatorio “Licinio Refice” di Frosinone. Nel 2021 si specializza nella didattica musicale per la prima infanzia (0-6 anni), frequentando il Corso Nazionale Aigam per Insegnanti di musica.
Incide dischi per le etichette discografiche Brilliant Classics e Da Vinci Classics.
MICHELE TOZZETTI
Consegue la laurea di primo e secondo livello in Pianoforte presso il Conservatorio di musica “Santa Cecilia” di Roma. Successivamente si laurea in Musica da Camera Strumentale presso il Conservatorio “Licinio Refice” di Frosinone. Nel 2019 si specializza nella didattica pianistica frequentando un corso presso la Scuola di Musica Sinfonia di Lucca.
Incide dischi per le etichette discografiche Piano Classics, Brilliant Classics e Da Vinci
Classics. Ha un’esperienza decennale di insegnamento del pianoforte a diverse fasce d’età.
MASSIMO CATURELLI
È un compositore e clarinettista. Nato nel 1992, all’età di 11 anni inizia lo studio del clarinetto, conseguendo il diploma nel 2011, successivamente consegue i diplomi accademici di II livello in musica da camera e composizione, presso i Conservatori “Licinio Refice” di Frosinone e “Santa Cecilia” di Roma. Svolge attività concertistica come solista e in ensemble
cameristici e orchestrali, all’attività di strumentista e docente affianca quella di compositore e arrangiatore.
Dal 2016 svolge regolarmente l’attività di compositore e orchestratore di musiche di scena teatrali, e di colonne sonore per il cinema e la televisione.
MARIAGRAZIA IOVINE
È una pittrice e scenografa. Nata nel 1989, inizia ad esporre opere di pittura e ad eseguire quadri su commissione all’età di 14 anni. Dopo il conseguimento del Diploma in Rilievo e Catalogazione dei Beni Culturali, si iscrive all’Accademia di Belle Arti, laureandosi in Scenografia nel 2012, anno in cui inizia a lavorare come assistente scenografa continuand