Rachel Feider “Red lifstick” recensione di Simona Siri su La Stampa

Rossetto icona

Da Cleopatra alle suffragette. Sulle labbra il potere del rosso

I primi a usarlo furono gli antichi egizi

di Simona Siri

New York

Lo scorso gennaio, quando la ventinovenne Alexandria Ocasio-Cortez, la più giovane mai eletta al Parlamento americano, si è presentata alla cerimonia di giuramento, in molti hanno notato un particolare della sua già ampiamente celebrata bellezza: il rossetto rosso fuoco. Nessuna prima di lei aveva osato tanto in un luogo per definizione grigio come quello del potere di Washington. «Era un omaggio a Sonia Sotomayor», ha dichiarato il giorno dopo. Quando la giudice della Corte Suprema giurò fedeltà alla Costituzione, nel 2009, pare infatti che ricevette come consiglio di mettere un trucco leggero, niente di vistoso. E lo ignorò.
L’evoluzione
Simbolo di sensualità, glamour, assertività femminile, il rossetto rosso ha una storia antichissima che risale agli antichi egizi e arriva a noi, passando per le suffragette, le geishe e la gloriosa Hollywood degli Anni 50. L’esperta di bellezza Rachel Felder la racconta in 
Red Lipstick: An Ode to a Beauty Icon (Harper Design) spiegando come la motivazione che spinge donne di epoche diverse a usarlo è sempre la stessa: mandare un messaggio. In occasioni speciali, così come alle riunioni di lavoro, le labbra rosse sono un accessorio di potere, un audace vezzo che attira l’attenzione, sottolinea l’autorità e rafforza la fiducia.

I  personaggi
Oltre all’eyeliner nero, Cleopatra, la più famosa regina d’Egitto amava pitturarsi le labbra di rosso. Per ottenere questo colore usava misture fatte con ocra rossa, argilla e cocciniglia, una poltiglia ottenuta da cimici schiacciate. Pare che ogni volta ne servissero settantamila. 
Prima di lei segni di labbra rosse erano stati trovati sul famoso busto di Nefertiti conservato nel Neues Museum di Berlino e sui resti della mummia di Artemidora, una donna sui vent’anni che morì tra il 90 e il 100 avanti Cristo. Molti storici ritengono che all’epoca anche gli uomini si dipingessero le labbra di rosso.
Ma il momento storico più associato al rossetto rosso è quello della Golden Age del cinema americano, dalla fine degli Anni 30 all’inizio degli Anni 60, quando si impone invece un look più naturale. Tutte le dive memorabili di quella Hollywood – Hedy Lamarr, Dorothy Lamour, Jean Harlow, Rita Hayworth, Marlene Dietrich, Joan Crawford – lo indossavano con grande effetto. Le labbra cremisi erano una componente chiave del personaggio pubblico che si erano create: nessuna si sarebbe mai fatta fotografare senza trucco.
Quando nel 1939 Vivien Leigh interpreta Rossella O’Hara in 
Via col vento impone l’uso del rossetto rosso in quasi tutte le scene, anche se storicamente è sbagliato visto che il film è ambientato durante le ristrettezze della guerra di secessione Eppure, è anche grazie a quel dettaglio apparentemente frivolo se le spettatrici da casa si identificano con Rossella, tanto che dallo schermo al consumatore il passo è breve: alla fine degli Anni 30, la ormai defunta marca Volupté mette sul mercato due nuove sfumature di rossetto: un rosso chiamato Hussy e un rosa tenero chiamato Lady. Nelle vendite Hussy supera Lady dell’80%.
Nel Novecento, però, ecco che il rossetto rosso – fino a quel momento spesso associato solo al mondo dello spettacolo o della prostituzione – si carica di un altro significato, più politico. È grazie all’uso che ne fanno le suffragette, donne che in tutto il mondo si battono per il diritto di voto. Racconta la leggenda che Elizabeth Arden, fondatrice del marchio di bellezza che porta il suo nome e femminista lei stessa, nel 1912 regalò rossetto rosso alle donne che stavano marciando per le strade di New York.
Durante la Seconda guerra mondiale, con le donne che si uniscono alle forze armate, le case di bellezza pensano bene di capitalizzare il fervore patriottico realizzando prodotti appositi come il rossetto Victory Red di Elizabeth Arden,  lanciato nel 1941, e il Regimental Red di Helena Rubinstein. Il marchio britannico Cyclax pubblicizza il prodotto Auxiliary Red come «il rossetto per le donne di servizio».
La scienza
Nei babbuini e negli scimpanzé, i genitali femminili di colore rosso indicano i periodi di fertilità. Sarebbe questa la spiegazione scientifica del perché gli uomini trovino una donna che indossa il rossetto rosso più attraente di quando ne ha uno di colore diverso: è una risposta involontaria genetica e primordiale a uno stimolo con connotati sessuali. «Il pensiero generale è che le labbra rosse sono una bandiera semiotica per la prontezza sessuale – scrive Felder nel suo libro -. Il fatto che possiamo scegliere quando inviare quel segnale è univocamente umano. Come dice l’imprenditore della bellezza Poppy King: “Una donna che indossa un rossetto rosso è la cosa più vicina a una donna con un segno esteriore di eccitazione”».