Franco Busato “P.38 Solo i colpevoli devono morire. Solo Molina indaga ancora”, Mursia

MURSIA Collana: Crime & Thriller
Dal 14 aprile in libreria

«Ed è quando l’uomo e la pistola si incontrano che la vita si fa tragedia.»

Una serie di cruenti omicidi, apparentemente slegati tra loro, scuote una Milano che si appresta ad affrontare i primi freddi autunnali. Cosa hanno in comune un anziano musicista emaciato e in pigiama, che suona un pianoforte in una stanza di un ospedale, e una pistola, il cui nome è divenuto triste emblema degli anni di piombo? Uno dona la vita e l’altra regala la morte.
La commissaria De Santis, per riuscire a risolvere questi casi, dovrà seguire la storia della pistola, con il fondamentale supporto di Solo Molina, che dovrà rivivere nella sua mente episodi della sua gioventù da malvivente. Il percorso ci porterà a conoscere aspetti di una Milano fatta di terrorismo e ’ndrina, di droga e violenza, dagli anni Ottanta ad oggi, che ruotano attorno a piazza Prealpi, divenuta da luogo di spaccio a piazza dei diritti con le sue panchine colorate. Le note del pianoforte e i colpi di pistola si intrecciano. La verità è nascosta tra le pieghe della musica e quelle della manchevolezza della giustizia.

La stanza della musica si trovava al secondo piano dell’ospedale San Carlo Borromeo a Milano, salendo le scale che portavano nei vari reparti te la trovavi di fronte, nel mezzo della confluenza di due lunghi corridoi, uno che arrivava da destra e l’altro da sinistra, che parevano le due braccia tese sulla croce, e sui quali si affacciavano molteplici porte, tutte a distanza regolare tra loro e allineate su uno stesso lato. Sopra ad ogni porta vi erano infissi dei cartellini con dei numeri progressivi, insieme a una grossa spia luminosa rossa, che serviva per richiamare l’attenzione degli infermieri in caso di bisogno, mentre all’interno delle stanze vi erano dei letti, dei tavolini, delle apparecchiature mediche, flebo e attacchi per l’ossigeno, il tutto per i degenti ricoverati.

Franco Busato (Milano 1957), scrittore di gialli, direttore di testate giornalistiche, fondatore di un centro culturale, ha conseguito diversi premi letterari internazionali. In Delitto a Villa Arconati (2017) e Balfolk killer (2018), Solo Molina indaga tra giallo, arte e ballo in una Milano affascinante, misteriosa e ricca di storia. Con Mursia ha pubblicato Chi ha ucciso il Pret de Ratanà (2020) e L’ottava maledizione di Ötzi (2022).

Roberto Bolaño “Tutti i racconti”, presentazione

I diciassette racconti inediti rinvenuti nel computer di Bolaño dopo la sua morte che hanno fatto nascere e prosperare la sua leggenda nera, oggi per la prima volta tradotti in italiano, insieme a tutti i suoi racconti pubblicati in vita.(da Adelphi Libro)

Traduzione di Barbara Bertoni, Ilide Carmignani

Tutti i racconti appena uscito per Adelphi ne raccoglie una cinquantina ( tutti meno uno, Playa, omesso per volere dell’agente e della vedova Bolaño poiché, raccontato da un eroinomane in prima persona, sarebbe stato possibile ritenerlo autobiografico; il racconto è comunque contenuto in un altro volume Adelphi, Tra parentesi. Saggi, articoli e discorsi (1998-2003), del 2009.
Le tre raccolte, Chiamate telefoniche,  Puttane assassine, Il gaucho insopportabile, già pubblicate in Italia, sono nel volume riproposte insieme al racconto giovanile Il contorno dell’occhio (Diario dell’ufficiale cinese Chen Huo Deng, 1980), con cui Bolaño vinse nel 1983 un premio letterario organizzato dal Comune di Valencia, ma la vera preziosità si lega alla raccolta inedita Il segreto del male, anch’essa postuma,  che apre il presente volume

Dall’Indice

R ACCONTI POSTUMI (IL SEGR ETO DEL M A LE)

