Maura Quattrini e Davide Demaldé “Nelle terre di Giuseppe Verdi. Viaggio tra i caseifici del Maestro”

Mondadori Electa

Un ritratto inconsueto di Giuseppe Verdi, benefattore e illuminato imprenditore agricolo; un suggestivo e coinvolgente quadro ambientale e di costume per riscoprire le atmosfere in cui il Maestro vigilava nelle sue proprietà nel piacentino.

Così si legge sulla Quarta di copertina e, in effetti, è sicuramente un aspetto della vita, delle opere e degli interessi del compositore, inserito in un contesto ambientale e storico, mai preso in considerazione.

Originario di Parma, soggiornò infatti per lungo tempo nel comprensorio piacentino dove, tra i caseifici di Piantadoro e Castellazzo (Villanova d’Arda), in veste di agricoltore amava trascorrere nelle sue proprietà occupandosi di agricoltura e, da oculato imprenditore, di allevamenti e di formaggio, quel Grana il cui nome in origine era piacentino, ma anche mantovano, bresciano e cremonese a seconda delle zone di produzione, e che nel 1954 prese il nome con cui lo conosciamo oggi: Grana Padano.

Un libro fatto di documenti e testimonianze che qualificano il Maestro non solo come grande compositore, evidenziando che le sue maggiori opere furono proprio frutto di quelle terre, scritte quasi tutte a Sant’Agata, dove amava passeggiare soffermandosi a discorrere con i conduttori dei suoi caseifici: il Campioli e consorte, gestori del caseificio di Castellazzo, ma anche gli Allegri e i Cavalli a Piantadoro.

Aneddoti e ricordi caratterizzano il lavoro di ricostruzione dei due autori nel periodo di quasi mezzo secolo che vide Giuseppe Verdi vivere e produrre musica e formaggio proprio nel piacentino, agricoltore attento e amante delle sue produzioni che curava personalmente con amore e passione per la terra.

Maud Fontenoy e Yann Arthus-Bertrand “Blu. Un oceano di soluzioni”, presentazione

Maud Fontenoy e Yann Arthus-Bertrand richiamano l’attenzione sulla salvaguardia degli Oceani, questi sconosciuti dei quali spesso ignoriamo i notevoli benefici a favore della vita sul nostro pianeta. Nel volume la navigatrice francese insieme al fotografo nonché reporter documentano questo mondo “blu” che va protetto perché altrimenti saremmo privati dei benefici di cui è portatore e delle inestimabili risorse di ossigeno, cibo, energia, ma anche medicinali e tecnologie.

Spesso ignoriamo o non ci curiamo abbastanza del ruolo essenziale che svolge nell’ambiente naturale: basti pensare ai miliardi di alghe microscopiche che svolgono in mare lo stesso ruolo delle foglie sugli alberi e delle piante sulla terraferma producendo ossigeno o il ruolo essenziale svolto dalle mangrovie, ecosistemi litorali delle zone umide tropicali capaci di ‘immagazzinare carbonio e di proteggere le coste dall’erosione e habitat che ospita numerose specie di molluschi, crostacei, pesci, rettili che vi si riproducono e nutrono. Eppure il 20% delle mangrovie è sparito dal 1982 per effetto dell’inquinamento e del loro uso per ricavare legna, minacce a questo particolare ambiente, come lo è la pesca a carattere industriale e intensivo.

“L’Oceano è il primo produttore di ossigeno sulla Terra. È il più importante regolatore climatico. Nutre un essere umano su tre, permettendogli direttamente di vivere. Svolge il ruolo principale nel ciclo dell’acqua. Non è tutto: più di ventiduemila molecole marine sono attualmente studiate nell’elaborazione di nuovi medicinali. Sapevate che l’AZT, farmaco per curare l’AIDS, deriva dall’aringa?
Dunque l’Oceano viene in soccorso della Terra. Che si tratti di nutrirsi, curarsi, scaldarsi o anche solo respirare, il mare offre all’essere umano numerose e sorprendenti ricchezze.
Maud Fontenoy e Yann Arthus-Bertrand collaborano nel rivelare la fragilità ma anche la forza inestimabile e per lo più misconosciuta del nostro grande blu”(da Raffaello Cortina Editore)


e anche

Brevi note biografiche

Maud Fontenoy, navigatrice che ha compiuto molte imprese, in solitaria, a remi o a vela, e impegnata nella salvaguardia degli oceani, è presidente dalla Maud Fontenoy Foundation, che opera nelle scuole per l’educazione ambientale. Nelle nostre edizioni ha pubblicato Blu (con Y. Arthus-Bertrand, 2021).

Yann Arthus-Bertrand, fotografo, reporter e regista (uno dei suoi ultimi documentari è Human del 2015), ha creato e presiede la fondazione ecologista GoodPlanet, il cui obiettivo è indurre ad agire concretamente per la Terra e i suoi abitanti. Nelle nostre edizioni ha pubblicato Blu (con M. Fontenoy, 2021).