Constanze Reuscher “Maledetti Tedeschi. Ritorno in un Paese diviso”, presentazione

Constanze Reuscher, tra le firme più prestigiose del giornalismo tedesco in Italia, si è trovata negli ultimi anni a osservare i mutamenti repentini e profondi nel suo Paese d’origine, le ferite sociali ed economiche, la crisi identitaria e politica che ha travolto i suoi connazionali. Una nuova divisione interna che ricorda, per intensità e tratti geografici, quella segnata dal Muro. Le pagine che seguono sono un diario di viaggio, la cronaca sentimentale del ritorno dell’autrice in una Germania così diversa e mutata.(da Rizzoli)

Dall’Introduzione

“Sto per chiudere la valigia, ma all’ultimo momento mi ricordo del talismano che mi ero proposta di portare in viaggio. È un piccolo volume, lo poso tra i vestiti e chiudo la zip.
Vado in Germania. Ci torno dopo trentacinque anni, ma naturalmente non per la prima volta. Questo non è uno degli innumerevoli viaggi per incontrare parenti e amici, per vacanze o anche per lavoro. Parto per il mio Paese per scrivere un diario di viaggio un po’ particolare. Voglio scoprire come è cambiata la Germania dal 1989, anno in cui sono arrivata a Roma, con una domanda cruciale: oggi, quella nazione versa davvero in una crisi profonda, così come vuole la narrazione corrente? Voglio trovare delle risposte a questa domanda, ma altri due elementi muovono queste pagine”

È  la cronaca di un ritorno, un diario di viaggio in prima persona: era  arrivata a Roma nel 1989, aveva trovato nuovi amici, si era sposata e avuto dei figli che vivavano a Roma, una vita lontana dal paese in cui era nata e dalla sua famiglia, tanto che aggiunge “Mio padre, credo, non ha mai veramente accettato la mia vita italiana, il marito siciliano che non parlava tedesco, la famiglia acquisita”. E nel 2024 un viaggio di ritorno, e un soggiorno di scoperta e di incontri con vecchi e nuovi amici, tra interviste a colleghi, a personalità , ma anche chiacchiere con gente comune, immigrati, lavoratori.
È da questa nuova realtà che trarrà un ritratto emotivo di quei tedeschi che fa fatica a riconoscere che sono cambiati tanto, usanze mentalità abitudini e, maledetti, non glielo hanno detto.

“Non è un saggio sulla Germania, mancano mille dati e fatti. È la mia visione, soggettiva e spesso accompagnata da forti emozioni”. 

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