CHI A M ATE TELEFONICHE

PUTTA NE ASSA SSINE

IL GAUCHO INSOPPORTA BILE

Dopo M. Magliani e D. Voltolini arrivano, nella collana Ronzinante, i nuovi titoli di Giorgio Vasta(Sicilia)Pasquale Vitagliano (Puglia)Giorgia Tribuiani (Abruzzo). OLIGO, dall’11 aprile in libreria

RONZINANTE: Tra narrazione e disegno, un modo nuovo per raccontare luoghi e territori nel cuore di grandi autori contemporanei

Giorgio Vasta Quartiere Libertà

Postfazione di Andrea Cortellessa

Disegni di Giulio Girondi

Collana: Ronzinante

OLIGO

 Palermo, di notte fermo a un incrocio, non lontano da dove viveva da ragazzino, l’autore rievoca i suoi incontri metaletterari con Sciascia e Pasolini, tra i ricordi dei palloni buttati nel cortile di un illustre vicino o i provini per fare la comparsa in un film. Poi, la notte diventa magica e i due grandi intellettuali si materializzano. Vivi, in carne e ossa, parlano di Palermo, di mafia, del non avere paura, in un dialogo surreale che trascende la verità tangibile.

Giorgio Vasta (Palermo, 1970) ha pubblicato Il tempo materiale (minimum fax 2008), Spaesamento (Laterza 2010), Absolutely Nothing. Storie e sparizioni nei deserti americani (con Ramak Fazel, Humboldt/Quodlibet 2016), Tre orfani (Casagrande 2021), Palermo. Un’autobiografia nella luce (con Ramak Fazel, Humboldt), Come in sogno (con Michele Perriera, Glifo). Con Emma Dante ha scritto la sceneggiatura del film Via Castellana Bandiera (2013); sempre con Emma Dante ed Elena Stancanelli di Le sorelle Macaluso (2020) e di Misericordia (2023).

Giorgia Tribuiani Dissolvenza


Prefazione di Ezio Sinigaglia

Con disegni dell’autrice

OLIGO

Un racconto dedicato all’infanzia e alle vacanze estive, temi solo apparentemente sereni che possono in realtà celare un nodo di dolore, specie in chi resta, specialmente se si tratta di una bambina di soli otto anni; e nel vedere la dissolvenza del suo mondo felice si prefigurano già i riti di passaggio, la fine della fanciullezza e la disillusione dell’ingresso nell’età adulta. Così, nella scrittura di Giorgia Tribuiani, la voce malinconica di Gaia riesce, con poco e nella semplicità, a costruire un quadro complesso e coinvolgente.

Giorgia Tribuiani vive a Pescara e dirige con Giulio Mozzi la Bottega di Narrazione, per la quale ha ideato e conduce il Laboratorio del mistero. Dai suoi corsi di scrittura è nato il manuale Scrivere il perturbante (Dino Audino, 2023). Ha pubblicato i romanzi Guasti (Voland, 2018), Blu (Fazi, 2021) e Padri (Fazi, 2022), oltre ai racconti lunghi Binari (Hopefulmonster, 2022 – collana Pennisole, diretta da Dario Voltolini) e Superstar (Tetra, 2022). Il suo nuovo romanzo è in uscita nel 2025 per Il Saggiatore.

Pasquale Vitagliano A brulichio


Prefazione di Raffaele Nigro

Con disegni dell’autore

OLIGO

 In modo apparentemente agitato e confuso, questo significa a brulichio, Pasquale Vitagliano ci prende per mano e ci conduce in Puglia, nel cuore del Meridione, ma più propriamente nell’Oriente italiano. Tra santi e mafiosi, santuari e teatri, re che scappano, nuove province, arrivi e partenze, scopriremo una terra magica e dal fascino sempre nuovo. La Puglia, lo abbiamo detto, guarda ad oriente. Sarà per questo che non esiste ancora una linea ferroviaria diretta con Napoli. 

Pasquale Vitagliano, poeta e scrittore, è nato e vive in Puglia. Collabora con la “Gazzetta del Mezzogiorno”, “il Manifesto”, la rivista “Incroci” e con il blog La poesia e lo Spirito. Ha pubblicato numerose opere letterarie e saggi. Suoi racconti, articoli e poesie possono essere letti sul blog Nazione Indiana.

