Anna Todd “Stars. Noi stelle cadenti” da La Lettura del Corriere intervista di Severino Colombo

Le tribolazioni delle mie stelle cadenti
Esce in Italia, in anteprima mondiale, la nuova saga della scrittrice americana. Dramma, sensualità e romanticismo
  • di SEVERINO COLOMBO

Anna Todd in anteprima mondiale: il nuovo romanzo «parla» italiano prima che inglese. È il regalo della scrittrice americana ai lettori di casa nostra con cui ha un feeling speciale.

“Stars. Noi stelle cadenti” (Sperling & Kupfer) esce da noi martedì 11 settembre mentre nelle librerie degli States arriverà solo una settimana dopo, il 18. Anna Todd, che è nata a Dayton (Ohio) e che oggi vive a Los Angeles, ha venduto oltre 10 milioni con la saga sentimentale bestseller «After»; «la Lettura» l’ha intervistata in occasione del suo ritorno in Italia per l’uscita del libro (9-11 settembre; tappe a Milano, Varese e Bologna).

Durante il precedente tour italiano, nell’autunno del 2015, era nato qualcosa di speciale con i suoi fan. Come spiega questo feeling?

«I lettori qui hanno un affetto speciale che li distingue. Durante gli incontri ricevevo lettere, abbracci calorosi, baci e altre manifestazioni di simpatia. Gli adolescenti mi sono sembrati molto maturi e molto informati. Ne sono rimasta impressionata».

La scelta dell’Italia per l’anteprima mondiale del libro è una sua decisione o è una volontà dell’editore?

«Lavoro a stretto contatto con il mio editore; visto il divertimento e il successo del tour precedente ho accettato volentieri l’invito a tornare».

Per quanto riguarda il nuovo libro, «Stars. Noi stelle cadenti», l’impressione è che abbia pensato molto a questa storia. Dove ha trovato ispirazione per costruire la trama del romanzo?

«Sì, ho pensato a lungo a questo libro. Ho trovato ispirazione nella mia vita, nella musica e nelle persone intorno a me. Mi capita a volte di avere un’idea per il capitolo di un libro e non riuscire a smettere di pensarci fino a quando non scrivo quel libro: è esattamente quello che è successo qui».

Lei è sposata con un militare in congedo, la storia del libro parla di una ragazza e di un militare tornato dall’Iraq. Si tratta di una vicenda molto vicina a lei: quando si riferisce a ferite, fisiche o psichiche, sa di che cosa sta parlando e il lettore lo sente. Questi aspetti rendono la storia d’amore potente e solida.

«So di che cosa sto parlando e l’ho anche provato. Come moglie di un soldato che ha partecipato a tre missioni sul campo e che ora è a riposo, conosco ogni dettaglio dei disturbi da stress post-traumatico e di ferite fisiche. Mio marito ha perso amici in guerra e ha perso anche un po’ di se stesso».

«Stars» è un romanzo autobiografico? Chi è il personaggio che più le assomiglia?

«Direi per lo più di no, non è una storia autobiografica. Molti personaggi hanno problemi che sono simili in qualche modo a quelli di persone che conosco e attraversano situazioni che ho vissuto. Mio marito Jordan era nell’esercito; ho conosciuto un sacco di militari, incluso mio zio, cresciuto in una base dell’aeronautica. Ma i personaggi non sono ricalcati su figure vere. Tra tutti Karina è quella a cui assomiglio di più: pur essendo molto diversa da me, abbiamo alcune cose che ci avvicinano».

Karina lavora in una spa come massaggiatrice, è felice di prendersi cura degli altri, conosce le persone a partire dai corpi, toccandole professionalmente. Qual è il rapporto che Anna Todd ha con il suo corpo?

«Più cresco più mi sento in contatto con il mio corpo. Recentemente ho iniziato a farmi fare massaggi, a passeggiare di più, a pensare con maggiore attenzione a quello che sto mangiando. Karina guarda ai corpi come se fossero le nostre case, e credo che abbia ragione».

È sorprendente scoprire l’età di Karina e Kael, il protagonista maschile del romanzo: hanno solo vent’anni, ma hanno già avuto una vita molto intensa; vivono da soli, lavorano, partecipano a missioni militari; hanno problemi e cercano di costruire la propria felicità. È stato lo stesso per lei? E per i suoi amici?

«Sì, per me e per i miei amici è stato più o meno lo stesso. Ho comprato la mia macchina quando avevo sedici anni, mi pago i vestiti da quando ero al liceo. Mi sono trasferita da sola in campagna mentre mio marito è stato mandato in missione, tutto questo quando avevo diciotto anni. Nella mia città natale è molto duro, le persone sono in qualche modo costrette a crescere velocemente. Conosco persone della mia età che hanno tre figli e sono al loro secondo matrimonio… Del resto mio marito è stato mandato in Iraq tre volte prima dei venticinque anni. Invece, a Los Angeles, dove vivo ora, tutto è molto diverso. La maggior parte dei miei amici è più vecchia di me e escono in compagnia. Per loro è strano che io sia sposata da quando ho diciotto anni, che abbia una casa mia e cose così. È un mondo diverso».

In Italia i giovani vivono con i loro genitori fino a venticinque, trent’anni, anche di più. O talvolta non smettono mai di vivere con loro. Cosa ne pensa?

«Trovo sia affascinante. Amo le dinamiche familiari in Italia, così come in Spagna. Ho un amico in Spagna che va a pranzo dai suoi genitori quasi ogni giorno; dato che non ho mai avuto un rapporto familiare come quello trovo che sia bellissimo. Detto questo, ho vissuto per conto mio da quando avevo diciotto anni e la cosa mi ha divertito molto».

Ha scritto questo romanzo con la piattaforma Wattpad come i precedenti bestseller «After» e «Before»? Ha usato lo smartphone oppure strumenti di scrittura più tradizionali come il computer?

«Un mix di entrambi. Ho usato il telefono per alcuni capitoli, solo per comodità, ma per lo più utilizzavo il portatile. In generale però, quando posso, preferisco il telefono: mi fa sentire a mio agio».

«Stars» è il primo atto di una nuova saga: sa già quanti saranno i capitoli?

«Per ora credo che ce ne saranno tre, ma non ne sono ancora sicura».

Alcune pagine del libro raccontano situazioni drammatiche, altre romantiche, altre ancora sensuali con anche descrizioni di approcci sessuali. Come autrice quali parti sono più difficili da scrivere?

«Direi che le più complicate sono quelle con contenuti sensuali. In teoria quello che uno vuole dire viene in mente facilmente, ma nella pratica queste parti sono più difficili da scrivere di quanto si pensi. Detto ciò mi piace scriverle comunque, e soprattutto amo dedicarmi alle scene drammatiche e romantiche».

Infine, può anticipare qualche notizia sul film «After», tratto dai suoi romanzi, che uscirà il prossimo anno? È coproduttrice, ha lavorato all’adattamento ed è stata sul set: è soddisfatta del risultato?

«Collaborare alla lavorazione del film è stata un’esperienza incredibile. Ho imparato molto su come si realizza un prodotto cinematografico, inoltre ho parlato a lungo con gli attori seguendo da vicino il loro lavoro. Ho anche fatto un piccolo cameo interpretando una parte nel film. E sono a dir poco entusiasta».

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