Francis Scott Fitzgerald “Il grande Gatsby”

Il grande Gatsby”, titolo originale The Great Gatsby, è un romanzo di Francis Scott Fitzgerald (1896 – 1940), scrittore e sceneggiatore statunitense, pubblicato per la prima volta a New York nel 1925,  ambientato e a New York e a Long Island durante l’estate del 1922. La storia viene raccontata da uno dei personaggi, Nick Carraway, vicino di “casa” di Jay Gatsby, il protagonista, che vive nella grande villa, con torre piscina in marmo e grande parco e giardino, che nessuno steccato separa dalla casetta affittata per ottanta dollari dal narratore della storia che segue da vicino le grandi feste che vi si tengono, organizzate dal padrone di casa che conosce solo pochissimi degli invitati ma che al contrario sembrano sapere bene da dove sia arrivata la fortuna del loro anfitrione e su cui spettegolano, ritenendola alcuni frutto di affari leciti e fortunati mentre altri malignano di loschi contrabbandi o di assassinii. È così che il lettore inizia a conoscere il personaggio Gatsby misterioso e affascinante che successivamente l’autore tratteggerà con caratteristiche meno rispondenti all’alone di mistero che lo circonda dentro un interessante affresco del periodo americano degli anni venti.

Su Panorama cultura: “Il Grande Gatsby”, quattro curiosità sul libro leggenda

Stralci dall’introduzione di Alessandro Piperno

Anni fa, in gita a Long Island, mi spinsi fino alla lingua di costa su cui sorgeva la dimora che Sott Fitzgerald regalò al suo esigentissimo Jay Gatsby ( pare che l’abbiano demolita qualche decennio fa). […]

Che choc scoprire che questo circo è stato allestito per impressionare una ragazza! Tenerone di un Gtsby!

Lei si chiama Daisy. Abita con l’arrogantissimo marito Tom Buchannan in una villa non meno adeguatamente fastosa, dall’altra parte della baia. Al contrario di quelli di Gatsby, i soldi di Tom e Daisy sono antichi. […]

Nascere ricchi. È tutto lì il segreto. È la sola cosa che un self-made man non potrà mai comprare. La sola onta genealogica che non potrà mai ripulire, se non a costo di una patetica menzogna. È questo che imbarazza tanto Gatsby? È questo il muro che non si può scalare? […] Si sente che il rancore e lo spirito di rivalsa di Gatsby non è poi così diverso da quello del suo creatore “ Erano gente sbadata, Tom e Daisy sfracellavano cose e persone e poi si ritiravano nel proprio denaro e nella loro ampia sbadataggine o in ciò che comunque li teneva uniti, e lasciavano che altri mettessero a posto il pasticcio che avevano fatto…”

 

Annunci