Della stessa Collana su tuttatoscanalibri

Dario Voltolini “Acqua chiusa”, Oligo Editore

Fiabe dalla Russia e Fiabe dall’Ucraina di Paolo Menconi, Edizioni AEDE books

Fiabe dalla Russia della Buonanotte è una raccolta di 15 appassionanti storie, che incanteranno i vostri bimbi, portandoli nel magico mondo delle fiabe.
Le fiabe sono arricchite da tantissime splendide illustrazioni a colori.
Storie intense, appassionanti, educative e divertenti.

Fiabe dall’Ucraina della Buonanotte è una raccolta di 16 appassionanti storie arricchite da 80 splendide illustrazioni a colori.

La Russia e l’Ucraina con la loro cultura secolare sono ricchissime di fiabe e di favole e l’idea di raccontare alcuni di questi racconti per bambini che riprendono quella saggezza, è nata con lo scopo di avvicinarli ad una cultura così ricca di storie educative e appassionanti.

Le fiabe educano i bambini di oggi a plasmare una realtà migliore per il loro domani,
Ogni fiaba regala un piccolo insegnamento, uno spunto di riflessione e di saggezza e leggerle ai propri figli è per i genitori un’occasione speciale per passare del tempo prezioso con loro.

Paolo Menconi racconta qualcosa di più sui libri:
“Fiabe dalla Russia” e “Fiabe dall’Ucraina” sono due volumi illustrati, pensati per i bambini, con tantissime splendide immagini a colori che accompagnano storie affascinanti della tradizione popolare. Ogni racconto è uno scrigno di saggezza che offre spunti di riflessione, stimolando la curiosità e l’immaginazione dei piccoli lettori. Ho voluto inserire anche alcune filastrocche che ho inventato per rendere l’esperienza ancora più interattiva e divertente.

AEDE BOOKS

Charles Ferdinand Ramuz “Presenza della morte”, presentazione

“Nell’arco di un secolo il romanzo di C.F. Ramuz ha smesso di essere una fantasiosa distopia per piombare su di noi con la forza di un meteorite, grazie alla scabra precisione di una lingua scheggiata, esplosa, e a una cadenza ossessiva e quasi ipnotica che pure conserva, al suo cuore, un inestinguibile, sofferto amore per questo mondo mutilato e per la nostra incompiuta umanità”.(da Feltrinelli Libri)

Un romanzo distopico dove domina la paura e la vulnerabilità. Scritto nel 1922 dallo scrittore e poeta svizzero  C. Ferdinand Ramuz (1878 – 1947), viene editato per la prima volta in Italia da Feltrinelli nella traduzione di Maria Nadotti.

La distopia è legata alla trasformazione climatica: per un infinitesimale cambiamento nel sistema gravitazionale la terra si sta avvicinando al Sole con conseguente aumento delle temperature.
In un primo momento nel cantone di Vaud sulle rive del Lemano la vita procede senza troppe variazioni. Quando però diventano evidenti gli effetti dello spostamento verso il Sole, il cielo cambia colore, si aprono voragini nel terreno, il lago diventa marrone e gli umani si ammalano e non sempre il ricovero in ospedale li salva dall’asfissia, il sentimento che attanaglia tutti si lega alla morte: la fine è inevitabile.

“Nel 1922 C.F. Ramuz non poteva certo immaginare gli effetti devastanti del riscaldamento climatico, ma, traendo spunto dalle temperature record registrate a Ginevra durante l’estate di quell’anno, compose un romanzo di sconcertante precisione nella sua capacità di ritrarre, con un secolo d’anticipo, il disastro ambientale che ci vede coinvolti”.

dall’Incipit

“Allora vennero le grandi parole; il grande messaggio fu inviato da un continente all’altro di là dall’oceano. La grande notizia camminò tutta la notte sopra le acque per mezzo di domande e risposte. Eppure, nulla fu inteso.
Le grandi parole passarono inavvertite, senza sconvolgere nulla nell’aria sopra le navi cariche di mercanzie e i transatlantici bianchi, in un cielo osservato solo a causa delle sue stelle più grandi, e, sopra il moto ondoso del largo, passarono in un silenzio assoluto.
Una certa notte, quelle parole, poi quelle domande poste e la risposta a quelle: domande; quindi tutto cambierà a tal punto per tutti gli uomini che non si riconosceranno l’un l’altro, ma nell’attesa nulla cambia; tutto resta cosi tranquillo, cosi straordinariamente tranquillo sulle acque, con un’alba che sorge e davanti al suo bel colore bianco fuma il fumaiolo di una grande imbarcazione che non si vede.
A causa di un incidente verificatosi nel sistema gravitazionale, la terra precipita rapidamente verso il sole e tende verso di esso per fondervisi: ecco che cosa annuncia il messaggio.
Ogni forma di vita finirà. Ci sarà un calore crescente. Insopportabile per tutto ciò che vive. Ci sarà un calore crescente e rapidamente tutto morirà. Eppure non si vede ancora nulla” .
[…]

