A. Ferrini e S. Pizzuoli “Da Rocchette a Bocca d’Ombrone: luoghi, storia, paesaggi”, presentazione

Corredata da carte, immagini e foto, non vuole essere una “guida”, nel significato stretto del termine, ma un testo da consultare davanti ai luoghi e ai paesaggi per scoprire, se si vuole, la loro storia passata e recente, trascorrendoli e vivendoli in modo ravvicinato percorrendo sentieri e itinerari anche a piedi
visitando siti storici o solo ammirandone la selvaggia bellezza.

Dalla Premessa

Un tratto della costa toscana dai paesaggi suggestivi e ricchi di storia, lontana e recente, copioso e vario nelle offerte enogastronomiche, da visitare in tutte le stagioni non solo in quella estiva per le sue ampie spiagge sabbiose e il suo mare punteggiato all’orizzonte dalle isole dell’Arcipelago.
Dal roccioso promontorio delle Rocchette con il suo mare cristallino, via spiaggia o lungo la strada, per raggiungere la bella pineta, quella creata appositamente a partire dal XVII secolo, e l’insediamento creato a metà degli anno ’50, di Roccamare e, proseguendo, Punta Capezzolo che insieme a quella delle Rocchette abbracciano la bella baia tra i loro due speroni di roccia protesi nel mare.
Ecco quindi il villaggio di Riva del Sole, nato da un progetto che risale al secondo dopoguerra, promosso da cooperative svedesi che videro in questo tratto di costa incontaminata il luogo ideale per sviluppare un centro di vacanza destinato ai propri connazionali, superato il quale, percorrendo la statale, su un cucuzzolo l’agglomerato urbano di Castiglione della Pescaia con le sue architetture medievali che ne rispecchiano la storia del passato mentre in basso quel che rimane della sua antica laguna acquitrinosa: un borgo suggestivo e pieno di testimonianze in alto sulla sua piana ubertosa e il mare anticamente occupato in parte dal lago Prile, di romana memoria.
E ancora testimonianze di una storia lontana: ecco il forte delle Marze che, percorrendo a piedi lungo la spiaggia e la Pineta del Tombolo, si erge ancora in prossimità del litorale del quale nel lontano XVIII secolo difendeva le coste.
Una passeggiata rivitalizzante quella che a piedi, da le Marze ci conduce a Marina di Grosseto, lungo un arenile ampio con le sue dune ricche di vegetazione che in primavera diventa lussureggiante e colorata con i bianchi gigli di mare, gli elicrisi e corbezzoli e mirti.
E poi Fiumara, il canale Leopoldo, un canale emissario realizzato come parte delle bonifiche granducali lorenesi a partire dal 1828, con lo scopo di drenare le acque provenienti dai recinti di colmata verso il mare e di alcuni fossi della piana.
Da lì a pochi chilometri il fiume Ombrone, quello detto senese, si getta nel mare in prossimità di Principina a Mare e nel pieno del Parco dell’Uccellina che conserva flora, fauna e l’ambiente palustre del “padule”.
Un veloce excursus qui in premessa che potrete invece assaporare lentamente, pagina dopo pagina, ciascuna dedicata e approfondita con attualità e notizie che aiutano il visitatore ad impossessarsi dei tratti più caratteristici di un ambiente naturale e umanizzato, aspetti che si sono ben compenetrati rispettando ciascuno i propri ambiti o senza dare eccessivo disturbo l’uno all’altro.

Su tuttatoscana una pagina tratta dal percorso: La pinera di Roccamare

Thomas Berra “Com’era luminosa la luna e blu tutta la valle”, OLIGO

Copertina del volume di Thomas Berra "Com’era luminosa la luna e blu tutta la valle", OLIGO

OLIGO

Dal 6 febbraio

Questo libro è un viaggio, anzi due. Unisce due mondi che si incrociano, si sfiorano, si bilanciano. Da una parte un testo scritto, un po’ racconto un po’ flusso di coscienza; di sicuro una prosa poetica che introduce il lettore nel mondo onirico di Thomas Berra, artista per la prima volta alle prese con una narrazione scritta. Dall’altra ancora un testo, questa volta non scritto, ma grafico, che entra nel cuore della dimensione creativa propria di Berra, che qui ordina disegni e dipinti dal 2008 al 2025.
In questo secondo viaggio incontriamo erbari immaginari e piante vagabonde, che presto scopriamo animate da personaggi usciti da un murales di Basquiat o da una più nostrana tela di Transavanguardia.
Poi la presenza umana si fa preponderante, il segno più asciutto, con rimandi alla lezione di Gino De Dominicis e alla sintesi di Mimmo Paladino, fino ad arrivare a tavole tra il graffitismo e la poesia concreta.

