A.Ferrini e S. Pizzuoli “O.D.E.S.S.A. L’ora della fuga”

Un thriller storico che ambienta nei luoghi e nei paesaggi, nonché nella quotidianità, in modo rigoroso e documentato, una pagina di storia tra le più controverse e indagate, dove il mistero resta fitto ancora a distanza di molti anni. Un’avventura quella del protagonista che si snoda su vari Paesi in una corsa al buio e dove la casualità gioca un ruolo notevole, come nella vita reale. I percorsi, i tempi, i luoghi che Walder attraversa sono stati frutto di ricerche su vecchie piante e sui tracciati effettivi delle vie di comunicazione allora esistenti.

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Salvina Pizzuoli “La valle dell’Arno tra storia e geografia”

Come tutte le città fluviali Firenze deve molto al suo fiume, nel bene e nel male. La storia della città si intreccia infatti con quella dell’Arno come si allacciano i loro elementi di pietra e di acqua che si stringono e convivono in un  accostamento strettissimo. L’Arno più che un vero e proprio fiume è un  

[…]un fiumicel che nasce in Falterona

e cento miglia di corso nol sazia (Purgatorio XIV, 17-18)

un giovinastro scapestrato, forse troppo stretto e ingabbiato tra le braccia della sua bella. 

Alessandro Ferrini e Salvina Pizzuoli “Fatti e Fattacci, al tempo di Firenze capitale (1865-1870)”

Dalla Presentazione di Gianni Greco

Per Firenze essere Capitale è stata una pena…capitale. Mura decapitate, tanti antichi edifici giustiziati, con la coda delle distruzioni del Mercato Vecchio e del Ghetto, e con essi di tante chiese, case-torri,strade, piazze, piazzette, vicoli, botteghe[…] Il bel libro di Ferrini e Pizzuoli ci riporta al sorriso di una miriade di aneddottidi cui la nostra splendida Firenze è stata teatro

Tommaso Ferrini “Il complesso di Arkhàn”

Come inizia

Un raffreddore. Fu da un semplice raffreddore che tutto ebbe inizio.
Era il 6 settembre 2015, una bella giornata. Per tutta la sua durata stetti fuori al sole, mi gustai tutto il calore che ero in grado di ricevere, poi arrivò la sera e con lei un frescolino pungente che mi colse totalmente alla sprovvista. Niente di sconvolgente anzi direi un classico, la mattina dopo mal di gola e raffreddore. Decisi di andare comunque a lavorare, quasi più per la stizza di aver appena iniziato ed essermi già ammalata che per un senso etico.

Tommaso Ferrini “Il complesso di Arkhàn. L’altra me che decise dci restare”

Tommaso Ferrini “Il complesso di Arkhàn” Edida 2017, pagine 114 Su Amazon in ebook 2,99 euro in cartaceo 4,15euro     Dalla quarta di copertina: Il Complesso di Arkhàn è un fanta-psico-thriller incentrato sulle vicende surreali di Teresa, una donna di trentotto anni che diviene protagonista di un’escalation di situazioni che terranno con il fiato … Continua a leggere Tommaso Ferrini “Il complesso di Arkhàn. L’altra me che decise dci restare”

Maria Castellett “Delitti.Due casi per il commissario Bellantoni”

Stralci da “Delitti. Due casi per il commissario Bellantoni”

da “Delitto al free jazz”

La pausa pranzo arrivò propizia, fermarsi, rilassarsi, pensare ad altro e confrontarsi con qualcuno che aveva stilato parte di quelle relazioni. Prese borsa e giacca e uscì quasi precipitosamente dal suo ufficio. I tacchi come sempre risuonarono sull’impiantito, più forte nel silenzio. Una porta si aprì mentre attraversava il corridoio e la testa di Giovanni Gonnelli comparve oltre l’anta rivolta verso di lei o forse verso il rumore dei suoi tacchi.
“Che fai, vai a pranzo?”

Alessandro Cosi “La guerra civile tra Ottaviano e Antonio: La fine della Repubblica e l’alba dell’impero”

Il presente volume si caratterizza per la complessità degli eventi, sia militari che politici, in un periodo che si snoda dalla morte di Giulio Cesare fino alla presa del potere assoluto da parte di Ottaviano Augusto. In quest’arco temporale, matura e giunge a compimento quella che lo storico inglese Ronald Syme definisce “la rivoluzione romana”, vale a dire il passaggio inevitabile e definitivo dallo Stato Repubblicano al Principato, all’Impero. L’assassinio di Cesare fu opera di un ristretto gruppo di nobili, circa ventitré, non di primo piano e forse anche di basso livello, se si escludono Bruto e Cassio, che pure erano soltanto pretori, e Trebonio, consolare.