A. Ferrini e S. Pizzuoli “Da Rocchette a Bocca d’Ombrone: luoghi, storia, paesaggi”, presentazione

Corredata da carte, immagini e foto, non vuole essere una “guida”, nel significato stretto del termine, ma un testo da consultare davanti ai luoghi e ai paesaggi per scoprire, se si vuole, la loro storia passata e recente, trascorrendoli e vivendoli in modo ravvicinato percorrendo sentieri e itinerari anche a piedi
visitando siti storici o solo ammirandone la selvaggia bellezza.

Dalla Premessa

Un tratto della costa toscana dai paesaggi suggestivi e ricchi di storia, lontana e recente, copioso e vario nelle offerte enogastronomiche, da visitare in tutte le stagioni non solo in quella estiva per le sue ampie spiagge sabbiose e il suo mare punteggiato all’orizzonte dalle isole dell’Arcipelago.
Dal roccioso promontorio delle Rocchette con il suo mare cristallino, via spiaggia o lungo la strada, per raggiungere la bella pineta, quella creata appositamente a partire dal XVII secolo, e l’insediamento creato a metà degli anno ’50, di Roccamare e, proseguendo, Punta Capezzolo che insieme a quella delle Rocchette abbracciano la bella baia tra i loro due speroni di roccia protesi nel mare.
Ecco quindi il villaggio di Riva del Sole, nato da un progetto che risale al secondo dopoguerra, promosso da cooperative svedesi che videro in questo tratto di costa incontaminata il luogo ideale per sviluppare un centro di vacanza destinato ai propri connazionali, superato il quale, percorrendo la statale, su un cucuzzolo l’agglomerato urbano di Castiglione della Pescaia con le sue architetture medievali che ne rispecchiano la storia del passato mentre in basso quel che rimane della sua antica laguna acquitrinosa: un borgo suggestivo e pieno di testimonianze in alto sulla sua piana ubertosa e il mare anticamente occupato in parte dal lago Prile, di romana memoria.
E ancora testimonianze di una storia lontana: ecco il forte delle Marze che, percorrendo a piedi lungo la spiaggia e la Pineta del Tombolo, si erge ancora in prossimità del litorale del quale nel lontano XVIII secolo difendeva le coste.
Una passeggiata rivitalizzante quella che a piedi, da le Marze ci conduce a Marina di Grosseto, lungo un arenile ampio con le sue dune ricche di vegetazione che in primavera diventa lussureggiante e colorata con i bianchi gigli di mare, gli elicrisi e corbezzoli e mirti.
E poi Fiumara, il canale Leopoldo, un canale emissario realizzato come parte delle bonifiche granducali lorenesi a partire dal 1828, con lo scopo di drenare le acque provenienti dai recinti di colmata verso il mare e di alcuni fossi della piana.
Da lì a pochi chilometri il fiume Ombrone, quello detto senese, si getta nel mare in prossimità di Principina a Mare e nel pieno del Parco dell’Uccellina che conserva flora, fauna e l’ambiente palustre del “padule”.
Un veloce excursus qui in premessa che potrete invece assaporare lentamente, pagina dopo pagina, ciascuna dedicata e approfondita con attualità e notizie che aiutano il visitatore ad impossessarsi dei tratti più caratteristici di un ambiente naturale e umanizzato, aspetti che si sono ben compenetrati rispettando ciascuno i propri ambiti o senza dare eccessivo disturbo l’uno all’altro.

Su tuttatoscana una pagina tratta dal percorso: La pinera di Roccamare

Rosa Luxemburg “Herbarium”, presentazione

Rosa Luxemburg (1871-1919) oltre ad essere una giornalista, una rivoluzionaria tedesca e fondatrice insieme a Karl Liebknecht, nel 1915, del Gruppo Internazionale, così come da molti è stata conosciuta, fu anche una botanica e appassionata amante di fiori e piante.
Lo dimostrano i diciotto quaderni in cui raccolse il suo erbario, raccolta iniziata a Berlino nel 1913 e  conclusa a Breslavia cinque anni dopo. Dalle notizie biografiche sappiamo che nel 1889, lei figlia di un commerciante ebreo, lasciò Varsavia per Zurigo dove avrebbe potuto studiare, alle donne in Polonia era infatti proibito accedere all’università, botanica, come fece in un primo momento, per poi, due anni dopo, passare a Giurisprudenza e ad Economia.
Della sua passione per le piante resta il suo Herbarium, fiori foglie essiccate e poi pressate, oggi  pubblicato in Italia da Elliot con la traduzione di Massimo Ferraris, con l’Introduzione di  Holger Politt, a cura di Evelin Wittich: circa quattrocento piante con indicazioni di data e luogo di raccolta, con descrizioni e scritte a margine di sua mano, riprodotte fotograficamente.
Una storia rocambolica e misteriosa quella dell’erbario per lungo tempo perduto: alla morte di Rosa Luxemburg fu conservato dalla sua segretaria Mathilde Jacob e da Paul Levi quindi dagli eredi portato in America, sfuggendo al nazismo, per ritornare, senza che se ne conosca il percorso e le motivazioni, in Europa dopo la seconda guerra mondiale; riscoperto negli anni Settanta fu catalogato nel 2009 nell’archivio statale Akt  Nowych di Varsavia, dove è conservato.
In fondo all’erbario una raccolta di lettere in cui l’autrice raccontava dell’attenzione da lei prestata alle piante che nascevano nel cortiletto del carcere o ringraziava degli esemplari inviategli dai corrispondenti tra cui l’amica Mathilde.

ROSA LUXEMBURG (Zamos’c’, 1871 – Berlino, 1919) Importante teorica del socialismo, è stata una rivoluzionaria tedesca. Insieme a Karl Liebknecht nel 1915 creò il Gruppo Internazionale, che sarebbe diventato in seguito la Lega Spartachista. Fu assassinata nel 1919 dai Freikorps agli ordini del capo del governo, il socialdemocratico Friedrich Ebert. Tra le sue opere più importanti: L’accumulazione del capitale (1913) e La crisi della socialdemocrazia (1900).(da Elliot Editore)