Charles-Ferdinand Ramuz nasce a Losanna nel 1878. Dopo i primi studi in Svizzera, prosegue l’università alla Sorbonne di Parigi, dove inizia una carriera come scrittore e poeta. Prolifico autore di racconti e romanzi, con lo scoppio della Prima guerra mondiale decide di tornare in Svizzera, dove vivrà fino alla morte nel 1947.

Vincenzo Galati “Il Redentore. Omicidi rituali e oscuri simbolismi sconvolgono Siena”, Giungla Gialla Mursia

 «Siena, nel suo cuore pulsante, non è solo festa e tradizione; è anche intrigo, passioni travolgenti e, talvolta, vendetta. Il chirurgo potrebbe approfittare di tutto ciò per colpire ancora, scegliendo proprio quella data simbolica per inviare un segnale…»

In libreria per Mursia nella collana Giungla Gialla “Il redentore” (pagg. 298, Euro 18,00), l’intrigante noir di Vincenzo Galati che ammalia il lettore portandolo alla scoperta delle bellezze di Siena e delle sue colline attraverso gli occhi dell’investigatore, il commissario Malaspina, un fiorentino planato «in una provincia come tante, solo più bella di altre…»

«Siena, 3 maggio 2023 – L’alba primaverile tinge Siena di sfumature delicate, mescolando arancione e rosa in un cielo che promette un’altra giornata calda per essere solo maggio. L’aria è impregnata del profumo di fiori e piante, che dai davanzali sembrano osservare i vicoli silenziosi della città, un intrico di stradine antiche come un arazzo intessuto di pietra e storia. Siena non è solo una città; è un universo a sé stante, frammentato in diciassette contrade, ognuna con i propri simboli, colori e leggende. Qui tutto parla di identità…»

Tra i vicoli medievali, piazza del Campo e le contrade, Siena è sconvolta da una serie di omicidi senza apparenti connessioni, ma legati da un unico macabro modus operandi: il killer taglia la lingua alle proprie vittime e lascia nella bocca un cucchiaino d’argento. Il commissario Malaspina, un passato da profiler e un’eccezionale abilità nel comprendere la psiche degli assassini, indaga sul caso con la propria squadra, ma non riesce a individuare il filo rosso che lega gli omicidi. Dietro una solida facciata di dedizione al lavoro e professionalità, però, il commissario cela drammi personali e un passato da redimere: per avere almeno una speranza di fermare il serial killer che continua a uccidere, dovrà fare luce sui propri demoni più segreti e privati. Questa volta, però, non è solo una questione di giustizia: la vita che potrebbe salvare è la sua.

Un giallo, quello di Vincenzo Galati, che abbina una trama ricca di suspence e di colpi di scena alla suggestione dei vicoli e delle colline senesi, affascinando e stupendo il lettore fino all’ultima pagina.

Vincenzo Galati è nato a Genova nel 1971, è laureato in Lettere moderne ed è impiegato per necessità, lettore per passione e scrittore per vizio. Ama l’ironia, le mezze stagioni, gli animali e coltiva un sogno: andare un giorno in pensione. Vive nella campagna senese.

AZUCAR la collana diretta da Davide Barilli  che rivela L’ALTRA FACCIA DI CUBA

Dal 4 aprile in libreria due nuovi titoli

Emerio Medina LA LUNGA NOTTE

OLIGO

Una città avvolta improvvisamente da un buio assoluto che la trasforma in una notte eterna e senza speranza. Una boscaglia misteriosa che diventa impervio confine con la libertà, da attraversare come via di fuga da una vita opprimente, seguendo una guida dagli occhi di cervo. Nei due racconti che compongono questo libro, La lunga notte e La partenza, Emerio Medina colloca i suoi personaggi in luoghi di Cuba di cui non conosciamo il nome. Metafore di una realtà distopica e oggettiva allo stesso tempo, tra percorsi inquietanti e incerti, in cerca di una salvezza che porta al Nulla, questi racconti ci immergono nella natura spettrale di una tenebra labirintica, in un viaggio denso di trappole ed enigmi, nella sensazione di essere separati dalla realtà convenzionalmente intesa. Due storie esemplari che riguardano la sopravvivenza della specie umana, il suo adattamento a un futuro poco promettente e la sua probabile evoluzione.