Pubblicato in occasione della mostra Thomas Berra. Com’era luminosa la luna e blu tutta la valle Mantova, Casa del Mantegna-Antica Edicola dei Giornali di piazza Canossa 24 gennaio-21 febbraio 2026

THOMAS BERRA (1986) vive e lavora nel Cosmo. Il suo universo onirico, abitato da mondi vegetali in continua espansione e da figure umane alla ricerca di una propria identità, si presenta in questo libro – il suo primo esperimento narrativo – accanto a un testo sognante. Ha esposto in gallerie e sedi istituzionali in Italia e all’Estero, tra cui ricordiamo: Mana Contemporary, Chicago (2015); Magazzini del Sale, Siena (2019); Kuja Gallery, Helsinki (2020); Triennale di Milano (2023); Ca’ Pesaro, Venezia (2023); Cremona Contemporanea | Art Week (2024); Fondazione Pastificio Cerere, Roma (2024).

Maddalena Crepet “Dall’anima in su”, Armando Editore

dal 24 novembre in libreria

Illustrazioni di Sergio Kalisiak

Armando

Una raccolta di otto racconti che esprime, sotto otto forme diverse, lo stesso concetto: il non sentirsi necessari, l’essere ai margini, il vivere ai margini, il sentirsi invisibili.
Ogni racconto è accompagnato da illustrazioni che vogliono assecondare il testo, renderlo ancora più vivido, perfino tagliente, in alcuni passaggi, tutte partorite dalla mano, altrettanto mancina come quella dell’autrice, del disegnatore Sergio Kalisiak

Maddalena Crepet Roma 1994, laureata in Storia contemporanea, ha frequentato la Scuola Holden di Torino, lavora come ufficio stampa e consulente editoriale e ha pubblicato racconti su riviste letterarie. Ci siamo traditi tutti (2024) è il suo primo romanzo. Ha già all’attivo diverse pubblicazioni di racconti per riviste letterarie.

Sergio Kalisiak (San Benedetto del Tronto, 1987) consegue la laurea in arti grafiche in un posto sperduto del centro Italia. Illustratore, designer e videomaker, collabora con piccole realtà editoriali sparse per lo Stivale, pubblicando Storie di Brace – 43 racconti silenziosiArrivederci, Waterville! Esperimenti Notturni.

Alvaro Claudi “Mugello terra mia. Ricette , storie e ricordi di ieri e dell’altro ieri”, presentazione di Luisa Gianassi

