Isaac Asimov “Trilogia della Fondazione”

La Trilogia della Fondazione fa parte ormai dei classici di quel genere che fu definito da Giorgio Monicelli, collaboratore di Mondadori, di “fanta-scienza” etichetta ormai divenuta patrimonio dei dizionari, ma nata come traduzione di science – fiction e comparsa sul primo fascicolo dei “Romanzi di Urania” nel lontano 1952. Fu infatti Urania a favorire la diffusione del genere sotto la guida di Monicelli e poi di Fruttero e Lucentini per la casa Editrice Mondadori. Le opere di Asimov vi furono pubblicate a partire dal 1963, la prima con il titolo “Cronache della Galassia”.

Autore della Trilogia della Fondazione Isaac Asimov fu  definito da Fruttero e Lucentini il “Dumas della Fantascienza”.

Chi volesse intraprendere la lettura di questo autore ritenuto ormai un “classico” del genere è preferibile inizi proprio dalla Trilogia. Fu lo stesso Asimov che, nella prefazione del 1986 a un’opera molto successiva nel tempo, “Fondazione e Terra”, racconta la nascita, il motivo dell’abbandono e poi della ripresa della serie legata alla storia dell’Impero Galattico. Eccone alcuni stralci:

“Il primo agosto 1941, quando ero un giovanotto di 21 anni, ero uno studente laureato in chimica alla Columbia University e scrivevo professionalmente fantascienza da tre anni. Stavo affrettandomi ad incontrare John Campbell, curatore di Astounding, al quale avevo già venduto cinque racconti […] Si trattava di scrivere un romanzo storico sul futuro; di raccontare la storia della caduta dell’Impero Galattico. […] Voleva una serie di episodi in cui fosse delineata compiutamente la storia del millennio di scompiglio tra il crollo del Primo Impero Galattico e la nascita del Secondo Impero Galattico. Il tutto sarebbe stato chiarificato dalla scienza della Psicostoria, che Campbell ed io definimmo insieme. Il primo episodio apparve su Astounding nel maggio del 1942. […] una piccola casa editrice semiamatoriale, la Gnome Press. Pubblicarono la mia serie della Fondazione in tre volumi: Fondazione (1951); Fondazione e Impero (1952); e Seconda Fondazione (1953). I libri non fecero registrare buone vendite, poiché la Gnome Press non disponeva del capitale per pubblicizzarli e promuoverli: non ricevetti né percentuali né diritti d’autore. Agli inizi del 1961, il mio curatore di allora presso la Doubleday, Timothy Seldes, mi disse di avere ricevuto da un editore straniero la richiesta di ristampa dei libri della Fondazione. Si mise subito al lavoro per procurarsi i diritti dalla Gnome Press (all’epoca, ormai moribonda), nell’agosto di quell’anno i libri (con l’aggiunta di “Io, Robot”) divennero proprietà della Doubleday. Da quel momento, la serie della Fondazione decollò e cominciò ad incamerare royalty sempre più ingenti. Durante la Convenzione Mondiale della Fantascienza del 1966, svoltasi a Cleveland, ai fan fu chiesto di votare per la categoria della “Migliore serie in assoluto”. La Trilogia della Fondazione vinse il premio, il che contribuì ad un ulteriore incremento della notorietà della serie. Erano passati 32 anni dall’ultimo episodio della Fondazione che avevo scritto, ed adesso volevano che ne scrivessi uno di 140 mila parole, il doppio degli altri volumi già usciti, e quasi il triplo di qualsiasi singolo episodio precedente. Rilessi la Trilogia della Fondazione e, respirando a fondo, mi tuffai nell’impresa. Il quarto libro della serie, L’orlo della Fondazione, fu pubblicato nell’ottobre 1982, dopo di che si verificò un fatto molto strano. Comparve immediatamente nella lista dei libri più venduti del New York Times. Anzi, rimase nella lista per 25 settimane, con mio enorme stupore”.

Nella Quarta di copertina dell’edizione Mondadori del 2004, ormai assai difficile da reperire, con la prefazione di Fruttero e Lucentini, si legge:

“Sono qui riuniti i tre romanzi della Fondazione, la grandiosa saga premiata nel 1966 come miglior ciclo fantascientifico di ogni tempo. La vicenda, ambientata in un lontano futuro, ha inizio quando l’Impero Galattico, che da secoli esercita il suo potere su tutti i pianeti conosciuti, scompare, e si annunciano trentamila anni di ignoranza e violenza. Hari Seldon, creatore della rivoluzionaria scienza della “psicostoria”, sa quale triste futuro aspetta l’umanità. Per preservare la civiltà, decide di riunire i migliori scienziati e studiosi su Terminus, un piccolo pianeta ai margini della Galassia. È la Fondazione, rimasta l’unico faro del sapere, ma sotto la perenne minaccia dei mutanti che intendono distruggerla. Il suo destino giace nella mani di un adolescente, Arkady Darell, che nasconde un terribile segreto… Questo volume rende omaggio al maestro indiscusso della fantascienza del Novecento, pubblicandone un capolavoro assoluto, un’epopea che rivela tutte le straordinarie doti inventive e artistiche di Asimov, elevando la sua opera oltre i confini della letteratura di genere”.

Salvina Pizzuoli

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