Chiara Misceo “Ritagli di me”, NeP Edizioni

Copertina del testo di Chiara Misceo "Ritagli di me", NeP Edizioni

“Ritagli di me” di Chiara Misceo è un volume intimo e originale, lontano dal concetto tradizionale di libro. Più che un testo da leggere, è infatti pensato come un journal da vivere e completare: uno spazio personale tutto al femminile in cui parole, immagini, colori e ricordi diventano strumenti per raccontarsi e riscoprirsi.

Un percorso di introspezione che invita a rallentare, a prendersi cura di sé e a dare voce a emozioni spesso lasciate in silenzio. Ogni pagina offre la possibilità di trasformare pensieri invisibili in qualcosa di concreto, creando un dialogo autentico con la propria interiorità. Non serve saper scrivere o disegnare: basta lasciarsi guidare dall’istinto e dalla sensibilità personale.
Attraverso riflessioni e frammenti di memoria, il libro accompagna la lettrice in un viaggio delicato ma profondo. Si parte dalle proprie radici e dalla storia personale, passando per il presente, i sogni realizzati e quelli ancora custoditi nel cuore. Si esplorano le sfumature che meglio rappresentano la propria identità, le persone che hanno lasciato un segno, gli affetti scelti e quelli familiari, fino ai piccoli dettagli quotidiani capaci di donare serenità.
Ogni pagina compilata diventa uno specchio, un rifugio in cui sentirsi accolte e al sicuro. I fogli si trasformano così in uno spazio in cui custodire ricordi felici, profumi dell’infanzia, tradizioni tramandate, luoghi del cuore e oggetti simbolici che racchiudono parti profonde di sé.
Un invito a guardarsi dentro, con la consapevolezza del proprio cammino, della propria femminilità, di ciò che si dona agli altri e di quei gesti semplici che aiutano a sentirsi bene e in armonia con se stesse. Un viaggio creativo fatto di carta, colore e memoria, che accompagna la lettrice verso una riconnessione sincera con la propria essenza.

L’autrice, che da oltre vent’anni insegna decorazione, offre uno spazio da abitare lentamente, dove ogni frammento raccolto contribuisce a ricomporre, con cura e amore, le parti più autentiche di sé. Per raccontare chi siamo stati, chi siamo oggi e chi stiamo diventando, ma anche per riconoscere la propria forza, accogliere le fragilità e riscoprire la bellezza nascosta nelle tracce della propria esperienza.

Angele Rachel Bilegue “Sposati: lascia tuo padre e tua madre”, NeP Edizioni

Un cammino psicologico e spirituale verso la maturità affettiva

Copertina del saggio di Angele Rachel Bilegue, psicologa,  "Sposati: lascia tuo padre e tua madre", NeP Edizioni

Possono le radici familiari plasmare il modo in cui amiamo? A questo interrogativo cerca di dare una risposta “Sposati: lascia tuo padre e tua madre” di Angele Rachel Bilegue, un nuovo interessante saggio pubblicato da NeP edizioni.

Un libro che nasce da un’esigenza pratica e teorica e che ambisce a costruire, a partire da una nuova consapevolezza, relazioni di coppia libere e mature.
Attraverso un percorso che unisce psicologia relazionale, teoria dell’attaccamento, clinica terapeutica e riflessione teologica cristiana, l’autrice accompagna il lettore dalla memoria della famiglia d’origine fino alla costruzione di un “noi” coniugale che non annulli il sé, ma lo renda più libero e generativo.
Nella prima parte, Le radici, si esplora come i primi legami familiari imprimano nel corpo e nella mente modelli operativi che orientano aspettative, paure e desideri nelle relazioni adulte. Non si tratta di una condanna dei genitori, ma di un invito a riconoscere la propria storia per non subirla più come destino.
Il secondo nucleo tematico, Il distacco, affronta la sfida della separazione emotiva: lasciare senza distruggere, differenziarsi senza rinnegare le radici.
La terza parte, La coppia adulta, sposta invece l’attenzione sulla relazione coniugale come “laboratorio” di crescita.
L’ultimo grande filone integra la psicologia con una robusta prospettiva cristiana, da Sant’ Agostino e San Giovanni Paolo II a Papa Benedetto XVI e Papa Francesco. L’approccio teologico non si sovrappone tuttavia alla pratica clinica; piuttosto, la completa, proponendo un’etica dell’amore che coniuga libertà e fedeltà.

