J.D. Salinger “Il giovane Holden”

J.D. Salinger “Il giovane Holden”

Einaudi 2014 pagine 251

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Presentazione dell’opera

Tra i primi cento dei più venduti nella classifica di tuttolibri de La Stampa, è un classico che negli Stati Uniti viene letto nelle scuole. Pubblicato nel 1951, in Italia dieci anni dopo, il romanzo riscosse particolare successo di pubblico ma non da parte della critica. Il titolo originale “The catcher in the rye” letteralmente “il coglitore nella segale” per i lettori italiani poco evocativo venne sostituito con il nome del protagonista, Holden, un ragazzo espulso dal collegio che frequentava. La storia si ambienta a New York dal sabato al lunedì del 1948 prima delle vacanze di Natale.

“Se davvero avete voglia di sentire questa storia, magari vorrete sapere prima di tutto dove sono nato e com’è stata la mia infanzia schifa e che cosa facevano i miei genitori e compagnia bella prima che arrivassi io, e tutte quelle baggianate alla David Copperfield, ma a me non mi va proprio di parlarne. Primo, quella roba mi secca, e secondo, ai miei genitori gli verrebbero un paio d’infarti per uno se dicessi qualcosa di troppo personale sul loro conto. Sono tremendamente suscettibili su queste cose, soprattutto mio padre. Carini e tutto quanto – chi lo nega – ma anche maledettamente suscettibili. D’altronde, non ho nessuna voglia di mettermi a raccontare tutta la mia dannata autobiografia e compagnia bella. Vi racconterò soltanto le cose da matti che mi sono capitate verso Natale, prima di ridurmi cosí a terra da dovermene venire qui a grattarmi la pancia. Niente di piú di quel che ho raccontato a D. B., con tutto che lui è mio fratello e quel che segue. […] Voglio cominciare il mio racconto dal giorno che lasciai l’Istituto Pencey. L’Istituto Pencey è quella scuola che sta ad Agerstown in Pennsylvania. Probabile che ne abbiate sentito parlare. Probabile che abbiate visto gli annunci pubblicitari, se non altro. Si fanno la pubblicità su un migliaio di riviste, e c’è sempre un tipo gagliardo a cavallo che salta una siepe. Come se a Pencey non si facesse altro che giocare a polo tutto il tempo. Io di cavalli non ne ho visto neanche uno, né lí, né nei dintorni. E sotto quel tipo a cavallo c’è sempre scritto: ‘Dal 1888 noi forgiamo una splendida gioventú dalle idee chiare’. Buono per i merli. A Pencey non forgiano un accidente, tale e quale come nelle altre scuole. E io laggiú non ho conosciuto nessuno che fosse splendido e dalle idee chiare e via discorrendo. Forse due tipi. Seppure. E probabilmente erano già cosí prima di andare a Pencey”.

Immediatamente colpisce lo slang oltre l’uso della prima persona; si scrive infatti che Salinger si fosse documentato sul gergo degli adolescenti anche frequentando il bar dell’Hotel Barbizon, quando si era trasferito a Park Avenue.

Un romanzo divenuto fondamentale per la gioventù della borghesia americana del tempo affrontando il tema dell’alienazione giovanile impersonata dal giovane Holden che cerca di uscire dal vuoto che lo circonda aprendosi anche ad una comunicazione più vera, tema trattato da Salinger anche in altri suoi racconti.

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