Caro Alvaro Claudi 

“Mugello Terra mia” è molto più di un libro: è un viaggio affettuoso nella memoria collettiva di una terra ricca di storia, tradizioni e umanità. L’ho letto con grande piacere, e pagina dopo pagina mi sono ritrovata immersa nei racconti semplici e veri di un mondo che ha popolato la mia infanzia.  Il tuo  stile profondamente evocativo, riesce a far riaffiorare personaggi, gesti quotidiani, proverbi e usanze che appartengono al nostro passato contadino e artigiano, riportandoli alla luce con delicatezza e amore.
Particolarmente interessante  è la parte dedicata alle ricette tradizionali: piatti poveri ma ricchi di sapore, che raccontano l’ingegno e la sobrietà di chi viveva con poco, senza mai rinunciare al gusto e al valore dello stare insieme.
Un’emozione particolare l’ho provata scoprendo, in quarta di copertina, il QR code che rimanda alle registrazioni del 1969 di alcune canzoni di Tonino di Lutiano. Le avevo ascoltate dalla viva voce, e risentirle oggi  grazie a te  mi ha profondamente toccata.  Quelle melodie, quei testi, portano con sé l’anima autentica della nostra gente. È stato come se il tempo si fosse fermato, riportandomi indietro a quei giorni in cui la musica accompagnava il lavoro e la vita 
Il tuo libro ha anche un importante valore divulgativo: non solo racconta il Mugello, ma lo promuove. Ne delinea la geografia e la storia, rende vive le sue comunità e i suoi borghi, come Scarperia, con la sua secolare tradizione dei coltelli e il fascino discreto di un paese rimasto autentico. È una lettura utile per chi non conosce il Mugello, ma è un dono ancora più grande per chi come me  ci è nato, ci vive o lo porta nel cuore. Un vero e proprio omaggio alla nostra identità.
Una parte particolarmente toccante del libro è quella dedicata alla tua storia familiare. Le tue origini montanare e contadine affiorano con forza e dolcezza, restituendoci  non solo un ritratto personale, ma anche uno spaccato autentico della vita rurale di un tempo. Attraverso ricordi di infanzia, racconti di nonni e genitori, la fatica del lavoro nei campi e la vita nei poderi, si percepisce un legame profondo e rispettoso con la terra e con le tue radici.
Non c’è nostalgia fine a sé stessa, ma la consapevolezza di provenire da una cultura fatta di valori semplici ma solidi: il senso della famiglia, il rispetto per il lavoro, la solidarietà tra vicini. La montagna e la campagna diventano così luoghi dell’anima, dove si sono formati carattere e visione del mondo. In ogni parola si sente l’orgoglio per quelle origini, mai rinnegate ma anzi valorizzate, come fondamento di un’identità che oggi rischia di perdersi, ma che con questo libro custodisci e trasmetti con gratitudine. I tuoi racconti delle scuole elementari e medie  hanno per me sapore speciale, perché parlano di luoghi e personaggi che anche io ho frequentato e conosciuto, vissuto. Le aule, i banchi, maestri e maestre i compagni di scuola, le corse nell’intervallo, il freddo pungente dell’inverno, le  scarpe bagnate poste ad asciugare al termosifone della classe… tutto mi è familiare, come se quelle pagine parlassero anche un po’ della mia infanzia.
Scarperia, con le sue vie, le sue botteghe, le sue abitudini, fa da sfondo a una quotidianità semplice e genuina, in cui molti possono riconoscersi. I nomi che emergono dalle pagine del libro, maestri, compaesani, figure del paese sono come tessere di un mosaico che racconta una comunità viva, stretta intorno ai suoi valori e alla sua identità.
Caro Alvaro riesci a restituire non solo il ricordo personale, ma anche  quello collettivo, e chi ha vissuto quegli anni in Mugello ritrova in queste pagine un frammento della propria storia.
Grazie di cuore per questo tuo dono.
Luisa

La Quarta di copertina Miraggi Edizioni

Henry Whitehead “Jumbee. Zombi e altri orrori del Voodoo”, Alcatraz

Per la prima volta presentata in italiano, la raccolta integrale di un maestro del soprannaturale

più volte lodato da Lovecraft

Traduzione a cura di Francesco Vitellini e Marta Suardi.

Introduzione di Pietro Guarriello

A cura di Jacopo Corazza e Gianluca Vendetta

Collana Biblioteca di Lovecraft 5

Alcatraz

Dal 17 ottobre in libreria

“La Biblioteca di Lovecraft” si arricchisce della raccolta Jumbee and Other Uncanny Tales, pubblicata per la prima volta dalla storica ArkhamHouse nel 1944, finora mai presentata integralmente in italiano, e qui corredata dalle illustrazioni tratte dalle prime pubblicazioni di ciascun racconto, sulle riviste Weird TalesAdventure e Strange Tales of Mystery and Terror. Whitehead, attingendo profondamente al folclore caraibico e al fascino dei Tropici, esplora il mondo misterioso e macabro del voodoo attraverso racconti inquietanti e suggestivi, in cui creature mostruose siimpadroniscono della mente umana e le esistenze dei vivi sono perseguitate dalle presenze dei defunti.
In questa antologia sono presenti dei veri e propri classici della letteratura weird e horror, tra cui Morte di un DioCassiusLa bestia nera L’uomo dell’albero, tutti qui inclusi e più volte citati e lodati da H.P. Lovecraft, che di Whitehead fu corrispondente, amico e collaboratore. Il “solitario di Providence” gli riconosceva infatti un realismo e uno stile erudito non comuni nel mondo dei pulp, e fu proprio lui ad annunciare al mondo del fantastico la sua prematura scomparsa, sul numero di Weird Tales del marzo 1933.

