Alessandro Pagani “Io mi libro”

 

Alessandro Pagani “Io mi libro” edito da 96, Rue De La Fontaine, Torino 2018,10,00euro

Corredato dalle foto di Lorena De Gregorio. 

 

Ogni nostra azione, atteggiamento o comportamento si presta a diverse sfaccettature emblematiche. Nel contesto di quest’opera, l’autore ha voluto cogliere gli aspetti più imbarazzanti e comici che gli individui si trovano ad affrontare quotidianamente durante il loro lavoro, nel tempo libero, attraverso i vari momenti della storia, e più in generale durante le varie situazioni paradossali nelle quali ognuno di noi si è imbattuto, spesso a propria insaputa, generate dal teatro dell’assurdo o da ‘presunte’ coincidenze.

Rifacendosi a maestri dell’umorismo quali Marcello Marchesi, Achille Campanile e Giovanni Guareschi, “Io mi libro” non è soltanto un caleidoscopio di lettere che si scambiano e si combinano tra di loro, ma anche un piacevole riflettersi dentro una prospettiva meno cupa, all’interno di un puzzle di significati allegorici, che aiutano a stemperare l’eccessiva serietà con cui l’uomo ha vincolato la proprio esistenza, a dispetto del lato più ‘brioso’ ed ottimista che inevitabilmente ognuno di noi porta dentro.

A chiusura del libro, un racconto dell’autore dedicato al sogno.

Spigolando tra 500 freddure

133. “Secondo lei, che taglia porta quella con le mani sul tavolo?” – “Ssssshhhh! È una medium!”

135. Un orso che vive in entrambi i poli è caratterizzato da alterazioni dell’umore, episodi maniacali e depressivi. È l’orso bipolare.

159. Se avete problemi di visualizzazione tv, rivolgetevi a Wimbledon o Roland Garros: han tennista.

160. I primi a fare la cresta sul resto furono i galli.

161. Dario e Dina Lampa: due fratelli che brillano.

182. “Quel campione di golf è arrivato ultimo… certo una bella mazzata”.

209. “Scorgo un albero laggiù in fondo… cos’è per te?” – “Mah… per me, è l’ontano”.

210. “Per favore non piangere… basta pensare al Perù, continua a levigare… dai, lima”.

211. Il paese dove più odiano le tasse? Maldive.

212. “Vorrei dei diosperi” – “Cachi vaniglia?” – “Mah…non me ne sono mai accorto”.

213. Ho perso il controllo della mongolfiera e sono andato nel pallone.

249. “Per colpa del mio complice idiota, mi dichiaro colpevole. Sono reo con fesso”.

250. “Voglio parlare col direttore del carcere” – “Deve aspettare un secondino”.

E dall’Indice gli altri contenuti:

Indice

500 freddure

Dieci cose che non sai di me

Dieci buone scuse per camuffare il cinquantesimo compleanno

I 10 ossimori più belli

15 piccoli indizi per una giornata no

10 libri alternativi da portare in vacanza

Piccolo racconto onirico

 

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