Da tuttolibri La Stampa, una «cesta» di titoli che possano accontentare i gusti di tutti a cura di Federica Bosco

di Federica Bosco

Per questo Natale ho composto una «cesta» di titoli che possano accontentare i gusti di tutti, comincerò quindi da uno scrittore molto amato, Francesco Piccolo, che ci delizia con un libro (va detto) coraggioso, carnale, malinconico e divertente, a metà fra un romanzo e un saggio è L’animale che mi porto dentro (Einaudi, pp. 240, 19,50), dove tenta di spiegare, grazie ad un’accurata autoanalisi, molti dei comportamenti maschili: il desiderio sessuale imprescindibile, il bisogno di piacere a tutti i costi, la spietata legge del branco, e la necessità costante di sedurre e sentirsi amato, apprezzato, visto e, sopra ogni cosa, perdonato, da altre madri, sempre. Il libro di Gabriele Romagnoli invece e un’ ode all’amore, quello vero, quello che risolve, che ci risolve. Senza fine, che si può sintetizzare nella frase di apertura:«non e il primo amore che conta, è l’ultimo» (Feltrinelli, pp. 94, 10). Ribaltiamo quindi i luoghi comuni e i paradigmi inattaccabili; il vero amore è quello che ci accompagna per mano fino alla fine, quello disincantato, quello che legge fra le righe e fra le rughe, quello che non ha più paura, che è fatto di accortezza e di memoria, di lezioni imparate, e dove si è infine capito che «un’unione non è una sovrapposizione». Ma se nell’attesa del grande amore non riuscite a dimenticare l’ultimo, oppure non ne potete più di ascoltare la vostra migliore arnica ripetervi che lui visualizza e non risponde, il manuale della Pina e Federico Giunta è quello che fa per voi. Cosa non farei per trovare un fidanzato (Vallardi, pp.176, 16,90) e una guida spietata, drammaticamente onesta e feroce che getta una luce sugli angoli bui delle nostre esistenze, sbattendoci in faccia le balle che ci raccontiamo, mentre siamo occupate a controllare il suo ultimo accesso, ad aspettare che torni, a comprare crocchette vegane per il gatto, e la vita ci passa accanto. Una sera Michelle e Barack Obama cenarono in un ristorante. La first lady fu quindi avvicinata dal proprietario per un saluto e i due chiacchierarono qualche istante. Quando Michelle tornò al tavolo, spiego all’autorevole marito che quell’ uomo era stato un suo spasimante. Barack allora disse: «vuoi dire che se non avessi sposato me adesso saresti proprietaria di questa ristorante?» E lei rispose: «No tesoro, se lo avessi sposato, adesso sarebbe lui il presidente degli Stati Uniti». Che sia vera o meno non è importante, quello che conta è Becominge è un grande libro scritto da una grande donna che ha lavorato sodo e che di difficoltà ne ha conosciute tante, ma che non le ha mai viste come tali. Un libro di empowerment femminile molto sincero, niente affatto scontato da leggere e regalare (Garzanti, pp. 498, 25). Per le adolescenti innamorate, Insieme a mezzanotte di Jennifer Castle è una bella storia di crescita e d’amore (HotSpot, pp. 315, 16,50). Kendall e Max sono testimoni involontari di un brutto incidente che fornirà loro il pretesto di compiere sette atti di «gentilezza estemporanea» assolutamente casuali. Un’ occasione per ricordarci che basta davvero poco a donare il sorriso a uno sconosciuto. Molto più cinico e irriverente e invece L’idiota della pluripremiata Elif Batuman, la cui protagonista, Selin, è una vera nerd inadeguata con un senso dell’umorismo cinico e raffinato spesso incompreso e una mente sopraffina, nel complicato mondo di Harvard dei primi anni novanta fra tecnologia e personaggi assurdi, dove scopre l’ amore che finisce per farla sentire un’ idiota come tutti (Einaudi, pp. 432, 21). Rimanendo nell’ ambito dell’orgoglio nerd caro a Daniele Dacco fondatore dell’ omonimo sito, Nerd senza macchia (55 vite straordinarie di grandi sognatori è una raccolta di biografie di grandi personaggi che hanno fatto della loro passione la loro vita straordinaria, in barba all’ essere considerati strambi, diversi 0 eccentrici (Sem, pp.120, 16).Per gli amanti del thriller, consiglio caldamente Killing Eve di Luke Jennings di cui ho visto la serie che ho adorato e il libro non mi ha delusa per niente (Mondadori, pp. 175, 18) . Finalmente una serial killer degna di questa nome, che non e tale a causa di tragici abusi, rna che è semplicemente e totalmente sociopatica, anaffettiva e dotata di un’intelligenza sopra la media per queste e altre ragioni una perfetta macchina da guerra per lo spionaggio russo. II problema e che Villanelle ci si affeziona, e ci piace, come ogni personaggio forte e ben scritto. Non posso non concludere con un libro di Andrea Camilleri, il nonno che tutti avremmo voluto avere e che dedica appunto ai suoi nipoti questa breve raccolta di storie dedicate agli animali che hanno accompagnato la sua vita. Ricordi buffi e malinconici dal pappagallino che sapeva dire «Mannaggia, come stai?», Don Gaetano il serpente di casa, e il nobile gatto Barone salvato dai calci dei bulli e innamorato della figlia. Sembra di sentirli raccontare dalla voce roca e dolce di Camilleri che evoca le estati nella casa di Monte Amiata e nella sua Sicilia. E a voi scoprire perché I tacchini non ringraziano (Salani, pp. 196, 15,90)

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