Henry S. Whitehead (1882-1932), autore americano noto per racconti weird spesso ambientati nei Caraibi, fu per diversi anni arcidiacono della Chiesa episcopale nelle Isole Vergini, e questa esperienza gli consentì di ispirarsi alle leggende locali ascoltate direttamente dagli isolani, e di permeare le proprie storie di folclore voodoo. Pubblicò principalmente su riviste pulp come Weird Tales Adventure, e le opere principali per riscoprirne la narrativa breve sono le due antologie postume Jumbee and Other Uncanny Tales (1944) e West India Lights (1946). 

Dell’autore, il compianto Giuseppe Lippi scrisse: «Crediamo che la lezione di stile di Henry S. Whitehead sia attuale ancora oggi e, soprattutto, godibile. Portato al mistero e al soprannaturale già dalla sua vocazione, ma saldamente ancorato alla terra per carattere e temperamento, Whitehead fu uno dei più maturi autori fantastici pubblicati in America fra le due guerre. Non un visionario delirante, non un sognatore oppiaceo, ma al contrario un narratore completo, ricco di sfumature e sottigliezze ed estremamente attento al mondo che lo circondava. Un mondo che si apriva al prodigio con estrema naturalezza e senza chiasso: per arrivare a questo occorre essere maestri non solo nell’arte del mistero, ma nell’arte del racconto tout-court».

“Punk Rock the Manges photo archive”, Tsunami Edizioni

Tsunami Edizioni

Pagine: 348 – FULL COLOR – 

Introduzione Mass Manges

Postfazione di Joe King

Con un testo di CJ Ramone

«Questi ragazzi, che considero con orgoglio miei amici, vedono il punk rock come un modo di approcciare la vita. Hanno fatto proprie le lezioni che ci hanno insegnato i Ramones e le mettono in pratica ogni giorno. Ho girato un po’ nel folle mondo del punk, e non sono molte le persone che ti guardano negli occhi, ti stringono la mano e mantengono la parola. Ma i miei amici Manges sono così».

– JOE QUEER

«È molto difficile per una band proveniente da un altro Paese avere successo negli Stati Uniti, ma i Manges ci sono riusciti. Questi ragazzi sono rispettati nella comunità punk rock americana, e non è uno scherzo».

– CJ RAMONE

Dalla introduzione

«Questo libro è un racconto per immagini. Non è una biogra­fia, non è una raccolta di successi, e non è una celebrazio­ne dei Manges come band, ma un tributo alla scena punk rock che ci ha formati, alle persone che abbiamo incontra­to lungo il cammino e ai luoghi che sono diventati parte del nostro viaggio. Come fotografo, documento i Manges fin dal primo giorno, nel 1993. La maggior parte delle foto che troverai qui pro­vengono dal mio archivio personale, scattate nel corso degli anni, durante un’infinità di concerti, di viaggi e tutto quello che c’è stato in mezzo. Alcune immagini ci sono sta­te passate da amici e fan, condivise come stampe o recu­perate da vecchi negativi. Altre le abbiamo trovate online, taggate nei post. Abbiamo indicato i fotografi ogni volta che è stato possibile. E per quelli che non siamo riusciti a rintracciare: grazie lo stesso, e speriamo possiate capire. Queste immagini, proprio come la scena punk, apparten­gono a una memoria collettiva. Non abbiamo incluso foto promozionali né scatti ufficiali usati per album, poster o campagne stampa: questo non è quel tipo di libro. Non troverete una discografia o una cronologia dettagliata. Non ci interessa raccontare quello che è stato pubblicato, ma ciò che è stato vissuto».

Dal 1993 i Manges suonano punk rock partendo da La Spezia, che loro stessi hanno ribattezzato “Las Pezia”, un soprannome che è diventato familiare anche al di fuori della scena underground. Hanno suonato ovunque: Europa, Nord America, Giappone. Palchi piccoli, locali affollati, chilometri di strada, centinaia di voli. Sei album all’attivo e una miriade di singoli in vinile – molti dei quali oggi fanno la gioia dei collezionisti – pubblicati per etichette di tutto il mondo.