EMERIO MEDINA (Mayarí, Cuba, 1966) ha studiato ingegneria meccanica nell’ex URSS. Ha iniziato a scrivere tardi, nel 2003, ma ha ottenuto i più importanti premi letterari di Cuba, come il Casa de las Américas, nel 2011, con il libro di racconti La bota sobre el toro muerto. Tra i suoi libri ricordiamo Sarubí, el preferido de la luna (romanzo per bambini, 2009), Café bajo sombrillas junto al Senna (2010, Premio UNEAC per il racconto 2009), La línea en al mitad del vaso (2016, Premio Alejo Carpentier per il racconto), Los fantasmas de hierro (2015) e Los habaneros nunca invitan a comer (2024).

 Alberto Guerra Naranjo LINCON LA VOCE

OLIGO

Una spallata casuale davanti a una banca scatena un vero e proprio flashback tra due vecchi musicisti che non si vedevano da trent’anni. Di colpo, dalla cassaforte del tempo riemerge l’epoca di un’Avana stupefacente. La città delle grandi orchestre da ballo, delle folle oceaniche che riempivano cabaret e teatri. Un rincorrersi di memorie e vendette che dall’Avana di oggi ci immerge in quella negli anni Settanta, in un rutilante caleidoscopio di storie vere e ipotetiche. Un concerto di parole e immagini, tra miserie e ambizioni, sensi di colpa e storie individuali, intrecciate nelle tournée di un’orchestra habanera e dei suoi due protagonisti: Cuqui Sierra, pianista ambizioso e senza scrupoli, e Lincon, cantante dalla voce prodigiosa e dal destino infelice.

Alberto Guerra Naranjo (La Habana, 1963). Laureato in Storia e scienze sociali, è docente, regista e scrittore, nonché vicepresidente della sezione di narratori dell’UNEAC (Unione Nazionale Scrittori e Artisti Cubani). Fra i più conosciuti scrittori della Cuba contemporanea, ha pubblicato Disparos en el aula (1992), Aporías de la Feria (1994), Blasfemia del escriba (2000), La soledad del tiempo (2009) e Los conjurados (2022) e ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti, fra cui per due edizioni quello de “La Gaceta de Cuba” (1997, 1999).

Della stessa collana su tuttatoscanalibri

AZUCAR: i primi due titoli

Hans Tuzzi “La letteratura come una delle arti equestri”, presentazione di Salvina Pizzuoli

Dal 4 aprile in libreria, Italo Svevo Edizioni

La copertina e la sinossi nel Risvolto

Leggere Tuzzi ha su di me un merito raro: che sia saggio, romanzo, racconto, biografia, sa aprire quelle che io chiamo le finestre della mente che non sono le stesse per ciascun lettore, ognuno ha le proprie, socchiuse o da aprire per la prima volta…
Come lettrice di lunga data, ho iniziato a leggere grazie alla mia zietta a cinque anni e da allora è un vizio che non mi sono mai tolto, posso affermare che poche letture, davvero poche mi hanno lasciato dentro un’atmosfera, non so bene come definirla, è un’emozione non facile da chiudere dentro le parole, nella quale mi sento avvolta come in una nuvola di benessere mentale, appagata nel ricordare o rileggere, stuzzicata e vivificata da riflessioni traslate nate inseguendo immagini e ripensando ad alcune frasi, brani o semplici accostamenti di parole: beh, questo è l’effetto Tuzzi!
E, relativamente a questa serie di brevi saggi, che avevo già seguito nella loro veste originale e ora trovo tutti splendidamente raccolti insieme, non etichettabili in modo stringente ma sulla scrittura, sulla lettura, sulla letteratura e, alla fin fine, sulla visione della vita, alcune spigolature …:

