Hans Tuzzi Il trio dell’Arciduca

 

Bollati Boringhieri, Milano 2014

158 pagine

Su Amazon

in ebook euro7,99

in cartaceo euro10,43

 

Su Panorama, la pagina online della cultura inserisce al secondo posto tra i primi 10 libri più belli del 2014, il giallo di Hans Tuzzi, “Il Trio dell’arciduca”.

Lo trovate a questo link.

Qui trovate l’intervista

Recensione:

Il nuovo giallo di Tuzzi “Il Trio dell’arciduca” è davvero entusiasmante e non è un Melis.
Non può essere definito nemmeno un giallo o un poliziesco, ma sarebbe preferibile collocarlo o etichettarlo (e non sempre è possibile con i romanzi del versatile autore) tra quelli di spionaggio mentre la vicenda, cui fa da sfondo una pagina di storia realmente accaduta, svela retroscena e accredita interpretazioni ascrivibili tra le più approfondite analisi sugli scenari che precedettero la grande guerra.
Gli affezionati dell’ispettore di polizia milanese non resteranno comunque delusi, anzi. troveranno un valido interprete in Neron Vukcic agente segreto giovanissimo, eccentrico nel vestire e buongustaio oltre che eccezionale mangiatore. Abbandonata la Milano degli anni ottanta Tuzzi ambienta in modo mirabile e raffinato la vicenda nel nuovo scenario, altrettanto brumoso ma impalpabile, della cosmopolita Trieste, porto commerciale dell’Impero austro ungarico dei primi anni del Novecento, alcuni mesi prima dello scoppio della grande guerra. ll lettore seguirà poi il giovane Neron nella vecchia Costantinopoli non ancora detta ufficialmente Istanbul muovendosi dentro percorsi che gli permetteranno di riviverne le mosse nei tempi, nei luoghi e nei mezzi utilizzati per gli spostamenti, tanto sono ben studiai e collocati nel tempo. Un testo di spionaggio storico ben congegnato e dalla perfetta architettura che aggiunge valore alla già raffinata abilità del nostro romanziere. Tuzzi ha saputo creare un nuovo personaggio che rivive e si muove nell’atmosfera del tempo riprodotta da una prosa sapiente e ben dosata che, come su un palcoscenico,  propone lo spirito del periodo carico di tensioni, di intrighi, di lotte intestine dentro e fuori il fragile colosso dai piedi d’argilla che era l’impero austro ungarico e le lotte tra le etnie di quel crogiolo che da sempre sono stati i Balcani. Esce, quando si dice il caso, proprio in ricorrenza del centenario dello scoppio del conflitto e quando ancora una volta le rivalità etniche risuonano nuovamente in quell’area che ancora non pare abbia trovato una propria identità.
Grazie Tuzzi, mi auguro che sia solo l’inizio di una lunga serie.

Salvina Pizzuoli

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