D.H. Lawrence “L’amante di lady Chatterley”

D.H. Lawrence, scrittore inglese (1885 -1930) di poesie, romanzi, racconti, opere teatrali e saggi. Figlio di un minatore, a tredici anni vinse una borsa di studio che gli permise di frequentare la Nottingham High School. Nel dicembre del 1911 pubblica il suo primo romanzo e nello stesso anno si manifestò la prima minaccia della malattia (tubercolosi) che ne avrebbe causato la morte mentre risiedeva in Francia, a Vence, nei pressi di Nizza. Nel 1912 conosce Frieda von Richthofen che sposa due anni dopo, una volta ottenuto il divorzio di lei e iniziando una vita girovaga che li avrebbe portati a soggiornare in vari paesi soprattutto in Italia e in Messico. Fin dagli esordi lo perseguitò l’accusa di una scrittura molto spinta e scandalosa (nel 1913 pubblica “Figli e amanti”) come avvenne poi, negli ultimi anni, per il suo romanzo più famoso Lady Chatterley’s lover iniziato a Firenze a Villa Mirenda o l’Arcipresso (San Polo a Mosciano) e la confisca del manoscritto delle poesie Pansies.

Come inizia:

«La nostra è essenzialmente un´epoca tragica, anche se ci rifiutiamo di considerarla tale. Il cataclisma è avvenuto, siamo tra le rovine, ma cominciamo a costruire nuove piccole dimore e riavere nuove piccole speranze. È un compito non facile; la strada verso il futuro è piena di ostacoli che aggiriamo o scavalchiamo. Dobbiamo pur vivere anche se il cielo ci è caduto addosso. Questa era più o meno la situazione di Constance Chatterley. La guerra le aveva fatto crollare il mondo in testa. E lei aveva compreso che bisogna comunque vivere e imparare. Aveva sposato Clifford Chatterley nel 1917, mentre era a casa per un mese di licenza. Dopo una luna di miele di un mese, Clifford tornò nelle Fiandre e sei mesi dopo fu di nuovo imbarcato per l’Inghilterra, più o meno a pezzi. Costance, sua moglie, aveva allora ventitré anni e lui ventinove. Il suo attaccamento alla vita fu incredibile. Non morì, e quei pezzi sembrarono saldarsi nuovamente insieme. Per due anni rimase nelle mani dei dottori. Poi lo dichiararono guarito e poté ritornare alla vita, paralizzato dalle gambe in giù, per sempre»

Così si apre L’amante di lady Chatterley, scritto a Firenze nel 1928. Conobbe tre stesure al fine di arginare la censura che lo avrebbe etichettato come testo osceno: in Inghilterra infatti il testo vide la luce nel 1960 e, dopo il processo assolutorio ( in base ai nuovi criteri aggiunti alla legge ottocentesca sulla censura delle opere oscene del 1959), a trent’anni dalla morte del suo autore, fu addirittura evitata la mozione che chiedeva il bando delle opere di Lawrence, tanto era stato lo scandalo che il romanzo aveva suscitato nella puritana Inghilterra e nel mondo anglosassone in genere e che aveva impedito all’autore di pubblicare e in patria e negli Stati Uniti. La prima stesura fiorentina fu invece stampata dalla prestigiosa Tipografia Giuntina.

La recensione su Mangialibri

Due interessanti articoli su “Il sole 24 ore” 

e su La Repubblica

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