Il cavallo è animale nobile nevrile e vigoroso e ogni cavaliere, anche il più esperto, fatica a contenerne l’energia. Che tu sia campione d’alta scuola o bùttero, fantino amazzone o maestro di redini lunghe, la forza del cavallo, come ogni vera forza, per essere controllata ed esaltata al suo meglio richiede grande eleganza e compostezza (da La letteratura come una delle arti equestri, il saggio che dà il titolo alla raccolta e la conclude)

La bellezza si ottiene per sottrazione? Sovente, sì. Ma non è una regola, perché non esistono regole in letteratura. Ogni semplificazione normativa sull’arte della scrittura è menzogna. Infatti esistono grandi scrittori lussureggianti. La bellezza si ottiene per sottrazione, ma anche in una profusione conseguita con studiato artificio. […] In un caso e nell’altro, nella semplicità come nella ridondanza, la bellezza sta nel pensiero che la regge e dà forma al testo. Idea nuova, forma nuova. La sottrazione vale per la lunghezza del testo, o per struttura e armonia della frase, della pagina, nell’insieme dell’opera; tende all’apparente semplicità di cui Picasso rivela la complessa ricerca quando dice: “bambino, già disegnavo come Raffaello, ma ho impiegato una vita per imparare a dipingere come un bambino. La semplicità non è mai immediata, si raggiunge per gradi.

Più che spiegare a un ipotetico aspirante scrittore come si scrive un libro, lo condurrei per mano nella selva ombrosa della scrittura, mostrandogli che non c’è strada maestra ma intrecci di sentieri, e nessuno di essi conduce alla meta sicura del romanzo. […] La lettura dei classici offre di per sé un mosaico istruttivo, e all’ipotetico aspirante scrittore poco direi su “come fare”, soffermandomi su “cosa non fare”. […]
Perché la letteratura è anche un’esigenza del cuore, una forma del pensare il mondo, una natura del vivere che è in noi o non è, e se lo è ci permea per tutta l’esistenza, si pubblichi anhe un solo libro.

Iniziare a raccontare una storia mettendola sulla pagina, comporta non soltanto il piacere del rac conto, bensì anche quello di dare vita a una voce, di stimolare la curiosità, di provocare la pigrizia del lettore, che del resto proprio questo si aspetta: essere tratto dal comodo calduccio del letto o del la poltrona per essere immerso, senza rischi reali, nel gorgo della vita. Il lettore però non sa quello che desidera, diventa necessario irretirlo, bisogna sedurlo.

Miglior lettore è colui che rilegge perché le grandi opere si offrono a molteplici punti di vista, si prestano a sempre nuove scoperte, suggeriscono inedite interpretazioni. Vale, per esse, quel che Schlegel diceva di Amleto: “Un’opera enigmatica che somiglia a quelle equazioni irrazionali nelle quali rimane sempre una frazione di grandezza sconosciuta che non ammette soluzione alcuna”. È l’ambiguità d’ogni opera viva, così viva che, proprio come Amleto, di secolo in secolo viene letta con occhi nuovi sino a diventare, per ogni generazione, qualcosa di diverso dall’originale, e tuttavia sempre fedele alla natura profonda dell’originale.

dalla Quarta di copertina

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La Piccola Biblioteca di Letteratura Inutile nasce nel 2016 ed è la prima collana a far parte della la nuova società ITALO SVEVO, creata a Trieste nel 2018. Si avvale dell’impianto grafico di Maurizio Ceccato e fin da subito riprende l’idea delle pagine intonse. Propone aristocraticamente lampoon, libelli, scartafacci, pandette, glossari, digesti e tutto quanto non è classificabile nei generi tradizionali di narrativa e saggistica. Dopo il primo lustro di attività nel 2021 diviene semplicemente Biblioteca di Letteratura Inutile. (da Italo Svevo Edizioni)

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Dello stesso autore su tuttatoscanalibri:

Tutto Tuzzi: i gialli, i saggi, i romanzi, le interviste

Theodor W. Adorno “Stelle su misura. L’astrologia nella società contemporanea”, Bibliotheka Edizioni

