Daniela Alibrandi “Nessun segno sulla neve”

 

Edizioni Universo, 2016

formato Kindle  su Amazon euro3,12

 

PREMIO LETTERARIO NAZIONALE CIRCE 2013 – Un thriller psicologico, la cui trama inizia ai giorni nostri e porta a un avvenimento criminoso mai risolto, avvenuto nel 1968, quando il protagonista del romanzo frequentava il liceo. Questa storia, che sembrava dimenticata e sepolta, torna ad essere improvvisamente e drammaticamente attuale per lui, ora brillante e stimato medico oncologo di mezza età, quando in un caldo e pigro pomeriggio settembrino, si diverte a navigare in internet insieme al figlio. Aiutato da quest’ultimo, infatti, entra in un importate network e si imbatte nel profilo della ragazza che amava disperatamente in quegli anni, dalla quale purtroppo non era mai stato ricambiato. E’ l’inizio di un viaggio interiore intriso di profonda nostalgia, ricordi e passioni, che porterà il suo destino a intrecciarsi in modo imprevedibile con quello della ragazza, divenuta ormai una donna matura. Il romanzo offre un affresco fedele e nostalgico della vita italiana durante quegli avvenimenti sociali e politici, che segnarono in modo indelebile un’intera generazione. Ad arricchire il racconto una trama gialla che, partendo da un episodio criminoso avvenuto allora, termina con un finale imprevedibile al giorno d’oggi.

Daniela Alibrandi racconta la Toscana in brevi stralci  

LA TOSCANA, VISTA DAI MIEI OCCHI di Daniela Alibrandi

Esiste un luogo, poco più a nord di dove vivo io, dove si fondono le essenze della nostra Terra. Nei suoni molli della campagna e nei colori tenui che si sposano con quelli più forti di monti possenti e mare incontaminato si può ritrovare l’Italia, con la sua gamma infinita di colori e suoni. Sfumature e vibrazioni racchiuse nell’unicità e peculiarità che appartengono solo a lei, alla Toscana.

È una regione che ho scoperto poco a poco, assimilando le energie positive che dai suoi luoghi scaturiscono come un prezioso elisir capace di infondere profondo benessere.

Poco importa se si è angosciati o presi da problemi che possono sembrare insormontabili, il vento dolce della Val d’Elsa riesce ad asciugare le lacrime e a scompigliare i capelli in una carezza amorevole. Il profumo degli “ossibuchi alla dondola” che si cucinano in quelle cascine è in grado di risvegliare la voglia di gustare la buona cucina e l’ottimo Chianti, insieme all’impeto e alla necessità di amare.

La legna nel camino, la neve dell’Abetone, la forza dell’Appennino che in alcuni punti scende violentemente verso il mare, dove le onde accolgono le rocce con sferzate spumeggianti.

E le sue città, perle antiche a cui solo questa terra poteva dar vita. Firenze, la poesia dei suoi monumenti e delle sue chiese, l’Arno e il lento andare dei turisti sul Ponte Vecchio, Pisa e l’eterno mistero della torre inclinata, Siena con l’immensità della piazza dove con antico orgoglio si affrontano ancora le medioevali contrade. E Livorno che con il suo cacciucco profuma di mare i ventosi vicoli. Piombino affacciata al suo castello per salutare l’Elba e le isole di fronte.

La laguna che lambisce l’antica e magnifica città di Orbetello, mentre all’orizzonte si staglia il Monte Argentario, con le sue intime baie e i suoi porti sicuri. È questa terra che mi ha ispirato profondamente, al punto di dedicare a lei ben due capitoli del mio primo romanzo “Nessun segno sulla neve”, di cui riporto alcuni stralci nei quali si descrive appunto la città di Orbetello e il Monte Argentario:

“…La via principale di questa meravigliosa cittadina, al tempo stesso lagunare e marina, sembra essersi svegliata da poco. Con le vetrine che vengono abbellite e curate nei più piccoli particolari e con il deambulare lento dei turisti intenti a osservare, ricorda una persona che, con movimenti pigri, sbadiglia e distende le membra prima di iniziare la giornata.”

“…Quando raggiungiamo la banchina sulla laguna, prima di riprendere il viaggio, mi fermo a guardare il paesaggio che, in questo sole settembrino, toglie letteralmente il fiato. Il volo vivace e chiassoso dei gabbiani contrasta con la tranquillità della laguna, ma fa da festosa cornice al Monte Argentario, che si staglia all’orizzonte”

“…Luigi e Michele sembrano stranamente e inaspettatamente entusiasti di questa mia idea, Giulia poggia la sua mano sulla mia in segno di approvazione. E io, mentre vedo delinearsi Orbetello al di della laguna, accarezzata dagli infuocati raggi del tramonto, giuro a me stesso che stavolta non tradirò le loro aspettative.”

Ed è in Toscana che, appena posso, torno a ricaricare il mio animo stanco, è solo qui che riesco a provare la piacevole, inconfondibile sensazione di essere finalmente tornata a casa.

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