Col tempo si sono guadagnati rispetto e stima da parte della scena punk internazionale, stringendo legami con alcune delle band più importanti del genere. I Manges sono diventati un punto di riferimento, un nome noto nei circuiti punk di mezzo mondo. Questo libro non è una biografia, né un catalogo dei loro dischi. È un racconto per immagini di tutto ciò che li ha influenzati: le persone incontrate, i posti vissuti, i momenti che hanno contribuito a farli diventare quello che sono.

A.Ferrini e S.Pizzuoli “Lungo la via Francigena in Toscana”, Edida

Edida

Dalla Premessa

Questo volume sul tratto toscano di una grande strada dell’antichità, riscoperta e oggi tra i cammini più percorsi, ha un preciso obiettivo: non vuole essere una guida, in questa direzione operano già testi che svolgono egregiamente questo compito, organizzati capillarmente in base ai chilometri, alle soste, ai ricoveri, ma nasce dall’intento di fornire su questa storica via tutta una serie di approfondimenti storico geografici, trascurati, per evidenti motivi, dalle guide al percorso, per soffermarsi, illustrando le caratteristiche storico-architettoniche, ambientali e artistiche, dei centri principali o degni di particolare nota attraversati o limitrofi, sia che si proceda a piedi, in bicicletta o in auto.
Il cammino, il viaggio sono da sempre stati sinonimo non solo di un bisogno di interiorizzazione o di attività salutare, ma soprattutto mezzo specialissimo per osservare da vicino e trascorrere all’interno di un territorio: unico modo per accoglierne la struttura, i mutamenti nella sua storia rimasti impressi nel paesaggio, gli aspetti culturali propri come la lingua, la cucina, le strutture architettoniche urbane e rurali, l’uso e la coltivazione della terra e gli attrezzi utilizzati, l’organizzazione sociale in città e in campagna, la viabilità, tra cui le acque gestite e utilizzate come grandi vie di comunicazione. In questa prospettiva, tra gli obiettivi principali c’è quello di poter rispondere a molte delle domande e alle curiosità che pellegrini o viaggiatori potrebbero porsi in itinere relativamente alle terre che stanno attraversando.

L’INDICE

I titoli principali

Premessa                                                                                                                                     
Storia e geografia del territorio                                                                                                   
Luoghi paesaggi dintorni                                                                                                          
Fra Luni e Lucca                                                                                                              
Fra Lucca e Siena                                                                                                                      
Verso Siena
Fra Siena e la valle del Paglia                                                                                                   
La sosta del viandante: cucina storia e ricette                                                                         

Della stessa Collana, Macchie di Toscana:

La valle dell’Arno tra storia e geografia

La Val di Merse: luoghi e paesaggi

Alcune pagine dall’ebook (che è stato possibile realizzare a colori senza gravare sul prezzo di copertina): in alto la Porta di accesso alla Toscana, sotto la Rocca di Staggia, quindi una pagina dal testo in cartaceo realizzato in bianco e nero senza nulla togliere alla nitidezza e alla bellezza estremamente godibile del paesaggio.

E buona Francigena a tutti gli estimatori!

Oleksii Kovalenko “Siamo nelle vostre zampe. Come gli animali salvano il pianeta”, Beisler

Illustrazioni di Daria Filippova

Collana: TRASVERSALE BEISLER

In libreria dal 27 giugno

Età: 9+

Un libro sorprendente che racconta come ciascun animale si adoperi per rendere più giusto e sostenibile il nostro tempo sulla Terra. Dall’alligatore giardiniere all’elefante scavatore di pozzi, alle api che nutrono il mondo. Un invito alla collaborazione fra noi e gli animali, per un’alleanza basata sul reciproco rispetto e sulla pratica attiva.

SE LA NATURA SIAMO NOI, QUESTO LIBRO È PER TUTTI!

Il pianeta Terra, la nostra Casa Comune, vanta un’organizzazione che oltre a renderla così diversamente bellissima, stupisce per la sua perfezione. La vita infatti dipende da tutte le creature che la abitano: dalla piccola ape alla balena gigante, noi compresi, tutti giocano un ruolo indispensabile. In questa nostra Era dove il Pianeta è malato e le nostre cure non sono sufficienti a guarirlo, gli animali si dimostrano i veri ambientalisti, lavorando incessantemente per rendere la Casa Comune un posto migliore in cui vivere.