Introduzione di FRANCO FERRAROTTI

Dal 4 aprile in libreria

Bibliotheka

Residuo di pratiche magiche con le quali gli antichi cercavano di influenzare o di controllare il corso degli eventi, la credenza nei poteri delle stelle, mediata da giornali e riviste, è un fenomeno sociale ancora molto diffuso nel mondo contemporaneo.
Attraverso la penetrante analisi della rubrica astrologica di un quotidiano conservatore americano, il Los Angeles Times, effettuata durante un viaggio negli Stati Uniti avvenuto nei primi anni Cinquanta, Theodor Adorno scandaglia, facendo ampio ricorso alle categorie della psicologia sociale e della psicoanalisi, le ragioni profonde della superstizione, dell’irrazionalismo e dell’autoritarismo nella società di massa. 
Il risultato è il libro Stelle su misura. L’astrologia nella società contemporanea, a lungo introvabile e ora riproposto con una prefazione che Franco Ferrarotti scrisse pochi giorni prima della morte. 

Filosofo e sociologo tedesco, Theodor W. Adorno (1903-1969) fu tra i maggiori esponenti della Scuola di Francoforte e si distinse per una critica radicale all’illuminismo, alla scienza moderna e al capitalismo avanzato. Costretto all’esilio dal nazismo, prima a Oxford e poi negli Stati Uniti, rientrò in Germania nei primi anni Cinquanta e insegnò all’Università di Francoforte. La rubrica astrologica – annota in Stelle su misura – deve essere credibile e personalizzata, non troppo precisa, ma nemmeno del tutto improbabile. Eliminando la distinzione tra realtà e finzione, elargisce consigli di buon senso e risposte utili e sensate su piccoli problemi quotidiani di natura pratica, investendo sulla straordinaria autorità di sedicenti esperti. Con l’effetto di svolgere una discutibile, ma rassicurante funzione di integrazione sociale, che propone soluzioni e mitiga il senso di impotenza degli esseri umani di fronte all’ignoto.

Giorgio Luciano Pani “Poesia, specchio del profondo, NeP Edizioni

“Poesia, specchio del profondo” è la nuova raccolta di poesie di Giorgio Luciano Pani, edita da NeP edizioni.
In un’epoca che sembra aver dimenticato il valore dell’introspezione, queste poesie rappresentano un prezioso stimolo per indagare nel profondo del nostro cuore.
L’autore ha infatti la capacità di dare voce a quelle sfumature dell’animo che spesso restano inespresse, offrendoci l’occasione di fermarci a riflettere e approfondire i sentimenti e le emozioni a cui di solito, presi dal vortice incessante delle nostre vite, non prestiamo la giusta attenzione.
Emozioni che sono fonte di vita, desiderio di pace e di serenità, che rivelano un mondo interiore nascosto, in cui perdersi per ritrovare la vera essenza dell’essere umano. La lettura di questi versi ci astrae così dal mondo concreto, guidandoci attraverso l’amore in tutte le sue
forme, come quello per la bellezza natura, e molteplici sentimenti come passione, amicizia e speranza. È un’occasione per meditare sull’infinita complessità del nostro intimo e sulle numerose
armonie che lo dominano, lo attraggono, lo spaventano, lo mettono in discussione, lo fanno
riflettere. 

Giorgio Luciano Pani si è laureato in Scienze Politiche presso l’Università degli Studi di Sassari. Da sempre appassionato apprendista dell’arte della comunicazione, ha svolto attività formative e di ricerca in campo universitario, aziendale e sindacale. Ha scritto diversi libri di saggistica e poesia, con cui ha anche partecipato a concorsi letterari, ottenendo diversi riconoscimenti. Con NeP edizioni ha già pubblicato: “Ritratti femminili tra realtà e mito” (2022), “Sonetti tra le favole” (2023) e “Poesia, amata poesia” (2024).


Come per altri libri dell’autore, l’immagine di copertina è opera di Roberta Repetto, frutto del progetto “La pulce nel disegno” in ricordo di Roberta di tutte le donne vittime di omicidio, a cura dell’associazione “La pulce nell’orecchio”, nata nel 2022 per una diffusione multicanale dei campanelli di allarme che devono suonare quando temiamo per l’incolumità di qualcuno di nostra conoscenza. Il libro è disponibile in formato cartaceo ed e-book, ordinabile in tutte le librerie, sulle principali piattaforme online (Amazon, Feltrinelli, Mondadori, IBS…) e al link: https://www.nepedizioni.com/product/poesia-specchio-del-profondo/