Tiziano Sclavi “Le voci dell’acqua” illustrato da Werther Dell’Edera recensione di Francesca Pierleoni da Il Tirreno

di Francesca Pierleoni

Un presente immerso nella pioggia, per strade affollate di facce cupe e insensibili a tutto, tra voci, paure, premonizioni, visioni, arrivi di extraterrestri, in una città oscura e tenebrosa. È l’ambientazione di “Le voci dell’acqua”, il primo graphic novel scritto dal maestro del racconto a fumetti, Tiziano Sclavi – pavese, 65 anni – illustrato da Werther Dell’Edera, uno dei disegnatori italiani più importanti nel panorama dell’ultimo decennio, ora in libreria per Feltrinelli Comics (96 pp. b/n, 16 euro). Il creatore di Dylan Dog nel suo percorso è stato anche giornalista, sceneggiatore televisivo, paroliere e autore di vari racconti e una decina di romanzi fra i quali “Il tornado di Valle Scuropasso” (2006) e soprattutto “Non è successo niente” (1998) vera chiave di lettura per comprendere la complessità del suo universo narrativo ed esistenziale. Con “Le voci dell’acqua” Sclavi realizza un graphic novel drammatico e carico di umorismo nero, spettacolare e inquietante, scritto con potenza visionaria e impeto narrativo straordinari. Una collezione di sguardi rapidi e inquietanti – con un accenno di ironia e qualche momento di pace – su ritmi, paradossi, violenze integrate ed i veleni del vivere quotidiano collettivo; gli stessi che hanno portato Sclavi a scegliere di isolarsi in una casa al limitare di una foresta, con la moglie Cristina, i suoi bassottini e un gatto. Un isolamento fatto anche di silenzio narrativo. Sclavi da anni non pubblicava quasi più, con qualche rara eccezione come “Nel mistero”, sceneggiatura per Dylan Dog uscita lo scorso dicembre. Ora, a sorpresa, ecco questo graphic novel. Le voci del titolo sono quelle che sente nell’acqua, senza comprenderne il messaggio, il protagonista Stavros, impiegato di una società di assicurazioni, ridotto a una scrivania fra mille. La paura di essere schizofrenico e il veleno globale del terrore di morire – «la paura della morte è la morte. Sapere di dover morire è un tragico errore biologico che porterà inevitabilmente all’estinzione dell’umanità» si sentenzia a una conferenza – scandiscono le sue giornate che lui rende volutamente sempre più solitarie interrompendo anche il legame con la donna che ama. La città lo avvolge e ci avvolge tra voci e segni premonitori, cieli che ardono o da cui cadono piccole fiaccole, navi volanti, due lune in pieno giorno. Sprazzi di autobiografia dell’autore – l’incontro con la madre, terreno nella fiction per un piano di vendetta – si mescolano senza soluzione di continuità a punte di noir. Il tutto nell’indifferenza di una folla tanto assente, sorda e insensibile da scoraggiare anche gli alieni, atterrati fra di noi. Angosce perfettamente sorrette dal disegno di Dell’Edera. Non tutto è spiegato nel racconto, come è sempre nella cifra narrativa di Scalvi, maestro nel descrivere abissi psicologici capaci di proporre sprofondamenti anche a chi legge. Tiziano Sclavi tornerà presto anche con una miniserie in sei numeri di Dylan Dog, “I racconti di domani” per la Bonelli, editore con il quale al momento i rapporti non sono facili stando a quanto ha detto Sclavi in una recente intervista. Resta invece il suo grande apprezzamento per il nuovo corso impresso a Dylan Dog da Roberto Recchioni, che Sclavi definisce «uno dei pochissimi grandi autori di oggi». —