Oleksii Kovalenko è biologo. Attualmente collabora con il Museo Nazionale di Storia Naturale dell’Accademia Nazionale delle Scienze dell’Ucraina, dove si occupa di ricerca scientifica, conferenze e programmi educativi interattivi.

Daria Filippova è nata a Odessa, dove cielo e mare si scambiano i colori e accendono la fantasia. Ha lavorato presso l’Odessa Fine Arts Museum e attualmente disegna manifesti e locandine per l’Odessa Green Theater. Illustra libri per editori ucraini e stranieri, decora negozi ed espone le sue opere in numerose gallerie.

Olga Trukhanova è CEL (Collaboratore ed Esperto Linguistico) nel Dipartimento di Studi Europei, Americani e Interculturali presso l’Università La Sapienza di Roma. È membro di vari comitati editoriali di riviste e collane scientifiche. Oltre a numerosi studi nei campi di sua pertinenza, Trukhanova è autrice de il volume Il Vate, il Poeta, l’Esule. Brodskij rilegge Dante, uscito nel 2019 per Editore Universitalia.

Davide Morosinotto “Il leggendario tesoro di Hell Gate”, presentazione

In copertina una scatola di fiammiferi primo Novecento.

“Una storia di misteri, amicizia e riscatto, ambientata nella New York degli anni Venti.
Li chiamavano la gang degli Scarafaggi, e che la vita non fosse giusta, loro l’avevano sempre saputo”.(da Mondadori ragazzi)

Lettura adatta a ragazzi dai 10 ai 14 anni

Una squadra di “scarafaggi” della 110^ Strada, di cui ciascuno aveva meritato il soprannome nell’East Harlem: Lucy era nera e aveva tanta rabbia dentro; Mario, con i suoi sogni, veniva dal Nord dell’Italia e stranamente non dal Sud, con la madre pazza a cui lui presto avrebbe potuto assomigliare; Tommy con la sua miseria visto che in famiglia erano tanti e quindi poverissimi; Amy, con tutti i suoi segreti, coreana ma detta cinese; e Rico che voleva solo essere invisibile.

A questo cast si aggiunge un’ambientazione, nella New York degli anni ’20, ricca di elementi misteriosi e intriganti: una nave affondata, quella della fregata Hussar, nave di Sua maestà britannica inabissata nel 1780 appena fuori dalla baia di New York, nelle acque di Hell Gate; un relitto prezioso che pare portasse settanta forzieri di lingotti d’oro, la paga dei soldati inglesi impegnati nella guerra contro le colonie americane,  un tesoro cercato da molti e mai ritrovato, un tesoro qundi perduto e un cadavere senza nome con un biglietto nel calzino con un messaggio in codice.
Storia vera alla base, documentata dalle ricerche dello scrittore, e romanzo si intrecciano in questo ultimo lavoro di Davide Morosinotto, premiato narratore, che si è documentato anche sul campo: strade, musei, biblioteche in cui i protagonisti saranno impegnati alla ricerca di dati, manoscritti, notizie d’archivio per la loro caccia al tesoro.
Un corposo testo di quasi cinquecento pagine i cui ingradienti non possono non catturare la fantasia dei più giovani ma anche dei più grandi, in cerca di storie come quelle affascinanti che hanno caratterizzato le letture dell’età giovanile, in questa caccia al tesoro davvero trascinante in cui l’intraprendenza e il coraggio ma anche la disperazione e la ricerca di un riscatto giocano la parte maggiore.

L’incipit

Tutti li chiamavano gli Scarafaggi della 110a strada. E loro odiavano quel nome, ma gli si era appiccicato addosso, che lovolessero o no.
Era stato Toni Taglio a darglielo, una volta che aveva trovato Mario da solo davanti al negozio di caramelle nella sua zona.
Toni lo aveva preso di spalle a tradimento (almeno, così sosteneva Mario), lo aveva sbattuto contro il muro e gli aveva detto, standogli a tanto così dalla faccia: “Sai cosa siete, tu e i tuoi amici?”.
Aveva il fiato che puzzava di cipolla.
“Siete solo degli stupidi scarafaggi. E sai perché?”
Mario non lo sapeva.
“Siete degli scarafaggi perché riuscite a fare schifo a tutti, anche se viviamo in questo posto di merda.”
Il “posto di merda” era East Harlem, il quartiere degli italiani, e secondo Mario non era tanto male, e comunque era casa sua.

