Chiara Rapaccini “Rossa” recensione di Lina Senserini da Il Tirreno del 19 Agosto

È in libreria, e sarà presentato oggi a Polverosa (Orbetello), l’ultimo libro di Chiara Rapaccini. Con lei Massimo Ammaniti, Nada e Canio Loguercio”Rossa”, favola noir che denuncia
lo scontro fra vecchi e giovani
di Lina Senserini
C’è una dedica nel libro “Rossa”, l’ultima fatica di Chiara Rapaccini, in arte Rap, illustratrice, designer, artista e scrittrice, che non ha certo bisogno di presentazioni. Ed è a Mario Monicelli, il suo compagno per oltre trent’anni, che è rivolta. Poche parole, la domanda di un giornalista e la risposta del celebre regista: «E lei, Monicelli, cosa fa per i giovani?» «Invecchio». Il messaggio del libro è tutto in queste due frasi, non un semplicistico e banale “largo ai giovani”, ma un ben più profondo e complesso, “liberiamo il mondo dalla gerontocrazia e lasciamo spazio ai ragazzi, perché loro hanno in mano il futuro”. “Rossa”, edito da La Nave di Teseo, viene presentato oggi, alle 19, al bar La Polverosa, Novellis, in località Polverosa, dalla libreria Bastogi di Orbetello. Insieme all’autrice, Massimo Ammaniti, professore onorario di Psicopatologia dello sviluppo alla Sapienza di Roma, e la cantante e scrittrice Nada Malanima. Accompagna la presentazione, eseguendo alcuni brani musicali, il cantante, musicista e performer Canio Loguercio. Il libro è una storia distopica, una favola noir, cruda e violenta, che non fa sconti. Potente, e dirompente, racconta lo scontro tra passato e futuro, tra Vecchi e Piccoli (così si chiamano le due fazioni in lotta) «tra fratelli Grimm e tecnologia, una fiaba moderna e per adulti sulle contraddizioni della nostra società», spiega Chiara Rapaccini. La protagonista si chiama Rossa, ha 14 anni e i suoi genitori hanno cercato di farla fuori per avere qualcosa in più da mangiare, abbandonandola nel giorno del suo compleanno come nella fiaba di Hansel e Gretel. La storia è ambientata in un futuro molto vicino, in cui la natura è stata sconfitta e l’umanità è a un bivio. In condizioni di estrema miseria e fame, gli uomini si nutrono solo di cibi liofilizzati e ogni attività viene svolta da robot assoldati dai Vecchi, un’élite di gerontocrati, sadici e malvagi, che ha preso il controllo e punta allo sterminio di bambini e adolescenti. «Fino a che – spiega Chiara Rapaccini – non si crea un’alleanza tra i Piccoli, i migranti, che ho chiamato Barcones riprendendo un termine dispregiativo che mi è capitato di sentire, gli animali e la natura, uniti dalla solidarietà e dalla volontà di non arrendersi di fronte alla distruzione del futuro. Coraggiosi e determinati a recuperare la loro umanità, si preparano alla resistenza. Rossa è una di loro». Scritto prima di Greta, prima del movimento “Friday for future”, prima che i ragazzi, come gli adolescenti protagonisti del romanzo, facessero sentire la propria voce, “Rossa” anticipa il movimento reale che sta costringendo i “vecchi” ad ascoltare e forse a cambiare l’andamento delle cose, prima che sia troppo tardi. «Ho usato tinte forti – spiega l’autrice – per portare l’attenzione sul fatto che il mondo è precluso ai giovani, perché nei luoghi in cui si esercita il potere economico, finanziario e politico, siedono i vecchi, perché i più fragili, che siano i poveri, i senza terra, i giovani o l’ambiente, sono destinati a soccombere. È un tema politico molto attuale, “nascosto” dalla fiaba, dove non c’è pietas nei confronti di questa élite di anziani al timone del mondo che non è disposta a cedere un millimetro della propria posizione. L’ho fatto perché credo nei ragazzi, nella loro voglia di cambiare e di essere liberi. Li ho ascoltati e li ho intervistati girando un documentario per Rai Storia, che uscirà al Festival del cinema di Roma: dalle loro parole ha capito che sono proprio loro la risposta alla gerontocrazia e la forza che può davvero cambiare il mondo». —
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