Raymond Carver “Principianti”

Raymond Carver “Principianti” Einaudi, 2014 pagine 304

Su laFeltrinelli in ebook 6,99

in cartaceo 10,20

Dalla quarta di copertina dell’edizione Einaudi del 2009

Principianti è la versione originale della seconda raccolta di Raymond Carver “Di cosa parliamo quando parliamo d’amore” pubblicata nel 1981. In quell’occasione l’editor Gordon Lish aveva tagliato più del cinquanta per cento del testo, cambiando molti titoli e finali. Oggi possiamo leggere finalmente i racconti nella loro ricchezza e complessità e scoprire le ragioni che rendono Carver uno dei maggiori scrittori americani del Novecento.

Timbro, ritmo, costruzione, tono, atmosfera, equilibrio, varietà, ripetizioni: nella versione originale di Principianti ogni cosa è perfettamente ponderata ed eseguita. Mai opera narrativa ebbe meno bisogno di revisioni. Eppure in occasione della sua prima pubblicazione il testo non fu solo rivisto, ma addirittura fatto a pezzi da un editor. Ora che Principianti viene dato alle stampe nella sua versione originale, i lettori possono rendersi conto della ricchezza emotiva e del genio artistico che permeano quel racconto. (Philip Roth)

Dalla bandella editoriale

La mattina dell’8 luglio 1980 Raymond Carver scrisse una lettera angosciata e confusa all’amico ed editor Gordon Lish, che gli aveva appena mandato il manoscritto rivisto di una nuova raccolta di racconti, “Principianti”. Di alcuni di questi Lish aveva tagliato il settanta per cento, riducendo nel complesso il libro della metà e cambiando molti titoli e finali. La raccolta ora si chiamava “Di cosa parliamo quando parliamo d’amore”. Carver implorava Lish di sospendere la pubblicazione del volume e ripristinare i passi tagliati: “Ti dico la verità, qui è in gioco il mio equilibrio mentale. Ora non vorrei fare il melodrammatico, ma davveroho appena fatto ritorno dai morti per rimettermi a scrivere dei racconti[…] E adesso ho una gran paura, una paura da morire, lo sento, che se il libro fosse pubblicato nella sua attuale forma revisionata, non riuscirei più a scrivere un altro racconto, Dio non voglia…” Ma Lish andò avanti per la sua strada. Carver era certamente spaventato dalla prospettiva della pubblicazione, ma altrettanto dall’idea di perdere la stima e l’affetto dell’editor che l’aveva scoperto e aiutato fin dall’inizio della sua carriera. Così si convinse ad accettare l’editing, e la raccolta usci nella forma che Lish le aveva dato, nell’aprile 1981. A quasi trent’anni di distanza, oggi possiamo finalmente leggere la versione originale di quegli straordinari racconti e  scopriamo  uno scrittore molto diverso da quello che conoscevamo. Dove Lish era intervenuto a interrompere una scena prima che raggiungesse la massima intensità, Carver l’aveva lasciata esplodere lentamente. Dove Lish sfoltiva i dialoghi o zittiva del tutto i personaggi, Carver aveva aspettato che arrivassero all’ultima parola. Sotto la forbice di Lish i protagonisti di Carver diventavano uomini e donne senza passatoe senza sogni, colpevoli senza movente. Passato, sogni e moventi che Carver però aveva immaginato e raccontato.

Nel 1982 Carver scrisse a Lish che non avrebbe più accettato «l’amputazione e il trapianto» che aveva subito in passato. E la sua nuova raccolta, Cattedrale, fu salutata da critici e lettori come l’inizio di una nuova stagione in cui l’autore rinunciava agli eccessi del cosiddetto Minimalismo (un’etichetta che Carver non aveva mai amato). Ma quella visione più ampia e quella narrazione più ricca erano già la cifra stilistica di Principianti. Come ha detto Tess Gallagher recentemente, qui «il lettore scoprirà l’umanità dei suoi personaggi e vedrà la generosità dei suoi sentimenti».

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