Davide Morosinotto tradotto in 25 lingue, ha vinto il Super Premio Andersen nel 2017 con Il Rinomato Catalogo Walker&Dawn (Mondadori) e lo Strega Ragazze e Ragazzi 2021 con La Più Grande (Rizzoli), titolo con cui è entrato nella IBBY Honour List 2021. Per Mondadori ha pubblicato anche La sfolgorante luce di due stelle rosseIl fiore perduto dello sciamano di K. e L’ultimo cacciatore, finalista al premio Andersen 2022. Molti sono i suoi riconoscimenti internazionali: finalista al prestigioso Deutscher Jugendliteraturpreis e vincitore del Penzberger Urmel in Germania, ha vinto anche il Prix des Bouquineurs en Seine e il Grand Prix des Lecteurs du Journal de Mickey in Francia, il Vlag en Wimpel e lo Zilveren Griffel in Olanda, il KJV nelle Fiandre, il premio Protagonista Jove in Catalogna ed è stato nominato alla Carnegie Medal 2022 nel Regno Unito. La ladra del vento fa parte della “Saga dei Da Mar”, insieme a Il figlio del mare.

Filippo Tuena “Valzer con mia madre da ragazza” OLIGO Editore

Prefazione di Chiara Fenoglio, con disegni dell’autore

Collana Ronzinante diretta da Marino Magliani

OLIGO

Dal 6 giugno in libreria

In queste pagine intime e private, Filippo Tuena richiama ricordi e memorie, non suoi, ma della giovinezza della madre, convocata dalle nebbie del tempo a presentare un vero e proprio monologo dalla penombra della terza fila di un teatro in rovina, ultimo erede del rinascimentale teatro della memoria di Giulio Camillo, come Chiara Fenoglio mette in evidenza nella prefazione. 
Anni lontani, tra Roma e l’Istria, Trieste, Fiume e Abbazia, nel delicatissimo contesto del confine orientale italiano tra le due guerre mondiali, alla ricerca di un’identità personale da preservare e tramandare.

È proprio ai ricordi che Filippo Tuena dedica queste pagine: non tuttavia ai propri, bensì a quelli della madre. I ricordi dunque si rifrangono, divengono ricordi di ricordi, memorie altrui rivissute attraverso la scrittura: esse alimentano una riflessione sulla madre, certamente, ma anche sull’ars memoriae, sulla connessione di questa con la retorica, col racconto, con la performatività teatrale, infine con la parola letteraria, se è vero – come scrive l’autore nelle prime righe – che «davvero null’altro che l’atto del ricordare si traduce in lingua scritta». (Chiara Fenoglio)

I ricordi che emergeranno o che sono emersi e che io ho riletto in queste antiche pagine e ai quali ho cercato di dare ordine riguardano mia madre e sono quelli che manteneva più cari e che provengono dagli anni dell’adolescenza che trascorse in Istria, ad Abbazia e Fiume. Scrivo di quei luoghi che non ho visitato e ho conosciuto solo attraverso le sue parole. (Filippo Tuena)

Filippo Tuena si è laureato in Storia dell’arte alla Sapienza di Roma e attualmente vive a Milano. Tra i suoi libri ricordiamo Tutti i sognatori (Fazi 1999, Premio Grinzane Cavour), Le variazioni Reinach (Rizzoli 2005, Premio Bagutta), Ultimo parallelo (Rizzoli 2007, Premio Viareggio), In cerca di Pan (Nottetempo 2023, finalista al Premio Campiello).

della stessa Collana su tuttatoscanalibri

Dario Voltolini “Acqua chiusa”

Nella collana Ronzinante, i nuovi titoli di Giorgio Vasta(Sicilia)Pasquale Vitagliano (Puglia)Giorgia Tribuiani (Abruzzo). OLIGO, dall’11 aprile in libreria