Oswald Wirth “Il simbolismo ermetico”

Oswald Wirth “Il simbolismo ermetico”

Edizioni Mediterranee, 1978, pag.220

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Dalla Prefazione scritta dall’Autore nel 1939 a Parigi

Tutto quel che abbiamo scritto in tema di Alchimia, si trova così riunito nelle pagine che seguono. Il lettore non s’aspetti di trovarvi un trattato metodico; d’altro canto, pensiamo di fargli cosa utile, costringendolo a coordinare i dati messi a sua disposizione. Siamo certi che non si lascerà fuorviare dalle inevitabili ripetizioni o dai passi a prima vista alquanto discordanti. Non è detto che il significato dei simboli debba essere univoco; senza per questo mentire, essi possono dire bianco e nero, in quanto la realtà è più complessa ed è la nostra natura semplice a semplificarla. Le parole ingannano semplificando, mentre i simboli rispecchiano la complessità troppo spesso inestricabile delle cose”.

E conclude:

Non consideriamo l’alchimia come un fine, ma vi ravvisiamo un possente strumento per giungere al discernimento del Vero e quindi alla realizzazione del Bene. Una è l’inziazione, malgrado ogni scuola iniziatica faccia uso di simboli peculiari. Impariamo a fare raffronti, a trasferire significati da un simbolismo all’altro e nel nostro spirito si farà luce”.

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