Da La Lettura del Corriere: José Ovejero “L’invenzione dell’amore” recensione di Giulia Ziino

 

da GIULIA ZIINO

La differenza sta tutta nella terrazza. Meglio, sta nello sguardo che abbiamo quando da lì osserviamo il mondo. Distaccati o partecipi. Spettatori o parte in causa. Alla fine sembra dirci soprattutto questo la storia di Samuel, single madrileno, contabile, impiegato svogliato in una ditta di costruzioni di cui è socio —altrettanto svogliato — al 15 per cento. I soliti amici, le solite bevute, qualche storiella, nessuna voglia di prendersi impegni. Uno scarico di responsabilità dichiarato, cercato, mai seriamente rinnegato.[…]

Ecco, in questo incolore via vai di mattine in ufficio e collaudate discussioni con gli amici di sempre, sulla terrazza di casa che ogni notte racconta dall’alto la città che dorme, succede qualcosa. Un errore, uno scambio, una strategia voluta. Non si sa, sul principio. Una telefonata arriva a rompere la notte (o è già mattina?): «Samuel, Clara è morta». Un incidente d’auto, una disgrazia, pensavo volessi saperlo, i funerali domani alle 11. Clic, ciao. Ma Samuel di Clara non sa nulla: chi sia, che faccia abbia, perché la sua giovane vita interrotta dovrebbe intersecarsi con la sua. La logica vorrebbe che si autodenunciasse: c’è uno sbaglio, non sono io quello che cercate, non conoscevo la vostra Clara. Ma è da qui, invece, dalla vertigine che prende nel lasciarsi andare e buttarsi in una vita altra, che parte L’invenzione dell’amore di José Ovejero.[…]

José Ovejero è nato a Madrid nel 1958. Ha scritto poesie, racconti, libri di viaggio. Con L’invenzione dell’amore, nel 2013, ha vinto il premio Alfaguara per il miglior romanzo in lingua spagnola.