E.A. Poe “Tutti i racconti del mistero, dell’incubo e del terrore”

E.A. Poe “Tutti i racconti del mistero, dell’incubo e del terrore”. Edizione integrale

Newton Compton 2014 pagine 480

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Edgar Allan Poe (1809-1849) fu poeta, narratore, giornalista e critico letterario. Ebbe una vita travagliata negli affetti e a livello economico: orfano all’età di due anni di attori di una compagnia itinerante, fu adottato da John Allan, mercante di tabacco. Soggiornò a lungo (1815-20) in Inghilterra e in Scozia, e proseguì gli studi a Richmond, dove compose le prime poesie d’ispirazione romantica. In seguito ai dissapori con il padre adottivo si recò a Boston, dove si arruolò nell’esercito, e dove pubblicò la prima raccolta di poesie (1827), quindi a Baltimora, presso la zia paterna madre di Virginia Clemm che sposerà giovanissima (1836); entrò nell’Accademia militare di West Point (1831), ma venne espulso dopo pochi mesi per insubordinazione. Nel 1832 pubblicò i primi racconti e nel 1835 fece il suo ingresso nel giornalismo, presso il Southern Literary Messenger, la sua maggiore fonte di sostentamento. Nel 1838 pubblicò il suo unico romanzo, The narrative of Arthur Gordon Pym, ricostruzione fantastica di un viaggio al polo Sud e, su riviste, alcuni dei suoi più famosi racconti. Passato dal Gentlemen’s magazine al Graham’s magazine, accrebbe la sua fama di critico e scrittore con vari saggi su autori come Dickens, Longfellow, Cooper e Hawthorne. Nel 1845 la sua opera narrativa si arricchì di una seconda raccolta di racconti e poesie. Morì due anni dopo la giovane moglie riuscendo a concludere Eureka (1848), summa del suo pensiero filosofico. La progressiva popolarità che Poe incontrò a partire dalla seconda metà dell’Ottocento in Europa, fu dovuta in larga parte a Baudelaire, e al favore goduto nel periodo simbolista e decadente.

Stralci dalla presentazione dei Racconti ( Edizione Feltrinelli 1970) di C. Baudelaire

[…] Poe si consumava nella miseria più nera quando un caso fortunato lo risollevò. Il proprietario di un periodico aveva organizzato due concorsi, uno per il miglior racconto, l’altro per la miglior poesia. Una scrittura particolarmente bella attirò gli occhi del signor Kennedy, presidente della giuria, e lo invogliò ad esaminare personalmente i manoscritti. Caso volle che Poe vincesse entrambi i premi; ma uno solo gli venne consegnato. Il presidente della giuria vole conoscere quello sconosciuto. L’editore del giornale gli presentò un giovane straordinariamente bello, mal vestito, abbottonato fin sotto al mento, con un’aria da gentiluomo fiera quanto affamata. Kennedy si comportò da amico. Gli fece fare la conoscenza di un certo Thomas White, che a Richmond aveva appena fondato il Southern Literary Messenger. Wite aveva bisogno di aiuto. Ancora giovane – ventidue anni- Poe si trovò direttore di una rivista e il successo lo creò con le sue mani.

[…]Quando introduce un argomento, ci attira a poco a poco, come in un gorgo. La sua solennità è sorprendente e tiene viva la nostra attenzione […] Il lettore, preso dalla vertigine, è costretto a seguire l’autore nelle sue trascinanti deduzioni. […] la creazione della maggior parte dei suoi pezzi migliori ha sempre preceduto o seguito le sue crisi; dopo la pubblicazione di Eureka si abbandonò alla sua deplorevole inclinazione, e a New York la mattina stessa dell’uscita del “Corvo”, mentre il nome del poeta era su tutte le labbra, egli attraversò Broadwey barcollando vergognosamente. […] l’ubbriachezza di Poe era un mezzo mnemonico, un metodo di lavoro, metodo violento e mortale, ma adatto alla sua indole passionale”.

 

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