Jan Potocki “Viaggio nell’impero del Marocco”

Jan Potocki “Viaggio nell’impero del Marocco”

Medusa Edizioni, 2008, pagine 144

l’album di viaggio è corredato dalle fotografie di Mariangela Corbetta

Su IBS , 15,72 euro

Da “Vecchi album” Note di viaggio di noti viaggiatori” di Salvina Pizzuoli

su “InStoria Quaderni di percorsi storici”, InMarocco

“I viaggiatori abitualmente non hanno per osservare che gli occhiali con cui partono da casa, e non pensano a sagomare nuove lenti nel paese in cui si recano” ( Jan Potocki)

Jan Potocki, che compì nel 1791 un viaggio in Marocco […] e ancora molti altri negli anni a venire […] ci hanno trasmesso e lasciato la loro immagine del Marocco come un’istantanea precisamente datata, legata alla diversa sensibilità di ciascuno e allo scopo della loro scrittura. […] Probabilmente un interesse politico personale spinse il conte polacco Potocki a svolgere opera di ambasceria, senza mandatari,con lo scopo di far avvicinare la Turchia alla Polonia attraverso un’alleanza con l’imperatore del Marocco; l’incontro sarà al contrario molto deludente. Quest’esperienza darà luogo ad un’opera letteraria sotto forma di diario, “il Voyage dan l’empire du Maroc”, tenuto dal 2 luglio al 6 settembre da Tetuan a Rabat.

Dalla bandella editoriale

Quando sbarca a Tetuan il 2 luglio 1791 per un soggiorno di nove settimane in Marocco, Jan Potocki è in viaggio da nove mesi. Ha lasciato Varsavia nell’ottobre dell’anno precedente, prendendo congedo dalla Grande Dieta, con lo scopo di far conoscere al mondo l’ampiezza delle riforme che si stanno facendo nel suo paese, la Polonia. Attraversa la Germania, l’Alsazia e la Lorena per approdare a Parigi dove scopre una capitale francese nuova, in pieno fermento rivoluzionario. Dopo aver vissuto questa atmosfera febbricitante decide di proseguire il suo viaggio e percorre la Spagna ricavando molti spunti per la sua opera più celebre: “Manoscritto trovato a Saragozza”. Il conte Potocki è stato uno dei più grandi viaggiatori   dell’Europa moderna: quando approda sulle coste del Marocco ha già viaggiato in Turchia e in Egitto (1784), in Italia e Sicilia (1778), in Tunisia e Libia (1789), in Olanda (1787) e lo attendono i lunghi itinerari in Asia tra la fine del XVIII e l’inizio del XIX secolo, di cui Medusa ha pubblicato l’anno scorso i diari. Complessa figura di studioso e di diplomatico, Potocki viaggia mettendo a frutto una curiosità intellettuale e uno spirito da antropologo ante litteram delle cui capacità testimoniano i diari ricchi di annotazioni sul paesaggio, le città, i popoli, i loro usi e costumi, le religioni. Il racconto di questo Viaggio nell’impero del Marocco, di spiccata vena letteraria, si conclude con una riflessione su come il viaggio sia una passione che si spegne rapidamente e l’unico modo di continuarlo è portarlo sulla pagina con la scrittura.

 

Jan Potocki (1761-1815) nobile polacco, diplomatico e grande viaggiatore è famoso per la sua opera più celebre “Manoscritto trovato a Saragozza”

Come inizia

2 luglio. Mi sono svegliato in vista di Tetuan. Questa città è situata a una lega dal mare, in un punto in cui la catena del Piccolo Atlante si apre su più ridenti vallate. Con quella luce in lontananza, le montagne lungo la costa, ancora nell’ombra, assumono un’aria ancor più cupa e più selvaggia. È  ancora un resoconto di viaggio quello che scrivo? No, ma credo a un’esuberanza comune ai viaggiatori perché, come scriveva un antico, “Non si vorrebbe la più bella campagna del mondo senza qualcuno a cui dire” che bella campagna”. Se mai pubblicherò questo diario sarà perché avrò ceduto ancora una volta a quel sentimento. Del resto sono il primo straniero che sia venuto in questo paese in veste di semplice viaggiatore e, anche per ciò solo,il mio viaggio potrebbe essere di qualche interesse”

 

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