Alessandro Cosi  “La guerra civile tra Ottaviano e Antonio: La fine della Repubblica e l’alba dell’impero” 

 

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 Alessandro Cosi 

La guerra civile tra Ottaviano e Antonio: La fine della Repubblica e l’alba dell’impero 

Edida 2018 pagine 204

 

Dalla quarta di copertina:

Il periodo della storia romana caratterizzato dalla guerra civile tra Ottaviano e Antonio è uno dei più cruciali in quanto segna il passaggio dalla Repubblica all’Impero. Con perizia e meticolosità l’autore di questo saggio ripropone gli avvenimenti senza dimenticare di tratteggiare gli uomini protagonisti che emergono sullo sfondo del periodo che li ha consacrati o demoliti con la loro complessa personalità. Non mancano riflessioni chiarificatrici derivate dalla profonda conoscenza degli avvenimenti e da un particolare acume a cogliere elementi salienti e decisivi. Il testo pertanto si apre a più lettori essendo rigoroso e allo stesso tempo scorrevole. È corredato da immagini e schemi di battaglie nonché da un’appendice che si sofferma su alcuni aspetti e figure di rilievo.

dall’Introduzione dell’autore:

Il presente volume si caratterizza per la complessità degli eventi, sia militari che politici, in un periodo che si snoda dalla morte di Giulio Cesare fino alla presa del potere assoluto da parte di Ottaviano Augusto. In quest’arco temporale, matura e giunge a compimento quella che lo storico inglese Ronald Syme definisce “la rivoluzione romana”, vale a dire il passaggio inevitabile e definitivo dallo Stato Repubblicano al Principato, all’Impero. L’assassinio di Cesare fu opera di un ristretto gruppo di nobili, circa ventitré, non di primo piano e forse anche di basso livello, se si escludono Bruto e Cassio, che pure erano soltanto pretori, e Trebonio, consolare. Il promotore dell’idea pare sia stato proprio Caio Trebonio, legato di Cesare e suo fedele collaboratore nella campagna di Gallia, che si confidò con Decimo Bruto Albino. Poi la congiura si arricchì di altri personaggi, Basilio, un infame torturatore di schiavi, Ponzio Aquila, amante di Servilia, Cesennio Lento, Quinto Ligario, Lucio Tillio Cimbro, Publio Casca, Cassio Parmense e Decimo Terullio. Parmense e Terullio furono gli ultimi due a essere uccisi da Ottaviano. Solo più tardi entrarono nel circolo anticesariano i più famosi congiurati, Caio Cassio Longino e Marco Giunio Bruto, quest’ultimo sotto le pressanti insistenze di Cassio stesso. Anche Marco Antonio, console in carica, pare sia stato a conoscenza della congiura, così come l’eterno tergiversatore, ondivago e infido, Cicerone. L’idea dell’eliminazione dell’uomo più ingombrante di Roma trovò terreno fertile nella classe senatoriale, che Cesare aveva umiliato e reso impotente. L’assassinio più famoso della Storia avvenne il 15 di marzo del 44 a.C. nella Curia di Pompeo.

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