Da Il Corriere della sera: Dolores Redondo vince il Premio Bancarella

I librai premiano Dolores Redondo con il Bancarella

 

  • di Elisabetta Rosaspina

 

«Tutto questo ti darò», «Tutto questo ti darò», «Tutto questo ti darò»: il titolo del libro di Dolores Redondo risuona martellante, domenica nella serata finale del Premio Bancarella, sotto il Campanone di Pontremoli (Massa-carrara). Per essere una sofisticata artigiana del batticuore, la scrittrice basca dovrebbe sopportare con maggiore freddezza i venti minuti di tensione prima del verdetto: 142 librai su 166 l’hanno inserita nella loro terna, e lo spoglio dell’ultima sessantina di schede lascia intendere che è lei a guidare la corsa. In ampio vantaggio sugli inseguitori: Marco Consentino, Domenico Dodaro e Luigi Panella (I fantasmi dell’impero, Sellerio editore), Jessica Fellowes (L’assassinio di Florence Nightingale Shore, Neri Pozza), Guido Marangoni (Anna che sorride alla pioggia, Sperling & Kupfer), Paolo Rumiz (La regina del silenzio, La nave di Teseo) e Dario Correnti (Nostalgia del sangue, Giunti).

Con 62 punti di distacco dal secondo classificato, è una vittoria comoda per il thriller di Dolores Redondo, Tutto questo ti darò (DEA Planeta) ambientato ai giorni nostri in una Galizia ancora feudale, tenebrosa e aristocratica, conservatrice e perbenista fino alla ferocia. Il successo in Spagna è stato già ratificato dal Premio Planeta, due anni fa, da 350 mila copie vendute e 23 ristampe: «Eppure, durante il conteggio dei voti, credevo che mi sarebbe venuto un infarto — scherza l’autrice, adesso che la scultura di San Giovanni di Dio, patrono dei librai, è saldamente nelle sue mani —. È il primo premio che ricevo in Italia e per me è stato un nuovo battesimo, il battesimo del mio romanzo. Una cerimonia che non potrò mai dimenticare».

Nato nel 1953, quando il primo a essere «battezzato» fu Ernest Hemingway con Il vecchio e il mare, il premio Bancarella è conferito da una giuria composta unicamente da librai, in onore degli ambulanti pontremolesi che tradizionalmente si dedicavano alla compravendita di almanacchi, classici, testi religiosi, volumi ottocenteschi allestendo i loro carretti lungo la via Francigena o sui pascoli degli Appennini.

«Ho avuto successo come scrittrice in Spagna negli anni peggiori della crisi, quando tantissime librerie erano costrette a chiudere — ricorda Dolores Redondo, che ha al suo attivo altri gialli, come la trilogia del Baztán (Salani), interpretata dall’investigatrice Amaia Salazar —. Ora qualcosa sta cambiando, c’è un nuovo concetto di libreria; e sono soprattutto i giovani ad aprire negozi di libri dove si può entrare a prendere un caffè o dove c’è uno spazio per i bambini. Tutto evolve».

Nata a San Sebastián, nel 1969, Dolores Redondo ha cominciato a scrivere a 14 anni, ma c’è voluto tempo perché le sue opere finissero rilegate, in vendita sugli scaffali. Nel frattempo, si era dedicata alla sua seconda passione, la gastronomia, lavorando nei ristoranti: «Con i librai ho una relazione speciale fin da quando ho pubblicato Il guardiano invisibile — assicura —. È anche grazie a loro, a come dispongono un volume in vetrina, al loro passaparola, ai consigli che danno ai clienti, se quel titolo ha venduto un milione e mezzo di copie». Ha ricambiato il loro affetto in Tutto questo ti darò quando Manuel, il protagonista, compra un libro in un centro commerciale, e si chiede se non abbia sbagliato a non acquistarlo invece in libreria.

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