L’opera è anche pratica: numerosi esercizi guidano il lettore a riconoscere schemi, negoziare confini e rendere il distacco maturo un processo fatto di piccoli passaggi quotidiani.
“Sposati: lascia tuo padre e tua madre” è un invito a passare dalla ripetizione alla scelta, dalla dipendenza alla responsabilità, dalla paura del distacco alla libertà di un amore adulto.
Un cammino psicologico e spirituale rivolto a coppie, singoli e a chiunque desideri conoscere più a fondo il proprio modo di entrare in relazione.

Angele Rachel Bilegue, psicologa con approccio integrato, è ideatrice della Psicologia Cristiana Cattolica e di Talitàkum, percorso di crescita per i giovani. Docente di Filosofia e Teologia, ha insegnato presso le Università Pontificie Antonianum, Urbaniana e Gregoriana. Ha due dottorati, in Filosofia e in Teologia, la laurea magistrale in Psicologia ed è autrice di libri e articoli. È figlia spirituale di Papa Francesco, con il quale ha avuto un rapporto personale di carattere paterno. Esercita come psicologa a Roma e da remoto in tutta Italia, offrendo percorsi individuali, di coppia e per famiglie.

Paolo Mantegazza “L’arte di prendere marito”, Bibliotheka Edizioni

PRENDERE MARITO È UN’ARTE, UN MANUALETTO SULLE ARTI CONIUGALI DEL MEDICO, SCRITTORE E ANTROPOLOGO PAOLO MANTEGAZZA

Un saggio di fine ‘800 scritto per facilitare alle donne la scelta del partner. Una microstoria di educazione sentimentale

Nota di lettura di Stefania Coco Scalisi

In libreria dal 24 gennaio

Bibliotheka

“Se il matrimonio può darci la massima felicità, è anche la più instabile delle combinazioni chimiche; il più delicato, il più intricato, il più fragile di tutti i meccanismi”.  
Sin dalla fine dell’Ottocento, con il loro linguaggio concreto e colorito, i manualetti sulle cosiddette “arti coniugali” hanno conquistato un successo europeo. Vivaci e ironiche testimonianze dei pregiudizi sessuali e sentimentali del tempo, sono stati anche voce di un pensiero riformatore a sostegno dell’educazione sessuale, del divorzio, del controllo delle nascite.
Ne è un esempio L’arte di prendere marito del medico e scrittore Paolo Mantegazza. Se il matrimonio può trasformare la vita in inferno, in purgatorio o in paradiso – sostiene Mantegazza in questo testo del 1894 – resta in ogni caso la «meno peggio» tra le relazioni che legano un uomo e una donna. È con questa convinzione e questo spirito che l’autore scrive un saggio per facilitare alle donne la scelta del partner. Una microstoria di educazione sentimentale in cui descrive caratteri e professioni maschili in rapporto alla vita coniugale, ma anche un codice di diplomazia matrimoniale per raccomandare indulgenza e pudore.

In quest’opera del 1893, nata dalla penna di Paolo Mantegazza, luminare della scienza e dell’ironia, l’arte di accalappiare un marito non è un passatempo futile come lo shopping o la moda. No, qui si tratta di un’impresa degna di strategie belliche, di tattiche sottili e di un tocco di savoirfaire da far impallidire Sun Tsu e Von Clausewitz. Questo non è un semplice manuale d’istruzioni per signorine ansiose di convolare a nozze, bensì un’analisi sociologica travestita da simpatico vademecum, che illumina sulle follie e le astuzie di quella strana creatura chiamata uomo – o, per meglio dire, marito in divenire. Mantegazza, con la sua sottile ironia e il suo spirito d’osservazione, non lascia scampo alle consuetudini sociali del suo tempo e ci presenta un catalogo di varia umanità, un vero e proprio prontuario medico – visto che è un medico il protagonista della storia – di vizi e virtù, perfetto anche per il dating moderno. (dalla nota di lettura di Stefania Coco Scalisi)

Nato a Monza nel 1831 e morto a San Terenzo (La Spezia) nel 1910 Paolo Mantegazza è stato professore universitario di Patologia e di Antropologia, deputato, senatore e tra i primi divulgatori delle teorie darwiniane in Italia.  Grande successo hanno avuto la Fisiologia del piacere, i romanzi a sfondo medico-antropologico e il romanzo L’anno 3000: sogno, che lo colloca tra i precursori ottocenteschi della fantascienza italiana.

Stefania Coco Scalisi, che cura la nota di lettura, collabora alle riviste letterarie A4, Rivista Blam, Grado Zero, Pastrengo, Smezziamo e Storie Bizzarre. Con Bibliotheka ha pubblicato Un’insopportabile donna morta (2024).