Alessandro Manzoni “I promessi sposi” un romanzo da non perdere…

Potrebbe sembrare anacronistico, per questo ci piace spiegare perché abbiamo inserito “I promessi sposi” tra i libri da non perdere.

Perché a nostro avviso è utile leggere e anche rileggere “I promessi sposi”?

Ad esclusione di pochissimi casi, oggi Alessandro Manzoni viene letto poco anche nelle Scuole. Eppure…

Ecco di seguito alcuni buoni motivi:

-è stato il primo modello di romanzo storico italiano ed ha fatto scuola per la moderna letteratura italiana;

-è scritto con quella lingua italiana che Manzoni coniò venendo a ”sciacquare suoi panni in Arno”;

-contiene pagine liriche di descrizioni e di paesaggi e di personaggi;

-alcuni protagonisti sono diventati delle icone: sei un Don Abbondio per dire pavido; un Renzo Tramaglino, intendendo un ingenuo; un Azzeccagarbugli a indicare un avvocato corrotto e inefficiente, tutti protagonisti di pagine da non dimenticare e da rileggere con l’occhio di chi guarda al presente in cui i potenti sono diversi perché gestiscono poteri in settori nuovi, ma restano fondamentalmente identici.

Un romanzo con pagine liriche dicevamo ma anche ironiche di quell’ironia sottile che nasce da un’accurata analisi e dei tempi e dei tipi umani. Quanti tipi umani si incontrano!

Sì, ci piace affermare con forza che è un romanzo di formazione  che i docenti dovrebbero reintrodurre tra le letture obbligatorie, magari snellendolo di quelle parti che potrebbero stancare, per chi non conosce bene la storia del periodo in cui è ambientata la vicenda o sopperendo con una buona lettura guidata, sottolineata da chi ne ha una conoscenza non di prima mano.

E per non dilungarci ma far parlare direttamente Manzoni alcuni stralci di quella prosa da “maestro” che sa conquistare. Se un tempo si imparavano a memoria pezzi e pezzi di prosa manzoniana oggi l’oblio e l’abbandono sono le due facce di una stessa medaglia, una scelta eccessiva in entrambe.

E poi potete scaricarlo gratis, ad esempio da Liber Liber, in audiolibro e in ebook.

Così conclude il suo articolo su I promessi sposi David Frati su mangialibri

[…] “riletta a quasi due secoli di distanza mantiene ancora una bella vitalità, malgrado ci si sia ormai del tutto disabituati alla tipica ingerenza del narratore ottocentesco nel plot, continuamente infarcito di considerazioni moraleggianti, meta-narrazioni e digressioni. Tra grand guignol (la peste, l’Innominato), feuilleton (Fra Cristoforo, la monaca di Monza) e commedia all’italiana ante litteram (Azzeccagarbugli, Don Abbondio) centinaia e centinaia di pagine volano via in fretta, spazzando via scorie e rancori dei tempi della scuola a colpi di trovate narrative e linguaggio scintillante”.

S.P.

Vai agli stralci dal romanzo

2 pensieri riguardo “Alessandro Manzoni “I promessi sposi” un romanzo da non perdere…

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